Il risveglio dall’illusione


Il pianeta Nettuno

Il pianeta Nettuno, che ha il colore dell’illusione e del sogno

La mattina di sabato 28 aprile 2007, esaminando i transiti dei cambiamenti ambientali e degli incontri di cui conservavo traccia nella documentazione burocratica e negli appunti relativi alle vicende della mia esistenza, scoprii che quelli su cui mi ero più illuso erano avvenuti durante transiti di Marte rispetto a Nettuno retrogrado nella VII casa natale, quando, con tutta evidenza, ero maggiormente portato ad attribuire agli altri il ruolo salvifico di tirarmi fuori dallo squallore umano in cui mi trovavo immerso fin dall’infanzia; ma la cosa davvero sorprendente fu constatare che essi si verificavano senza alcuna possibilità di sollecitazione diretta da parte mia: provenivano dall’esterno.
Quel giorno cominciai ad indagare il meccanismo psicologico che mi portava ad allontanarmi dalle persone alle quali ero legato, e compresi che, stante la mia luminosità, sensibilità, capacità comunicativa, unite al desiderio di essere di aiuto con la mia conoscenza ed al fatto che mi riesce tutto bene, creavo rapporti illusori nella speranza inconscia di essere riconosciuto per il mio valore e sottratto all’ambiente che avevo intorno, e che, svanita l’illusione, finivo per guardarle stupefatto, non trovandovi alcuna ragione per frequentarle, ed allora tagliavo senza riguardi e loro se ne risentivano, cosa di cui mi dolevo, ma, ciononostante, non riuscivo ad evitare di sbattere ripetutamente contro il vetro come un insetto che non comprende cosa gli impedisca di ricongiungersi al sole.
Allora mi posi la questione se fosse possibile evitare di ripetere indefinitamente lo stesso errore, individuando anzitempo i periodi in cui correvo il rischio di abbandonarmi a briglia sciolta all’illusione nettuniana, oppure se il mio fosse un destino ineluttabile, una condanna tanto fatale quanto insensata alla reiterazione dei medesimi eventi e comportamenti, e, traendo spunto dalla riflessione sul passato, interiorizzai alcune regole di condotta volte a contenere il rischio di creare legami inutili, agendo su me stesso, smantellando il paradigma che mi aveva plagiato a credere cose contrarie alla mia natura, e, nel corso dei controlli e della sperimentazione degli anni successivi, scoprii con sorpresa che durante i transiti planetari rispetto a Nettuno retrogrado radix tornavano puntualmente, tutte assieme, le persone del passato, come si fossero date appuntamento tra di loro, pur non conoscendosi affatto.
Ma, soprattutto, mi preoccupai di quel che sarebbe accaduto il 6 luglio 2009, quando Nettuno retrogrado radix sarebbe stato interessato da transiti plurimi di pianeti lenti, il trigono di Urano e la quadratura della congiunzione celeste tra Giove e Nettuno innescati dall’opposizione di Marte, ipotizzando eventi tanto terrificanti quanto iperbolici allo scopo di costringermi a svegliarmi; non avevo ancora codificato la regola dei transiti dei pianeti lenti, che operano dal momento della prima applicazione, quando comincia ad avvertirsi il clima prossimo venturo, si manifestano apertamente nelle rotture dell’orbita con moto diretto e retrogrado per concludersi con l’ultimo aspetto separativo, a partire dal quale si integra pienamente la capacità sviluppata durante il transito.
E difatti, tra i primi mesi del 2009 e la fine del 2011, sono stato tentato più volte di ricadere nei medesimi comportamenti del passato, ma sono riuscito a dominarmi riconoscendo il calare della bruma dell’illusione e lasciandola stemperare dentro di me evitando che producesse effetti esterni, così ora sperimento una lucidità di pensiero ed una chiarezza di intenti che mi fanno presagire che, mostrandomi come sono, riuscirò finalmente ad incontrare chi mi aiuterà a realizzare i miei progetti.

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Info Domenico Coluccio
Domenico Coluccio, astrologo e scrittore – Roma

One Response to Il risveglio dall’illusione

  1. Mariano says:

    Le persone straordinarie che ho incontrato nella mia vita si contano sulle dita delle mie mani, e tu sei una di queste. Sono impressionato dal tuo modo di guardare le cose semplici e descriverne la complessità, e dalla tua fiducia nella capacità dell’essere umano di utilizzare un repertorio di esperienze che non sa di possedere.

    Mariano

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