Magic shop

Come Ierofante mostro ai misti le linee guida della mia azione volta ad operare un raddrizzamento della mentalità collettiva, ma per arrivare a coagulare coerentemente il mio pensiero attorno all’idea smarrita della qualità, conferendogli chiarezza, precisione ed intensità, ho dovuto attraversare il deserto dei lunghi anni di solitudine e gli incidenti di percorso dei giorni dell’avverso fato, che hanno esaurito le mie sostanze e bruciato le scorie che mi portavo dentro, facendomi concentrare sul compito che mi sta fitto nel cuore con la forza incoercibile della necessità, però ora ho bisogno di trovare chi mi aiuti ad attuarla, quegli alleati che favoriscano la mia realizzazione rappresentati nel grafico astrologico della mia genitura da Plutone, pianeta governatore del Discendente nel segno zodiacale dello Scorpione; li ho cercati invano nell’ultimo decennio, se li avessi conosciuti per tempo sarebbe bastato davvero poco per superare gli inconvenienti che hanno ritardato la definizione della mia visione del mondo, ma non avrei potuto trovarli prima di esporre lucidamente il mio pensiero, operando così un richiamo esplicito verso chi sa riconoscere la realtà, per gli altri non c’è alcuna speranza: nulla riuscirà mai a distoglierli dalla loro convenienza, quella fisima egalitaria che ne legittima fraudolentemente l’esistenza.
Quando abbandonai tutto, rifugiandomi nella foresta del Ribelle, lo feci per sfuggire all’odio nei confronti della qualità proprio del paradigma corrente, ma, come conseguenza diretta, ne ricavai l’impossibilità di mettere a frutto le mie abilità, per farlo avrei dovuto stringere relazioni con persone che, sotto il profilo delle convinzioni personali, mi erano nemiche, così, pur padroneggiando una conoscenza straordinaria qual è l’astrologia, non riesco a praticarla come vorrei, uno spreco di risorse, ripeto a me stesso, eppure, ripensando al passato, preferisco di gran lunga l’isolamento all’avere attorno gente inadeguata; la mia situazione muterebbe radicalmente soltanto qualora riuscissi a trovare un ambiente composto di persone che condividano la mia stessa mentalità, nel quale potrei tenere corsi, esporre conferenze su temi specifici e fare consulti astrologici ad offerta libera, non ho più voglia di perdere tempo assecondando richieste estemporanee provenienti dalla rete per estranei che non so che uso faranno dei miei scritti, in tal modo divulgherei la mia visione qualitativa del mondo e, nel frattempo, proseguirei in tutta tranquillità la stesura della mia autobiografia in chiave astrologica.
Non ho mai pensato all’astrologia come ad una professione da praticare unicamente in vista del compenso che potrebbe derivarne, come farebbe l’ultimo uomo, l’inventore della felicità, che considero invece una conseguenza diretta del mio dharma, modo d’essere che non mi sono dato da solo e che non posso fare a meno di assecondare; inoltre, se agissi spinto dalla brama di profitto, dovrei intrattenere rapporti sociali con persone le più distanti dalle mie convinzioni al solo scopo di ampliare la cerchia di clienti potenziali dai quali trarre il guadagno auspicato, e, per incrementarlo, dovrei ricorrere ad iniziative commerciali come offerte speciali, sconti e promozioni, facendo dell’economia il mio destino, mentre io, con l’astrologia, guarisco dal nichilismo conseguente alla morte del dio cristiano e restituisco senso all’esistenza concreta ricollegandola oggettivamente ad un principio di ordine universale, la corrispondenza effettiva tra Macrocosmo e Microcosmo e la fondamentale unità del Tutto, perciò non posso perdere un solo istante della mia vita discorrendo con chi pensa che l’astrologia sia quella roba che si vede in televisione o si legge nei giornali, opera di ciarlatani senza dignità.
A causa loro provo un autentico terrore al pensiero di propormi agli estranei come astrologo, temo infatti di essere scambiato per uno di quei personaggi da baraccone che si vedono in televisione, a maggior ragione ora, che so come dimostrare il collegamento metafisico tra essere e carattere individuale, la cui immagine archetipica è rappresentata dal grafico astrologico della genitura, e tra divenire e transiti planetari, il cui susseguirsi predefinito lungo lo zodiaco tropico illustra lo svolgersi preordinato delle tappe fondamentali dell’esistenza, una realtà che, abbracciando la nozione indù del dharma e la nozione taoista del wu wei, che spiegano che ciascuno ha un proprio compito che gli deriva dal carattere che non si è dato da sé ed insegnano ad agire senza tenere in conto i frutti dell’azione, estingue la morale del risentimento evangelizzata dai predicatori dell’eguaglianza, e tutto ciò partendo da un sistema di riferimento oggettivo, i gradi di longitudine dei pianeti e dei punti fittizi del tema natale e dei corrispondenti transiti planetari, che ricollega l’uomo concreto ad un principio di ordine universale, inquadrandolo in un disegno di proporzioni cosmiche capace di sfatarne il nichilismo.
La reputazione dell’astrologia dipende dall’uso che ne fanno gli astrologi, e ciò lascia intuire quanto sia arduo il compito insito nella mia natura, e difatti, ogni qual volta ricerco in rete un’associazione culturale che abbia una certa coerenza di indirizzo con il genere di argomenti che mi interessano, per proporre una mia collaborazione, quel che trovo mi spinge a tornare sui miei passi per occuparmi dei miei studi, l’unica strada che sia riuscito a percorrere finora con profitto, ed allora ripenso al brano musicale Magic shop, tratto dall’album L’era del cinghiale bianco di Franco Battiato, che, già nel lontano 1979, descriveva alla perfezione il profilo della maggior parte di coloro che si interessano di esoterismo, che praticano giorni di digiuno e di silenzio per fare i cori nelle messe tipo Amanda Lear, scambiano l’età dell’oro della dottrina indù dei cicli cosmici per un’epoca di favoloso arricchimento materiale, comprano mantra ed hare hare a mille lire sproloquiando sull’esoterismo di René Guénon, mettono i Buddha sopra i comodini, magari dopo aver acquistato un corpo astrale, e deducono da una frase del vangelo, secondo cui gli ultimi della terra saranno i primi nel regno di Dio, che è meglio un imbianchino di Le Corbusier, e poi supermercati con i reparti sacri e rubriche aperte sui peli del papa…
Eppure, sul finire del 2009, in un periodo in cui non disponevo né di una connessione ad Internet né di un notebook, seguendo un’indicazione rivelatasi in seguito inesatta, mi recai presso la sede di un’associazione culturale che si occupava di medio ed estremo Oriente, e, entratovi, dopo essermi guardato intorno, domandai alla ragazza che mi aveva accolto se potesse interessarli la collaborazione di un astrologo, scoprii così che quel giorno l’associazione avrebbe dovuto essere chiusa e che lei si trovava lì per sostituire una socia, pertanto non avremmo dovuto incontrarci, e che sì, da tempo cercavano il contributo di un astrologo, ma nessuno di coloro che si erano presentati fino ad allora li aveva convinti: da quell’incontro nacque la conferenza sulla sostanza del tempo che riassume la mia concezione sul fondamento e sull’utilizzo dell’astrologia, che si tenne nel successivo mese di maggio ed andò tutto sommato bene, anche se non portò i frutti che avrei sperato, poi, per motivi economici, l’associazione dovette rinunciare a tenere conferenze gratuite, e, qualche tempo dopo, chiuse i battenti.
Quell’incontro servì dunque a consolidare il mio pensiero, mentre scrivevo l’elaborato considerai che, comunque fossero andate le cose, mi sarebbe tornato utile per la seconda parte del libro, nel frattempo ricevetti in regalo un notebook usato che mi consentì di tenere la conferenza, un segno del destino; lei, poi, non la vidi più, anche se le scrivo di tanto in tanto, mi risponde quando si trova in Italia, però conservo il suo biglietto da visita sul quale scrisse, sul retro, i dati di nascita suoi e di un altro socio, che chiamò al telefono senza spiegargli la ragione di quella domanda inconsueta, una prova concreta della possibilità di essere compreso, senza che peraltro avessi approntato alcuno scritto che illustrasse cosa so fare, bastarono poche parole sulla qualità del tempo, sul collegamento del tema natale, inteso come mandala personale, con la nozione indù del dharma, e sulla nozione taoista del wu wei, riferita all’azione efficace; non so dire cosa vide in me quella ragazza, ma ipotizzo che qualcosa dovette pur vedere, se organizzò una sala piena di persone che intrattenni per oltre due ore, allora mi domando stupito dove siano quelle salde compagnie smarrite di cui porto il ricordo nostalgico nella struttura della VII casa del grafico astrologico della mia genitura, e perché fatichi tanto ad incontrarle.

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Lo Ierofante

Lo Ierofante nei tarocchi di Aleister CrowleySono trascorsi all’incirca vent’anni da quando, facendo le prime stese di carte con i tarocchi, uscivano immancabilmente il Diavolo, l’Eremita ed il Folle, che denunciavano lo smarrimento esistenziale in cui versavo allora, vittima dell’odio nei confronti della qualità proprio del paradigma corrente, e nel frattempo ho attraversato il nichilismo della modernità fino ad individuarne la causa nella razionalizzazione dell’esistenza, quindi ho forzato il passo al guardiano della soglia e mi sono risvegliato come il Mago, l’iniziato che, riscoprendo in sé l’intuizione intellettuale, coglie la realtà metafisica liberandosi dalla tirannia della scimmia del logos, che, con i suoi schemi mentali egalitari, produce un’orrenda inversione della verità, dopodiché, divenuto un Astrologo, mi sono impadronito della sostanza del tempo e della conoscenza dei destini umani ricollegando l’uomo angosciato dall’assenza di senso ad un principio di ordine universale, la corrispondenza effettiva tra Macrocosmo e Microcosmo e la fondamentale unità del Tutto, mostrandogli inoltre come divenire ciò per cui è nato appropriandosi della nozione indù del dharma e della nozione taoista del wu wei, che spiegano che ciascuno ha un proprio compito che gli deriva dal carattere che non si è dato da sé ed insegnano ad agire senza tenere in conto i frutti dell’azione, ed ora, al termine del percorso di studi che mi ha portato ad individuare la genesi della morale del risentimento evangelizzata dai predicatori dell’eguaglianza, che esalta innaturalmente gli ultimi e reprime i migliori talenti di natura, e so come fare per estinguerla, assumo le funzioni dello Ierofante, colui che svela i misteri ultimi della vita, libera dall’ignoranza ed apre la via all’Identità Suprema.
Lo Ierofante, gran sacerdote dei misteri eleusini che presiedeva il rito di iniziazione e mostrava ai misti gli oggetti sacri che ne svelavano l’arcano, siede su un trono occultato da una lunga veste arancione che lascia scoperti soltanto il volto, gli avambracci e le mani, con la destra sostiene verticalmente un bastone con tre anelli congiunti, simbolo dei tre eoni di Iside, Osiride ed Horus, mentre la sinistra è atteggiata in un gesto magico, dietro la testa coperta da un copricapo a punta ha un fiore a cinque petali, simbolo della quintessenza, circondato da un serpente dalla cui coda precipita una colomba, e la sua figura è completamente inscritta in una stella a sei punte rappresentante il Macrocosmo composta da due triangoli i cui vertici sono rivolti verso l’alto e verso il basso, simbolo dell’uomo che si eleva spiritualmente e del principio divino che gli si fa incontro, mentre la stella a cinque punte rappresentante il Microcosmo posta al centro del petto, all’interno del pentagono che costituisce il cuore di una seconda stella a cinque punte con il vertice rivolto verso il basso, contiene Horus bambino, il signore del nuovo eone che soppianterà quello del dio morente, ricollegando così queste due dimensioni, come fa l’Astrologo.
Questo arcano maggiore è riferito al segno zodiacale del Toro, nel quale l’elemento Terra, nel pieno del rigoglio primaverile, presenta la forma più forte ed equilibrata, che è governato da Venere, che compare davanti alla figura maschile come una donna armata di spada che tiene nella mano sinistra una falce di Luna, pianeta che in questa sede si esalta, ricalcandone la postura ed illuminandone il volto, e difatti lo Ierofante siede su un trono circondato dall’animale che lo rappresenta e da due elefanti, e, ai quattro angoli della carta, dai simboli dei segni zodiacali della croce fissa, Toro e Leone per i segni omonimi, incrociati con l’aquila per lo Scorpione e con l’angelo per l’Acquario, restituendo così l’immagine di una stabilità inattaccabile; il gran sacerdote dei misteri eleusini sta seduto con gli occhi chiusi, lo sguardo interiore concentrato sulla conoscenza metafisica, con un’espressione beffarda sul volto incorniciato da una lunga barba di foggia mediorientale, lanciando una sfida alle figure prive di occhi che lo circondano: lui mostra la via che conduce alla verità, ma i misti devono dimostrarsi all’altezza di vedere, e pertanto, per comprendere il segreto dell’iniziazione, debbono metterci gli occhi.
