Zodiaco tropico e costellazioni


Zodiaco tropico

La cintura dei 12 segni zodiacali, ciascuno esteso per 30° di longitudine di eclittica, quadrante di un gigantesco orologio cosmico che misura il tempo del destino

Abbandonare tutto per seguire soltanto me stesso, finendo così per scrivere, com’ero certo avrei fatto fin da bambino, pur ignorando forma, intenti e destinazione della mia opera, e, nel frattempo, imparare a leggere nel tema natale il carattere di ogni uomo e nei transiti planetari lo svolgimento preordinato delle tappe della sua esistenza, mi è costato anni di privazioni, solitudine ed incomprensioni, conseguenze inevitabili per chiunque decida di differenziarsi dalla massa per seguire la propria legge interiore.
Ora però, che il quadro generale del mio pensiero traspare chiaramente dall’esposizione delle parti che lo compongono, che, non essendo attualmente integrate in un corpo unico, non possono ancora determinare una metanoia capace di ribaltare istantaneamente il paradigma corrente mostrando un punto di vista normale sulla realtà, al culmine di una progressione di transiti di pianeti lenti che stimolano il desiderio di fare incontri, mi sembra di poter uscire nel mondo separando l’elemento “professionale”, quale potrebbe manifestarsi in corsi, conferenze e consulti astrologici privati, dalla ricerca degli alleati che supportino la mia realizzazione, uno dei bisogni più radicati della mia esistenza.
E, tenuto conto del recente ingresso di Saturno nella VII casa natale, mi sorprendo nel constatare come tutto si corrisponda e si tenga insieme, e come il caos apparente dell’esistenza racchiuda un disegno che, mentre lo si vive, risulta incomprensibile, a causa dell’ignoranza sugli eventi e delle aspettative personali che deformano la realtà, ma, trascorso il tempo necessario per far decantare le cose, si scopre che la strada percorsa aveva un senso compiuto fin dall’inizio, e l’astrologia, che ricollega l’esperienza umana al moto preordinato dei pianeti lungo lo zodiaco tropico, determinabile oggettivamente per il passato, il presente ed il futuro, aiuta a diradare le nebbie del destino facendo luce sul disordine terrestre.
Il tempo, infatti, è una sostanza non lineare e neppure uniforme che scorre come un fiume lungo un alveo prestabilito portando con sé l’insieme concorde degli eventi fisici e psichici dell’esistenza, è dunque perfettamente logico che la conclusione dell’esposizione delle tematiche sviluppate a partire dall’I Ching coincida con la necessità di rientrare nel mondo per divulgarle, mentre i frammenti che compongono il quadro dell’esistenza umana esposto finora richiedono di essere sintetizzati ed inseriti nelle pagine fisse del menù “Astrologia”, restituendo così senso compiuto all’intero disegno.
Posso dunque tornare al 2000, punto di svolta della mia esistenza, quando una serie di eventi destinici mi fecero incontrare l’astrologia, che sfatò il nichilismo che mi pervadeva con la semplice osservazione della simulazione del moto dei pianeti lungo lo zodiaco tropico, per sfatare un errore talmente radicato nella mentalità comune da sembrare inestirpabile: quello concernente la natura dello zodiaco tropico utilizzato dagli astrologi, che è un sistema convenzionale di misurazione del tempo, che viene confuso, spesso maliziosamente da quanti l’avversano pregiudizialmente, con le omonime costellazioni, che Jung riteneva fossero nate dalla proiezione sulla volta celeste di contenuti dell’inconscio collettivo.
Dal punto di vista dell’osservatore terrestre il Sole si muove apparentemente sulla sfera celeste percorrendo una traiettoria circolare denominata eclittica, lungo la quale si muovono i pianeti, termine che significa, etimologicamente, errante, in quanto Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone errano rispetto alle stelle fisse, ma, per prevenire le obiezioni dei pedanti, occorre puntualizzare che il Sole è la stella attorno alla quale orbitano i pianeti del nostro sistema solare e che la Luna è un satellite della terra, che gli astrologi chiamano anche luminare diurno e luminare notturno.
L’eclittica costituisce la linea mediana dello zodiaco tropico, una stretta cintura celeste lungo la quale si muovono il Sole ed i restanti pianeti, che, a differenza dell’astro diurno, il cui moto apparente coincide con essa, la percorrono disegnando una curva sinusoidale, potendo trovarsi a nord, congiunti oppure a sud dell’eclittica, striscia di cielo che si estende per circa 17° di latitudine, 8° 30’ a nord e 8° 30’ a sud, ricomprendendoli tutti tranne Plutone, che se ne discosta fino ad arrivare a 17° di latitudine nord e sud.
La fascia zodiacale attraversa 13 costellazioni, o asterismi, raggruppamenti apparenti di stelle che sembrano prossime tra loro a causa della mancanza di profondità della volta celeste, mentre sono lontanissime l’una dall’altra, nelle quali gli uomini dell’antichità riconobbero le immagini dei loro miti, ognuna di estensione variabile, la costellazione dello Scorpione, la più piccola, misura 7° di longitudine, la costellazione della Vergine, la più grande, si sviluppa per 43°, che danno nome ai 12 segni zodiacali.
Lo zodiaco tropico utilizzato dagli astrologi, che non considera la latitudine dei pianeti, è dunque un cerchio di 360° di longitudine suddiviso in 12 porzioni di 30° ciascuna, i 12 segni zodiacali, che non contempla la tredicesima costellazione attraversata dalla fascia zodiacale, l’Ofiuco (o Serpentario), la quale potrebbe ben reclamare un segno zodiacale tutto per sé, sorprende che non sia ancora sorto un movimento politico volto a caldeggiarne i medesimi diritti di cui godono le 12 costellazioni più fortunate.
