Gli elementi del puzzle


PuzzleLa lucidità di pensiero e la chiarezza di intenti che sperimento oggi, dopo anni di studio sulle determinanti storiche, politiche, economiche e sociali della modernità, con conseguente correzione degli errori logici indotti dallo pseudo-principio dell’eguaglianza degli uomini, e di profonda riflessione su me stesso, supportata dalla meditazione sugli scritti degli autori tradizionali e dall’approfondimento delle fonti originali, mi mancavano del tutto nel 2000, anno di svolta della mia esistenza, quando, mentre vagavo disperatamente alla ricerca della qualità, mi accaddero alcuni eventi destinici che trascinano i loro effetti fino ad oggi.
La notte del 17 maggio uscii indenne da un incidente stradale dalle conseguenze potenzialmente disastrose, ricavandone la certezza che mi fosse stata offerta una seconda possibilità di guarire dal nichilismo che mi oscurava l’anima; il 10 luglio fui iniziato in una loggia massonica posta all’obbedienza della libera muratoria universale del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, al quale mi ero avvicinato pensando che si trattasse di un autentico Ordine iniziatico e tradizionale; due giorni dopo ricevetti la missiva del Mensa Italia attestante la misurazione scientifica del mio QI, che mi collocava nell’insieme ristretto ed elitario dell’1% degli individui più intelligenti della popolazione adulta; il 9 dicembre scaricai da Internet il programma astrologico freeware Astrolog 5.40, che utilizzo tuttora nonostante la grafica scarna ed essenziale, e, a ridosso delle festività natalizie, incontrai in chat alcuni astrologi massoni che mi confermarono, con la precisione delle descrizioni caratteriali e delle diagnosi mediche tratte dallo studio delle carte natali che sottoponevo alla loro attenzione, che l’astrologia era una conoscenza reale ed efficace, contrariamente all’immagine stereotipata che ne davano i mass media.
Allora, come il Folle dei tarocchi, non sapevo esattamente cosa facessi, concentrato, come un fanciullo rapito dal rompicapo dell’esistenza, su realtà che mi sarebbero state altrimenti precluse senza lo strumento Internet, e non mi stupisco di aver contattato la massoneria nel luglio 1999, dopo aver trascorso qualche settimana ad approfondire i contenuti del vecchio sito dell’istituzione massonica ed aver compiuto trent’anni, mentre Saturno entrava nella I casa natale segnando un tempo in cui avrei dovuto concentrarmi sulla definizione di me stesso, rafforzando, con il passaggio sulla sua posizione natale, l’idea dell’apertura di un nuovo ciclo, dopo che quello precedente era stato segnato dall’obbligo istituzionale e burocratico di frequentare persone dalle capacità medie e mediocri dovendole considerare ipocritamente eguali a me per non farle risentire.
Il tempo che si andava profilando, invece, richiedeva che ricercassi liberamente le persone alle quali associarmi, e tale ricerca, in accordo con la mia natura, doveva avvenire secondo criteri di selezione elitari che riguardassero l’essenza dei partecipanti, anziché attribuzioni esteriori ed artificiali quali titoli di studio, ricchezza posseduta e professione esercitata, indicatori sintetici della loro funzione economica, e non a caso il 28 maggio 2000, mentre si preparavano gli eventi che mi portarono all’iniziazione massonica ed all’iscrizione all’associazione degli individui altamente intelligenti, si verificò la grande congiunzione celeste tra Giove e Saturno, che ritorna regolarmente ogni vent’anni, nel 22° 44’ del segno zodiacale del Toro, in aspetto angolare di trigono praticamente perfetto con Plutone radix, pianeta governatore del Discendente nel segno zodiacale dello Scorpione e significatore dei miei alleati, ricordandomi il bisogno mai sopito di ricongiungermi alle salde compagnie smarrite di cui porto il ricordo nostalgico nella struttura della VII casa del grafico astrologico della mia genitura.
Sia pure inconsciamente, agivo spinto dalla mia natura, o, più propriamente, dalla mia legge interiore considerata illegittima dal mondo moderno fondato su un paradigma materialistico e nettamente antiqualitativo, mentre ora ho la piena consapevolezza che ero alla ricerca della qualità individuale, che colsi intuitivamente nella stratificazione gerarchica degli intelletti individuata dalla misurazione scientifica dell’indice QI, che negli anni successivi approfondii sotto i profili scientifico e pedagogico, ma mi distaccai quasi subito dall’associazione degli individui altamente intelligenti, avendone constatato la natura di contenitore anodino organizzato a scopo ludico; i massoni, invece, si dimostrarono maestri sì, ma nell’arte dell’inganno, della millanteria e della mistificazione, meritando appieno, per l’impegno e l’audacia riposti nei lavori di masticazione, l’appellativo di uomini usi a ben mangiare ed ancor meglio bere nonché di benemeriti della ristorazione; fondamentale, viceversa, fu l’incontro con l’astrologia e con i misteriosi compagni di chat di quegli anni.
La scampata morte nell’incidente stradale, la massoneria, l’intelligenza e l’astrologia rappresentano gli elementi attorno ai quali si è addensata nel tempo una visione generale della realtà tesa a recuperare il senso del destino e della qualità individuale: la libera muratoria universale, infatti, conservava la struttura verticale dell’Ordine ed affiliava i neofiti con il metodo della cooptazione, perché soltanto chi possegga tutti i requisiti richiesti, e non uno di meno, può integrarsi pienamente nella comunità e perseguirne il fine, in caso contrario l’elemento difettoso turberebbe la serenità dell’ambiente partendo dai punti sui quali è carente, sviando gli altri dalle finalità originarie ed innescando quel processo di degenerescenza che colpisce inevitabilmente ogni organizzazione che accolga nel suo seno individui non debitamente qualificati, ma, ciononostante, aggregava chiunque senza il minimo ritegno, mentre l’associazione degli individui altamente intelligenti, che selezionava i soci in base ad un criterio oggettivo, aveva un’organizzazione democratica e scopo ludico.
Togliendo il superfluo da quelle due associazioni, ossia la mancanza di omogeneità della massoneria, dovuta all’assenza di un fine che definisse le caratteristiche qualitative atte a realizzarlo, e la struttura egalitaria dell’associazione degli individui altamente intelligenti, costituita fondamentalmente per finalità ricreative, si ottiene esattamente quel che cercavo invano in quegli anni, senza averne coscienza: un Ordine verticale che affiliasse i neofiti mediante cooptazione in base a criteri di selezione oggettivi, un solido carattere ed una chiara intellettualità, allo scopo di costituire un’élite portatrice di una visione spirituale dell’esistenza, coesa, omogenea, consapevole del proprio ruolo e determinata a ribaltare il paradigma corrente, nella quale l’astrologia, oltre a certificare la qualità degli iniziati nella complessità della struttura del grafico astrologico della genitura, mostrasse il ricollegamento dell’uomo concreto ad un principio di ordine universale, l’effettiva corrispondenza tra Macrocosmo e Microcosmo e la fondamentale Unità del Tutto, fornisse la prova oggettiva del destino individuale e servisse da supporto per educarli a divenire ciò per cui sono nati.

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Info Domenico Coluccio
Domenico Coluccio, astrologo e scrittore – Roma

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