Con l’astrologia ricollego l’uomo concreto ad un principio di ordine universale, inquadrandolo in un disegno di proporzioni cosmiche che restituisce senso all’esistenza e sfata il nichilismo conseguente alla morte del dio cristiano, ma dell’eone maledetto che per due millenni ha calunniato la vita residua ancora la morale eteronoma evangelizzata dai predicatori dell’eguaglianza, con gli errori logici di bene e male, colpa e peccato, laicizzatasi poi nelle ideologie egalitarie di stampo moderno, che però è possibile superare rifacendosi alle nozioni indù del dharma e taoista del wu wei, che dimostrano che non esistono né giustificazioneretribuzione per le azioni compiute in vista della beatitudine eterna, ma soltanto il compito che sta fitto nel cuore e l’azione agita senza tenerne in conto i frutti, ed annichiliscono il modello antropologico dell’homo œconomicus del pensiero liberale sul quale fondano le istituzioni politiche della modernità, il quale agisce spinto dal solo calcolo economico per appropriarsi della maggiore quantità di beni, minandone le basi, e se Mosè, che era un handicappato, è riuscito ad invertire i valori dominanti obbligando i migliori a prosternarsi davanti agli ultimi, cosa potrò realizzare, io, che sono altamente intelligente in maniera scientificamente accertata, conosco la genesi della morale mosaica, so come estinguerla ed intendo fondare un paradigma basato su valori di spiritualità e gerarchia?
Il disegno che perseguo è dunque molto più esteso di quel che lasciano intuire le qualifiche “astrologo e scrittore” della mia descrizione personale, le uniche che possa dimostrare ora, e mi pone naturalmente nel solco dell’opera filosofica di Friedrich Nietzsche, che intendeva operare una trasvalutazione di tutti i valori senza però disporre di mezzi adeguati allo scopo: gli mancava l’astrologia, risorta verso la fine dell’Ottocento, che attua un ricollegamento metafisico del carattere individuale con l’essere e rivela lo svolgimento preordinato delle tappe del destino, invitando all’amor fati; non conosceva gli studi critici sulla formazione del canone biblico, che ne certificano il carattere compilatorio ed i continui rimaneggiamenti; non poteva attingere a traduzioni decenti dei testi orientali, dai quali avrebbe tratto le nozioni indù del dharma e taoista del wu wei, che sfatano la morale eteronoma che impone valori contro natura; non conosceva l’indice QI, che attesta l’ineguale distribuzione delle capacità intellettive tra gli uomini smentendo la fisima cartesiana dell’uomo dotato di una ragione eguale ai suoi simili, fondamento delle filosofie razionalistiche e delle ideologie moderne; non conosceva il principio di sincronicità, che trascende il principio di causalità mostrando l’unità del Tutto; non conosceva la dottrina indù dei cicli cosmici né aveva nozione della qualità del tempo, pur avendo teorizzato l’eterno ritorno dell’identico; così, per uscire dal paradigma giudaico-cristiano, non gli rimaneva che appellarsi alla terra, come predicava il suo profeta Zarathustra, essendo egli un ateo ed un antimetafisico, ed affidare a Dioniso, il dio dell’ebbrezza, il compito di soppiantare il crocifisso negatore di vita.
Se però Nietzsche fosse vissuto oggi, in un’epoca democratica che egli riteneva possibile, certo, ma, aggiungeva, chiunque l’avesse meditata a fondo conosceva un disgusto di più rispetto agli altri uomini, e, forse, anche un nuovo compito, quello, del tutto conseguente, di costituire un’élite che operasse un raddrizzamento della mentalità collettiva riportandola su valori normali, ed avesse assistito alle prove che sono in grado di fornire sulla realtà del destino individuale, attestando così che ciascuna esistenza esiste perfettamente compiuta nell’eternità e si rivela gradualmente precipitando nel tempo, che il tema natale mostra il carattere dell’uomo concreto ed i transiti planetari lo sviluppo preordinato delle tappe del suo destino, e che, aggiungendovi la misurazione scientifica delle capacità intellettive rappresentata dall’indice QI, si ottengono i criteri oggettivi con i quali costituire un raggruppamento di uomini dotati di un solido carattere ed una chiara intellettualità risoluti a ribaltare il paradigma corrente, avrebbe abbandonato le sue vedute antimetafisiche per aderire ad un quadro generale dell’esistenza collocato naturalmente al di là del bene e del male, essendo anch’io, come lui, un immoralista, perciò la sua immagine campeggia nella barra laterale del blog: l’anticristiano par excellence assiste silenziosamente all’esposizione delle mie tesi, valuta attentamente i miei argomenti ed impara come si pongono nuovi valori capaci di spezzare in due parti il corso dei millenni e datare l’avvento di una nuova era, e se potesse contemplare la mia visione con un unico colpo d’occhio, come i misti guardavano gli oggetti sacri mostratigli dallo Ierofante, trasfigurandosi, ne rimarrebbe tanto affascinato quando terrificato.