Il Diavolo


Il Diavolo nei tarocchi di Aleister CrowleyE, a proposito del Diavolo, neppure ricordo più quante volte è uscito questo arcano maggiore, da quando, nel 1993, acquistai un mazzo di tarocchi di Marsiglia e cominciai ad interrogarli, cosa che, a dire il vero, mi accade di fare sempre più di rado, sostituito poi, nell’aprile 2005, con quello dipinto da Lady Frieda Harris su progetto di Aleister Crowley, un sulfureo iniziato di mano sinistra che aveva però il merito di essere operativo.
Sarà che, battezzato proditoriamente subito dopo la nascita, ho sempre provato un’avversione istintiva e viscerale nei confronti del cristianesimo, di cui mi ripugna la natura infida e malata dei suoi fedeli, tanto da essere stato scomunicato latae sententiae per apostasia ai sensi del canone 1364 del codex iuris canonici della Chiesa cattolica apostolica romana, pena medicinale che mi esclude dai sacramenti e comporta il divieto di sepoltura in terra consacrata, interdizione che mi aspetto venga eseguita puntualmente quando abbandonerò le mie spoglie mortali.
Ma è molto più probabile che la ricorrente insistenza del XV arcano maggiore dei tarocchi fosse dovuta al ristagno delle potenti energie sessuali identificate dall’opposizione tra Venere e Marte dinamizzata dagli aspetti angolari di opposizione/congiunzione con Nettuno retrogrado e di trigono/sestile con la congiunzione tra Giove ed Urano, rappresentanti il fardello del sesso o, per dirla in termini orientali, la kundalini, serpente dormiente che giace attorcigliato alla base della colonna vertebrale, nel chakra radice, e, ridestato, la percorre fino al chakra corona dando luogo all’illuminazione.
Nel mazzo dei tarocchi di Crowley, infatti, il Diavolo è rappresentato come un capro, animale collegato al segno zodiacale del Capricorno, con un terzo occhio posto al centro della fronte e due possenti corna che lo mettono in contatto con la dimensione ultraterrena, mentre il riferimento alla sessualità è evidente negli uomini bianchi galleggianti nei testicoli posti alla base della carta, potenziali nascituri espulsi dal fallo rappresentato dal tronco d’albero circondato dagli anelli di Saturno, divinità che siede in trono in quel settore astrologico, mentre le ali di pipistrello stilizzate sono una concessione all’iconografia medioevale del maligno, giacché il demonio non è altro che la grottesca deformazione dell’uomo ben nato come appare alla piccola gente, che gli attribuisce superbia, volontà di potenza e lussuria sfrenata, tutto ciò che una genia di impotenti non può permettersi neppure di sognare.

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Info Domenico Coluccio
Domenico Coluccio, astrologo e scrittore – Roma

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