Il destino in palma di mano

Linee della mano

Linee della mano

A partire dall’inizio del 1993 la congiunzione celeste tra i pianeti lenti Urano e Nettuno, che si verifica all’incirca ogni 171 anni, formò un aspetto angolare di congiunzione con il mio Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno, dopo essersi opposta a lungo al Sole radix ed aver determinato una brusca rottura con la realtà burocratica cui ero stato plagiato fin dall’infanzia, determinando una presa di coscienza che stravolse, offuscandolo, l’ideale immaginifico della mia realizzazione, mostrandomi l’urgenza di un progetto che tenesse conto della dimensione trascendente ed aprisse uno spiraglio vitale che fugasse l’assenza di senso che mi opprimeva.
In quel periodo acquistai alcuni libri concernenti le tecniche di conoscenza intuitiva della realtà individuale basate sullo studio di segni. Uno di essi, di cui avevo letto una recensione favorevole sul Corriere della Sera, era un libricino fresco di stampa, uscito nel maggio 1993 nella collana Manuali BUR della Rizzoli, intitolato “Grammatica della nuova chiromanzia”, di Franco Bertoncini, che aveva per sottotitolo “Manuale pratico per individuare dai segni delle mani carattere, virtù, difetti e destino”, che mi aveva colpito per l’idea di destino personale conoscibile ancor prima che si realizzasse.
Tornato a casa esaminai attentamente le mie mani, individuai gli elementi fondamentali dell’interpretazione e lessi il significato attribuito a ciascuno di essi, traendone un quadro del mio carattere e del mio destino che, allora avevo ventiquattro anni e tutto mi sembrava nebuloso ed incerto, risultò radicalmente estraneo rispetto alle scelte che avevo compiuto fino a quel momento, per quanto, in cuor mio, ne cogliessi l’autenticità, mentre ora, che agisco seguendo la mia natura, lo trovo perfettamente aderente a ciò che sono; inoltre, mi rimase il dubbio circa il significato da attribuire alle marcate differenze che presentavano alcune linee tracciate sui palmi delle mie mani, che sembravano prospettare un brusco rivolgimento nel corso della mia esistenza.
Cominciai ad interpretare il mio carattere partendo dalla mano sinistra, che concerne la dotazione naturale, mentre quella destra fornisce indicazioni sull’utilizzo concreto delle facoltà innate, dove la linea della vita straordinariamente lunga, armonica, dal tratto marcato e regolare, che, partendo dalla congiunzione con la linea della testa, circondava il monte di Venere arrivando fin quasi all’attaccatura del polso, accompagnata dalla linea di Marte altrettanto lunga e ben definita, indice della capacità di sopravvivere a traumi ed incidenti, indicavano energie vitali solide, salute e ripresa immediata dai malanni; nella mano destra il loro tratto appariva meno deciso e presentava un’interruzione verso la fine, suggerendo una sorta di usura dovuta alla lotta contro il mondo.
In entrambe le mani, poi, i monti di Venere e della Luna turgidi e carnosi indicavano vitalità e sessualità prorompenti ed un forte influsso dell’inconscio, suggerendo un’esistenza non convenzionale incompatibile con l’uniformità burocratica dell’istruzione scolastica di massa che avevo conosciuto fino ad allora; anche i monti di Giove e di Mercurio erano vasti e carnosi, indicando volontà di imporsi ed abilità espressiva, mentre i monti di Saturno e del Sole mostravano una depressione centrale in cui erano tracciati, come tagli netti, i segmenti finali delle linee del destino e della fortuna, prospettando riuscita nella maturità nel settore delle arti, conformemente alla dominante saturnina che governa il Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno, indice di una lunga, tenace e solitaria scalata verso la vetta della realizzazione.
Nella mano sinistra la linea del cuore era lunga e diritta, mentre nella mano destra presentava un’origine a grande forca ed era costellata di punti e trattini verticali, molto più di quanto non lo fosse quella dell’altra mano, indicando freddezza d’animo e privazioni affettive, aspetti di cui, a quel tempo, interessato a comprendere quale strada dovessi percorrere nella vita, non mi curai affatto, restituendo nel complesso, tenuto conto del monte di Venere, l’immagine di una sessualità prorompente associata ad un temperamento emotivamente freddo, conformemente all’opposizione tra Venere e Marte, dinamizzata dagli aspetti angolari di opposizione/congiunzione con Nettuno retrogrado e di trigono/sestile con la congiunzione tra Giove ed Urano, ed alla congiunzione tra Saturno e la Luna alla levata.
Erano poi degni di nota, nella miriade di trattini che solcavano i palmi delle mie mani delineando un sottofondo di tendenze flebili e sfumate, i numerosi segmenti finali della linea di Giove, talmente rara che l’autore la presentava ufficialmente per la prima volta in quel libro, che indicavano il raggiungimento nella maturità di una posizione elevata in molteplici settori di attività, e, in entrambe le mani, l’anello di Salomone, indice di amore per la conoscenza e di apertura alla dimensione trascendente.
Fin qui le linee tracciate sui palmi delle mie mani coincidevano, nella sostanza se non proprio nella forma, mostrando al massimo delle sottili sfumature tra una mano e l’altra, mentre spiccavano vistosamente le marcate differenze che riguardavano le linee della testa, del destino e del Sole, che descrivono l’uso delle capacità mentali, delineano il corso dell’esistenza ed evidenziano la fama ed il successo che toccheranno in sorte all’individuo, prefigurando un profondo rivolgimento nel percorso della mia vita di cui, allora, non potevo immaginare la radicalità.
Nella mano sinistra la linea della testa originava dal taglio della mano, declinava linearmente in direzione del polso e, oltrepassato il monte del Sole, piegava bruscamente verso il monte della Luna, indicando fantasia, creatività e qualità artistiche; nella mano destra, invece, la linea della testa, con le medesime origine ed inclinazione, terminava di colpo in corrispondenza del monte del Sole, indicando capacità di concentrazione ed un uso più lucido e proficuo delle facoltà mentali: una sorta di controllo razionale sull’intuizione, corroborata ogni volta dalla prova dei fatti, che comprovava il rafforzamento cosciente della dotazione intellettiva iniziale.
La linea del destino presentava differenze ancor più marcate: nella mano sinistra originava dal monte della Luna, indicando personalità artistica, e, curvandosi armonicamente, oltrepassava le linee della testa e del cuore e terminava flebilmente sul monte di Saturno, accanto ad una stria verticale marcata e profonda con una biforcazione diretta verso il monte di Giove che faceva presagire realizzazione in età avanzata; nella mano destra questa lettura veniva stravolta, prospettando una brusca rottura nel percorso della mia vita, in quanto la linea del destino, originando dal monte della Luna, formava una piccola incurvatura in senso inverso, quindi procedeva armonicamente fino alla linea della testa, dove si biforcava per terminare poco oltre, indicando l’influsso nefasto dell’ambiente sulla mia formazione giovanile, dopodiché ricominciava a metà del palmo, con un’origine a forca sul monte della Luna, e terminava biforcandosi flebilmente in corrispondenza della linea del cuore, mentre sul monte di Saturno c’erano un tratto finale molto marcato della medesima linea, con una biforcazione diretta verso il monte di Giove, ed una stria verticale al confine con il monte del Sole, indicatori di una realizzazione nella maturità.
L’indicazione fornita dalla doppia linea del destino era rafforzata dalla presenza della linea del Sole, una delle più rare e fortunate, che nella mano sinistra era appena abbozzata ed originava dal monte di Marte, indicando tenacia nella lotta per l’affermazione personale, accompagnata sul monte del Sole da una stria verticale che prefigurava successo artistico nella maturità, mentre in quella destra appariva duplicata: la prima, flebile ma facilmente riconoscibile, con origine sul monte della Luna e termine sulla seconda linea del destino, sotto il monte del Sole; la seconda, evidente, partiva con tratto deciso e marcato dal monte di Marte per fermarsi all’incontro con la linea del cuore, mentre sul monte del Sole c’era una stria verticale molto marcata che si biforcava in alto verso il dito di Mercurio, indicando, ipotizzo ora che ho quarantadue anni di vita alle spalle, la strada intrapresa a tentoni verso la fine del 2000, quando iniziai ad interessarmi di astrologia, e quella percorsa con maggiore consapevolezza dall’inizio del 2006, quando cominciai a scrivere la mia autobiografia in chiave astrologica e finii per trovarmi tra le mani uno strumento di trasformazione collettiva.
In seguito, frequentando le librerie di Roma, mi è accaduto di sfogliare altri manuali di chiromanzia, alcuni davvero ben fatti, ne ricordo uno grande e voluminoso riccamente illustrato con disegni esemplificativi delle numerose varianti assunte dalle linee tracciate sui palmi, e di riscontrare ovunque un’uniformità di giudizio sulla lettura che, da apprendista stregone con una limitata esperienza della materia, avevo dato del mio carattere e del mio destino, è decisamente più agevole reperire i dati natali di personaggi noti viventi o scomparsi ed analizzarne il grafico astrologico che esaminare le loro mani, per quanto la televisione mi abbia confermato che gli uomini che premono tenacemente per affermarsi nella vita hanno la falange unghiata del pollice costantemente rivolta all’indietro, un altro dei tratti distintivi delle mie mani e del mio carattere.
Considerato che le mie mani erano nel 1993, quando acquistai quel volumetto, identiche ad oggi, e che l’interpretazione del loro significato simbolico suggeriva, dal punto di vista professionale, l’uso della mia intelligenza in attività qualificabili in senso lato come “artistiche”, nonostante non avessi nulla da esprimere, devo riconoscere che la capacità predittiva dei segni impressi sui miei palmi oltrepassa la dialettica tra genetica ed ambiente per sconfinare nel concetto di destino, in quanto una mano destra radicalmente differente dalla sinistra, tale che, trascorsa buona parte dell’esistenza, permetta di riscontrare nella storia personale quei mutamenti che non si sarebbero potuti altrimenti immaginare, suggerisce che lo svolgimento degli eventi della vita segue una direzione perfetta e compiuta fin dall’inizio, che necessita dello scorrere del tempo per svelarsi; ma allora, se le cose stanno in questo modo, e tutto sembrerebbe confermarlo, ne consegue che non potrò morire fin quando non avrò realizzato il progetto che mi tiene in vita, e ciò a dispetto di ogni avversità.

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Fiocco Azzurro

Fiocco Azzurro

Lo scorso mese di maggio ho pubblicato un sito Internet allo scopo di spiegare chi sono, cosa faccio e, soprattutto, quali persone desidero incontrare per realizzare i miei progetti, ma mentre lo facevo, e, successivamente, quando mi sono trovato di fronte al prodotto finito, mi sono accorto che se esso aveva il merito di spiegarmi per come sono, tanto che, rileggendomi a distanza di mesi, trovo perfettamente calzanti le parole utilizzate per descrivermi, era del tutto insufficiente ad illustrare l’ampiezza della mia visione, e, conseguentemente, la portata delle mie intenzioni, così ho preso confidenza con la piattaforma WordPress, ed intanto l’estate è trascorsa leggendo i volumi che mi mancavano per terminare l’opera completa di Friedrich Nietzsche ed affrontando alla radice la questione del cristianesimo, con la lettura, davvero ripugnante, dell’Antico Testamento, fin quando i pensieri che si agitavano nella mia mente sono precipitati lucidamente in un file Word e sono divenuti le pagine figlie della pagina “About” del menù. Terminata la lettura della guida WordPress, organizzati il menù, la barra laterale e la sequenza dei primi post, ho seguito la procedura guidata ed ecco: è nato il mio blog. Lunga vita al blog!