Potrebbero farlo i fedeli della scienza, personaggi di dubbia moralità e strani intendimenti che pretendono che alla loro fede venga riconosciuto carattere di sacralità, che, nonostante lo zodiaco tropico sia una partizione teorica dello spazio che non coincide affatto con le 13 costellazioni attraversate dalla fascia zodiacale, ingenerano volutamente confusione nei profani per screditare l’astrologia e gli astrologi, cui attribuiscono la convinzione che la terra sia piatta e che i pianeti ruotino attorno ad essa.
L’Ofiuco, tredicesima costellazione celeste spacciata intenzionalmente per un fantomatico tredicesimo segno zodiacale che sconfesserebbe qualsiasi pretesa di validità dell’astrologia, costituisce difatti un cavallo di battaglia di scientisti, astronomi ed astrofili, un fronte eterogeneo di persone “razionali” che nutrono un’avversione viscerale nei suoi confronti, intuendone forse la capacità di fungere da punto d’appoggio per scardinare lo sterile razionalismo impadronitosi degli uomini della modernità.
Ma c’è dell’altro: costoro consumano volontariamente un secondo inganno menzionando il fenomeno astronomico della precessione degli equinozi, consistente nel fatto che quando il Sole passa dall’emisfero sud a quello nord, determinando il punto vernale e l’equinozio di primavera, momento in cui su tutto il globo la durata del giorno e della notte si equivalgono, non lo fa nello stesso punto dell’anno precedente, ma un po’ prima, precedendo la sua posizione passata, che dunque arretra rispetto alla sfera delle stelle fisse.
Il fenomeno della precessione degli equinozi, noto fin dai tempi di Ipparco, nel II secolo a.C., comporta che la posizione del Sole nel momento dell’equinozio di primavera non si trova più nella costellazione dell’Ariete, ma nei primi gradi di quella dei Pesci, o, secondo alcuni, negli ultimi gradi della costellazione dell’Acquario, comportando così quei mutamenti psicologici della mentalità collettiva evidenziati da Jung a proposito del susseguirsi delle dodici ere dell’anno platonico.
Gli scientisti, sostenendo che lo zodiaco tropico, nel quale il 0° del segno dell’Ariete è determinato convenzionalmente dall’equinozio di primavera, non coincide più con le costellazioni note, essendo slittato all’indietro rispetto ad esse, intendono screditare l’astrologia collegandola ad un fatto fisico, nonostante le costellazioni dalle quali i segni zodiacali prendono nome non abbiano alcuna consistenza, essendo raggruppamenti apparenti di stelle, né sia coinvolta in alcun modo la gravitazione universale.
Secondo loro, che nulla sanno di astrologia, il fatto che lo zodiaco tropico, partizione teorica dell’eclittica in 12 segni di 30° di longitudine ciascuno, non coincida più con le costellazioni, che, però, sono 13, e qui si comprende la capziosità della critica, comporterebbe che una persona nata con il Sole nel segno zodiacale dell’Ariete sarebbe in realtà un Pesci e ne avrebbe tutte le caratteristiche, obiezione che dimostra la loro totale ignoranza su cosa sia un tema natale e sugli elementi che lo compongono.
Che i segni zodiacali non corrispondano più alla posizione delle omonime costellazioni celesti non ha alcuna importanza, quel che conta è che lo zodiaco tropico, come osservava acutamente Jünger, è un quadrante suddiviso in qualità che non frammenta il tempo in modo uniforme e monotono, come fanno gli orologi meccanici, ma sul quale le ore si susseguono, senza per questo essere uguali l’una all’altra, ed immagini potenti e profondamente radicate si danno vicendevolmente il cambio.
E che lo studio dei movimenti astronomici costituisca la base per misurare il tempo, risulta evidente considerando che la durata del giorno dipende dalla rotazione della terra attorno al proprio asse, quella del mese dal ripetersi del ciclo di lunazione e quella dell’anno dal periodo di rivoluzione della terra attorno al sole, anche se tali cicli non corrispondono esattamente a 24 ore, 30 giorni e 365 giorni, in quanto esiste uno sfasamento tra tempo civile e tempo astronomico che li rende incommensurabili.
Basandosi sulle posizioni dei pianeti lungo lo zodiaco tropico, note per il passato, il presente ed il futuro, è poi possibile datare con precisione assoluta qualsiasi evento nel passato, presente e futuro, e poiché la sequenza delle posizioni planetarie è preordinata e muove assieme al tempo, che, come un fiume, scorre dentro un alveo prestabilito portando con sé l’insieme concorde degli eventi fisici e psichici dell’esistenza, ne discende che esso non soltanto misura il tempo, ma, mediante l’interpretazione astrologica della congiuntura astrale di ogni istante, ne specifica altresì la qualità.
Sarebbe semplice spiegarlo con chiarezza e dissipare così gli errori divulgati in malafede dagli scientisti, ma gli astrologi sono i primi ad ignorare le basi di funzionamento della loro disciplina, perciò, per suggestionare il pubblico, parlano a sproposito di magia delle stelle ed altre amenità del genere, suscitando nella gente aspettative assurde ed irrealizzabili, altrimenti, qualora riconducessero l’astrologia al rango di scienza tradizionale utile a chi ha un destino, svanirebbero d’incanto i loro guadagni di ciarlatani.

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Info Domenico Coluccio
Domenico Coluccio, astrologo e scrittore – