Il Mago


Il Mago nei tarocchi di Aleister CrowleyNon è da tutti decidere qualcosa del proprio destino; dopo il fallimento della falsa personalità, il doloroso ritiro dal mondo necessario per prendere coscienza della propria realtà e dei propri bisogni ed evitare il ripetersi degli errori del passato, recuperato un minimo accenno della forma originaria deformata dai divieti e dagli obblighi del paradigma corrente, occorre ricostruire tutti i rapporti con l’esterno in funzione della propria natura e del compito che sta fitto nel cuore, ed in questo l’astrologia, con l’analisi del grafico astrologico della genitura, che restituisce il quadro completo della personalità, incluse le zone dell’essere oscurate dagli impedimenti esterni, e dei transiti planetari, che mostrano la sequenza preordinata delle tappe dell’esistenza, fornisce un formidabile punto d’appoggio per la conquista di se stessi: se non riconoscessi nell’oggettività del mio tema natale quanto sono effettivamente mancati, nella mia vita, gli alleati indicati da Plutone, mentre abbondano, fino alla nausea, gli individui rappresentati da Nettuno retrogrado, potrei pensare che, indipendentemente dalle mie qualità e dai miei propositi, sono stato condannato da un avverso fato alla ripetizione di scenari odiosi, come Sisifo e la fatica sprecata del masso che rotolava giù dalla montagna.
Il Folle, gettato nel mondo senza comprenderne cause e fini, ha dunque mutato condizione in quella dell’iniziato, del Mago, primo arcano maggiore dei tarocchi, l’uomo qualitativamente differenziato che, forzando il passo al guardiano della soglia, ha rotto con la coscienza ordinaria e si è addentrato nella conoscenza della realtà metafisica assumendo le sembianze di Mercurio psicopompo, guida delle anime dei morti nel viaggio nell’oltretomba, calzando ali ai piedi, non più levati stoltamente da terra, e serpenti intrecciati sulla sommità del capo, in luogo della piramide di cristallo e delle corna d’oro, essendosi risvegliata in lui l’intuizione intellettuale che coglie le cause profonde delle cose, perciò, anziché stare sospeso in aria, esposto ai danni del tempo, con un coccodrillo tra le gambe ed un cucciolo di leone che gli morde la coscia, ascende elegantemente lungo la verticale inoltrandosi in una dimensione non umana, circondato dai semi delle carte collocati in posizione opposta a quella del Folle, bastoni e denari alla sua destra, coppe e spade alla sua sinistra, simboleggianti i quattro elementi Fuoco, Terra, Acqua ed Aria, e, proprio sotto quest’ultimo, il pensiero logico-razionale capace di riordinare le intuizioni che mancava al Folle per spiccare il volo, la scimmia del logos si affanna inutilmente nel vano tentativo di afferrarlo.
Il Mago rappresenta il risveglio delle potenzialità dormienti insite nell’uomo, che ora deve recuperare l’oggettività del reale e stabilire il posto che gli compete in esso: dismesso l’abito dei pazzi, si libra in aria nudo come la verità, con le palpebre chiuse, indicanti lo schiudersi dello sguardo interiore, in luogo degli occhi sbarrati del Folle, circondato, nella sezione superiore della carta, dall’uovo cosmico con le ali rappresentante il nutrimento durante il viaggio iniziatico, dalla bacchetta magica con la quale proietta la sua volontà nel mondo, dal papiro intonso e dalla freccia con la quale scriverà su di esso la legge costitutiva della nuova era; l’abbandono della scimmia del logos, pallida imitazione dell’intuizione intellettuale, comporta la riscrittura completa della realtà, la missione di tracciare nuove tavole dei valori scaturenti dalla definizione oggettiva del quadro generale dell’esistenza, conseguenza diretta della liberazione dalla tirannia dell’eguaglianza: la ragione, infatti, aggrega discorsivamente contenuti sul presupposto erroneo che gli oggetti di cui tratta siano eguali tra loro, raggruppandoli in categorie omogenee caratterizzate dalle stesse qualità di base, dai quali vengono eliminate tutte le caratteristiche che, nell’ambito di ogni genere, determinano la differenza tra gli elementi che vi appartengono.
Il logos, ricollocato al suo posto, torna ad essere uno strumento al servizio dell’intuizione intellettuale, e non più l’ottuso e brutale padrone che imprigiona il reale in una gabbia egalitaria e livellante, ed allora emerge chiaramente la teoria generale che libera dalla tirannia della razionalizzazione dell’esistenza, che riduce l’uomo a mero fattore della produzione economica, che contrappone la naturale ineguaglianza nella distribuzione delle capacità intellettive degli uomini, determinante fondamentale della loro riuscita, alla fisima cartesiana dell’uomo dotato di un’eguale quantità di ragione, base della filosofia moderna, la nozione indù del dharma, legge interiore propria di ogni essere senziente che determina il compito che gli sta fitto nel cuore, alla morale eteronoma cristiana fondata sugli errori logici di bene e male, colpa e peccato, tesa ad uniformare gli uomini al modello antropologico ad essa sottostante, e quella taoista del wu wei, azione senza intenzione svolta in accordo con lo scorrere del tempo, all’utilitarismo che guida il comportamento dell’homo œconomicus; ciò implica il recupero delle nozioni smarrite di qualità, carattere, vocazione, destino, e la formazione di un’élite che estingua il paradigma corrente improntato su valori materialistici ed egalitari per sostituirlo con uno in cui prevalgano valori di spiritualità e gerarchia.

Annunci

Info Domenico Coluccio
Domenico Coluccio, astrologo e scrittore – Roma

Lascia un commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: