Wallis e Futuna

Cartina geografica di Wallis e FutunaIn un mesto e piovoso pomeriggio collocabile approssimativamente tra l’autunno inoltrato del 2002 e l’inverno del 2003, mentre Urano transitava nel segno zodiacale dell’Acquario e nell’XI casa del grafico astrologico della mia genitura formando un aspetto angolare di quadratura con Nettuno retrogrado radix nella VII casa natale, favorendo l’emergere di rivelazioni lucide e sconvolgenti sulla natura illusoria delle mie associazioni, Urano governa la casa dei progetti e Nettuno rappresenta gli incontri peggiori della mia esistenza, le cui radici karmiche, governando la XII casa natale nel segno zodiacale dei Pesci, sono evidenti nelle destinazioni del servizio militare e dell’impiego bancario, si materializzò improvvisamente alla mia attenzione l’arcipelago di Wallis e Futuna.
Passeggiavo con G. per le vie del centro storico di Roma riflettendo sull’insensatezza del mondo moderno, allora c’era ancora chi sognava un’alternativa comunista al capitalismo uscito trionfante dal dissolvimento dell’Unione Sovietica e pochi presagivano i rischi dell’enorme massa di liquidità liberatasi nei mercati finanziari mondiali in seguito alla globalizzazione, ed ero l’unico, o almeno così mi sembrava, ad aver colto la morte annunciata della Repubblica Italiana, che negli anni Sessanta del Novecento distrusse scuola ed università, rinunciando a dotarsi di una classe dirigente all’altezza del proprio ruolo, e poi, nel 1995, riformò il sistema pensionistico introducendo il metodo di calcolo della prestazione contributivo, in luogo del più favorevole retributivo, scaricando sui figli, in termini di un mostruoso debito pubblico che non si estinguerà mai, il costo dei privilegi goduti dai padri, mentre, sul piano strettamente personale, il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti delle aziende di credito, sottoscritto quello stesso anno, falcidiò i salari tagliando gli scatti di anzianità ed eliminando gli avanzamenti automatici di grado, per tacere delle attività lavorative autonome.
Mentre passeggiavamo tra la calca di turisti di ogni nazionalità, memorabili i giapponesi griffati dalla testa ai piedi che fotografavano qualsiasi cosa, affascinati da come fosse possibile bere dai nasoni otturando la canna dell’acqua con un dito e facendola zampillare verso l’alto, belle donne e disinvolti facitori di nulla, per dirla con G., che popolano abitualmente la zona del tridente e le piazze storiche del centro cittadino, riflettevamo sul fatto che, essendo ormai schedati in forma elettronica come nemmeno i più opprimenti totalitarismi del secolo scorso avrebbero osato immaginare nei loro desideri di dominio più sfrenati, e che era ormai impensabile andare in Tibet, dove, fino all’invasione dei comunisti cinesi ed al genocidio umano e culturale portato avanti nell’indifferenza dei sostenitori dei diritti dell’uomo, c’era una civiltà spirituale, non era nemmeno più ipotizzabile rifugiarsi in un’isola deserta di un atollo sperduto nell’Oceano Pacifico, visto che c’erano delle trasmissioni televisive che godevano nello scavare nelle esistenze di chi aveva deciso di scomparire senza lasciare traccia, togliendo qualsiasi possibilità di sottrarsi ad un meccanismo inumano che uccide dolcemente senza darlo troppo a vedere.
Seguendo il filo di questo ragionamento entrammo in una libreria di via del Corso, nel palazzo che, fino ai primi anni Novanta, aveva ospitato la sede nazionale del partito socialista italiano, e che, dall’estate scorsa, con c’è più, divorata dal tempo, e, dopo aver sfogliato i libri di attualità politica, ci recammo nel reparto delle guide turistiche per cercare l’agognato rifugio: scartati i Paesi occidentali, in cui vige il medesimo stile di vita consumistico ed economicistico, i regimi autoritari del Medio Oriente e quelli comunisti del continente asiatico, esclusi l’Africa, un continente inutile, il Sud America, i cui abitanti hanno assorbito il peggio che l’Europa abbia prodotto nella sua storia, cristianesimo, liberalismo, socialismo e comunismo, e, per ovvie ragioni, l’Antartide, ci concentrammo sugli arcipelaghi dell’Oceano Pacifico, e, in particolare, sulle isole Wallis e Futuna, territorio d’oltremare francese situato a nord delle isole Figi e Tonga e ad ovest delle isole Samoa, con, molto ma molto più ad est, l’isola di Pitcairn, dove trovarono asilo gli ammutinati del Bounty, raggiungibili esclusivamente con cargo merci con frequenza bimensile trasportante copra, una sostanza oleosa ricavata dalla noce di cocco.
Nel breve spazio di quel pomeriggio freddo e piovoso Wallis e Futuna sembrò essere una soluzione praticabile all’insensatezza della vita moderna, e, con G., considerammo divertiti che il clima mite abbatteva i costi di abbigliamento e casa, mentre il vitto, allora non ero ancora diventato vegetariano, avrei potuto trarlo direttamente dalla natura circostante, ma, scaduto il visto turistico, sarei dovuto entrare in clandestinità in una terra, avvertiva la guida turistica, infestata da pirati, così di quell’ipotesi di fuga dalla civiltà non se ne fece più nulla; oltretutto, se anche vi fossi andato, non sarei potuto fuggire da me stesso e dalla necessità vitale di ricomporre i frammenti di una visione perduta che si agitavano confusamente dentro di me, perciò non mi rimaneva altra alternativa che rinunciare a tutto ciò che c’era di falso nella mia esistenza e seguire la legge interiore che, abbandonato a me stesso, per un’attrazione destinica, mi conduceva sempre, fatalmente, fin dall’infanzia, dove si trovavano i libri.

Annunci

L’abisso sotto di me

Edvard Munch, L’urlo (1893)

Edvard Munch, L’urlo (1893)

Quel che ora, a distanza di oltre dieci anni, si staglia limpidamente davanti a me come lo scopo della mia vita, dimostrando che, nel corso dell’esistenza, rincorriamo un’immagine confusa di noi stessi che l’esperienza definisce con sempre maggior chiarezza, nell’anno 2000 non lo era affatto, anzi, le cose peggiorarono ulteriormente tra il 2001 e l’inizio del 2003, quando Nettuno transitò, dal segno zodiacale dell’Acquario e nella parte terminale della X casa del grafico astrologico della mia genitura, in aspetto angolare di quadratura con Saturno radix, pianeta governatore del Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno ed incarnazione della mia realizzazione, coincidente essenzialmente con me stesso, essendo congiunto con l’Ascendente nel segno zodiacale del Toro, che mi veniva preclusa negando legittimità al mio modo d’essere.
Trascorsi quegli anni oppresso da un’angoscia esistenziale sorda ed insidiosa che mi faceva mancare la terra sotto i piedi, lo sguardo sul mondo si incrinò e le forme mi apparvero confuse e prive di senso, e non servì a nulla fingere di non vedere: gli eventi mi costrinsero a prendere coscienza di aver sprecato decenni rincorrendo chimere, illuso da istituzioni politiche e burocrazie aziendali, e, nel vuoto di senso in cui vagavo senza meta, dalla seconda metà del 2001 alla prima metà del 2003 sperimentai il transito di Saturno nella II casa natale, da cui trassi la preziosa lezione della differenza tra possesso ed uso, ed intanto esploravo a tentoni gli insegnamenti tradizionali necessari al vivere quotidiano dell’uomo qualitativamente differenziato che non annetta valore alle sole cose materiali.
Allora non conoscevo le determinanti storiche, politiche, economiche e sociali della modernità, ma avvertivo chiaramente l’insensatezza di vivere in un mondo che premeva per livellarmi attorno ad una norma media e mediocre al fine di utilizzarmi come mero fattore della produzione economica fungibile con qualsiasi altro mio simile, processato come un tondino di metallo da un sistema meccanico incurante di carattere, vocazione e destino individuali, nella pretesa di risolvere la complessità dell’esistenza umana nello scambio di lavoro, beni e servizi contro denaro, facendo dell’economia un plumbeo destino collettivo.
Un disagio sordo, doloroso, inesprimibile a parole, mi spingeva ad allontanarmi dalle aggregazioni miserabili e scriteriate di individui accozzati dal caso in cui mi costringevano istituzioni pubbliche e burocrazie aziendali, ed intanto il mio daimon non la smetteva di rammentarmi la grandezza del futuro intravisto a sprazzi nelle fulminanti intuizioni di bambino, incitandomi al riconoscimento del dovere che mi risolve e strappandomi da situazioni, luoghi e persone che non corrispondevano alle dimensioni di quella visione: ovunque andassi, infatti, cercavo quell’elevata qualità umana che la modernità calpesta per un partito preso di ordine sentimentale cominciando dalla scuola, che premia l’ottuso volenteroso in luogo di chi possiede attitudini mentali e carattere tali che, se sviluppati in accordo con la sua vocazione, porterebbero alla creazione di un’élite capace di conferire forma e dignità al mondo.

Gli elementi del puzzle

PuzzleLa lucidità di pensiero e la chiarezza di intenti che sperimento oggi, dopo anni di studio sulle determinanti storiche, politiche, economiche e sociali della modernità, con conseguente correzione degli errori logici indotti dallo pseudo-principio dell’eguaglianza degli uomini, e di profonda riflessione su me stesso, supportata dalla meditazione sugli scritti degli autori tradizionali e dall’approfondimento delle fonti originali, mi mancavano del tutto nel 2000, anno di svolta della mia esistenza, quando, mentre vagavo disperatamente alla ricerca della qualità, mi accaddero alcuni eventi destinici che trascinano i loro effetti fino ad oggi.
La notte del 17 maggio uscii indenne da un incidente stradale dalle conseguenze potenzialmente disastrose, ricavandone la certezza che mi fosse stata offerta una seconda possibilità di guarire dal nichilismo che mi oscurava l’anima; il 10 luglio fui iniziato in una loggia massonica posta all’obbedienza della libera muratoria universale del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, al quale mi ero avvicinato pensando che si trattasse di un autentico Ordine iniziatico e tradizionale; due giorni dopo ricevetti la missiva del Mensa Italia attestante la misurazione scientifica del mio QI, che mi collocava nell’insieme ristretto ed elitario dell’1% degli individui più intelligenti della popolazione adulta; il 9 dicembre scaricai da Internet il programma astrologico freeware Astrolog 5.40, che utilizzo tuttora nonostante la grafica scarna ed essenziale, e, a ridosso delle festività natalizie, incontrai in chat alcuni astrologi massoni che mi confermarono, con la precisione delle descrizioni caratteriali e delle diagnosi mediche tratte dallo studio delle carte natali che sottoponevo alla loro attenzione, che l’astrologia era una conoscenza reale ed efficace, contrariamente all’immagine stereotipata che ne davano i mass media.
Allora, come il Folle dei tarocchi, non sapevo esattamente cosa facessi, concentrato, come un fanciullo rapito dal rompicapo dell’esistenza, su realtà che mi sarebbero state altrimenti precluse senza lo strumento Internet, e non mi stupisco di aver contattato la massoneria nel luglio 1999, dopo aver trascorso qualche settimana ad approfondire i contenuti del vecchio sito dell’istituzione massonica ed aver compiuto trent’anni, mentre Saturno entrava nella I casa natale segnando un tempo in cui avrei dovuto concentrarmi sulla definizione di me stesso, rafforzando, con il passaggio sulla sua posizione natale, l’idea dell’apertura di un nuovo ciclo, dopo che quello precedente era stato segnato dall’obbligo istituzionale e burocratico di frequentare persone dalle capacità medie e mediocri dovendole considerare ipocritamente eguali a me per non farle risentire.
Il tempo che si andava profilando, invece, richiedeva che ricercassi liberamente le persone alle quali associarmi, e tale ricerca, in accordo con la mia natura, doveva avvenire secondo criteri di selezione elitari che riguardassero l’essenza dei partecipanti, anziché attribuzioni esteriori ed artificiali quali titoli di studio, ricchezza posseduta e professione esercitata, indicatori sintetici della loro funzione economica, e non a caso il 28 maggio 2000, mentre si preparavano gli eventi che mi portarono all’iniziazione massonica ed all’iscrizione all’associazione degli individui altamente intelligenti, si verificò la grande congiunzione celeste tra Giove e Saturno, che ritorna regolarmente ogni vent’anni, nel 22° 44’ del segno zodiacale del Toro, in aspetto angolare di trigono praticamente perfetto con Plutone radix, pianeta governatore del Discendente nel segno zodiacale dello Scorpione e significatore dei miei alleati, ricordandomi il bisogno mai sopito di ricongiungermi alle salde compagnie smarrite di cui porto il ricordo nostalgico nella struttura della VII casa del grafico astrologico della mia genitura.
Sia pure inconsciamente, agivo spinto dalla mia natura, o, più propriamente, dalla mia legge interiore considerata illegittima dal mondo moderno fondato su un paradigma materialistico e nettamente antiqualitativo, mentre ora ho la piena consapevolezza che ero alla ricerca della qualità individuale, che colsi intuitivamente nella stratificazione gerarchica degli intelletti individuata dalla misurazione scientifica dell’indice QI, che negli anni successivi approfondii sotto i profili scientifico e pedagogico, ma mi distaccai quasi subito dall’associazione degli individui altamente intelligenti, avendone constatato la natura di contenitore anodino organizzato a scopo ludico; i massoni, invece, si dimostrarono maestri sì, ma nell’arte dell’inganno, della millanteria e della mistificazione, meritando appieno, per l’impegno e l’audacia riposti nei lavori di masticazione, l’appellativo di uomini usi a ben mangiare ed ancor meglio bere nonché di benemeriti della ristorazione; fondamentale, viceversa, fu l’incontro con l’astrologia e con i misteriosi compagni di chat di quegli anni.
La scampata morte nell’incidente stradale, la massoneria, l’intelligenza e l’astrologia rappresentano gli elementi attorno ai quali si è addensata nel tempo una visione generale della realtà tesa a recuperare il senso del destino e della qualità individuale: la libera muratoria universale, infatti, conservava la struttura verticale dell’Ordine ed affiliava i neofiti con il metodo della cooptazione, perché soltanto chi possegga tutti i requisiti richiesti, e non uno di meno, può integrarsi pienamente nella comunità e perseguirne il fine, in caso contrario l’elemento difettoso turberebbe la serenità dell’ambiente partendo dai punti sui quali è carente, sviando gli altri dalle finalità originarie ed innescando quel processo di degenerescenza che colpisce inevitabilmente ogni organizzazione che accolga nel suo seno individui non debitamente qualificati, ma, ciononostante, aggregava chiunque senza il minimo ritegno, mentre l’associazione degli individui altamente intelligenti, che selezionava i soci in base ad un criterio oggettivo, aveva un’organizzazione democratica e scopo ludico.
Togliendo il superfluo da quelle due associazioni, ossia la mancanza di omogeneità della massoneria, dovuta all’assenza di un fine che definisse le caratteristiche qualitative atte a realizzarlo, e la struttura egalitaria dell’associazione degli individui altamente intelligenti, costituita fondamentalmente per finalità ricreative, si ottiene esattamente quel che cercavo invano in quegli anni, senza averne coscienza: un Ordine verticale che affiliasse i neofiti mediante cooptazione in base a criteri di selezione oggettivi, un solido carattere ed una chiara intellettualità, allo scopo di costituire un’élite portatrice di una visione spirituale dell’esistenza, coesa, omogenea, consapevole del proprio ruolo e determinata a ribaltare il paradigma corrente, nella quale l’astrologia, oltre a certificare la qualità degli iniziati nella complessità della struttura del grafico astrologico della genitura, mostrasse il ricollegamento dell’uomo concreto ad un principio di ordine universale, l’effettiva corrispondenza tra Macrocosmo e Microcosmo e la fondamentale Unità del Tutto, fornisse la prova oggettiva del destino individuale e servisse da supporto per educarli a divenire ciò per cui sono nati.

Il risveglio dall’illusione

Il pianeta Nettuno

Il pianeta Nettuno, che ha il colore dell’illusione e del sogno

La mattina di sabato 28 aprile 2007, esaminando i transiti dei cambiamenti ambientali e degli incontri di cui conservavo traccia nella documentazione burocratica e negli appunti relativi alle vicende della mia esistenza, scoprii che quelli su cui mi ero più illuso erano avvenuti durante transiti di Marte rispetto a Nettuno retrogrado nella VII casa natale, quando, con tutta evidenza, ero maggiormente portato ad attribuire agli altri il ruolo salvifico di tirarmi fuori dallo squallore umano in cui mi trovavo immerso fin dall’infanzia; ma la cosa davvero sorprendente fu constatare che essi si verificavano senza alcuna possibilità di sollecitazione diretta da parte mia: provenivano dall’esterno.
Quel giorno cominciai ad indagare il meccanismo psicologico che mi portava ad allontanarmi dalle persone alle quali ero legato, e compresi che, stante la mia luminosità, sensibilità, capacità comunicativa, unite al desiderio di essere di aiuto con la mia conoscenza ed al fatto che mi riesce tutto bene, creavo rapporti illusori nella speranza inconscia di essere riconosciuto per il mio valore e sottratto all’ambiente che avevo intorno, e che, svanita l’illusione, finivo per guardarle stupefatto, non trovandovi alcuna ragione per frequentarle, ed allora tagliavo senza riguardi e loro se ne risentivano, cosa di cui mi dolevo, ma, ciononostante, non riuscivo ad evitare di sbattere ripetutamente contro il vetro come un insetto che non comprende cosa gli impedisca di ricongiungersi al sole.
Allora mi posi la questione se fosse possibile evitare di ripetere indefinitamente lo stesso errore, individuando anzitempo i periodi in cui correvo il rischio di abbandonarmi a briglia sciolta all’illusione nettuniana, oppure se il mio fosse un destino ineluttabile, una condanna tanto fatale quanto insensata alla reiterazione dei medesimi eventi e comportamenti, e, traendo spunto dalla riflessione sul passato, interiorizzai alcune regole di condotta volte a contenere il rischio di creare legami inutili, agendo su me stesso, smantellando il paradigma che mi aveva plagiato a credere cose contrarie alla mia natura, e, nel corso dei controlli e della sperimentazione degli anni successivi, scoprii con sorpresa che durante i transiti planetari rispetto a Nettuno retrogrado radix tornavano puntualmente, tutte assieme, le persone del passato, come si fossero date appuntamento tra di loro, pur non conoscendosi affatto.
Ma, soprattutto, mi preoccupai di quel che sarebbe accaduto il 6 luglio 2009, quando Nettuno retrogrado radix sarebbe stato interessato da transiti plurimi di pianeti lenti, il trigono di Urano e la quadratura della congiunzione celeste tra Giove e Nettuno innescati dall’opposizione di Marte, ipotizzando eventi tanto terrificanti quanto iperbolici allo scopo di costringermi a svegliarmi; non avevo ancora codificato la regola dei transiti dei pianeti lenti, che operano dal momento della prima applicazione, quando comincia ad avvertirsi il clima prossimo venturo, si manifestano apertamente nelle rotture dell’orbita con moto diretto e retrogrado per concludersi con l’ultimo aspetto separativo, a partire dal quale si integra pienamente la capacità sviluppata durante il transito.
E difatti, tra i primi mesi del 2009 e la fine del 2011, sono stato tentato più volte di ricadere nei medesimi comportamenti del passato, ma sono riuscito a dominarmi riconoscendo il calare della bruma dell’illusione e lasciandola stemperare dentro di me evitando che producesse effetti esterni, così ora sperimento una lucidità di pensiero ed una chiarezza di intenti che mi fanno presagire che, mostrandomi come sono, riuscirò finalmente ad incontrare chi mi aiuterà a realizzare i miei progetti.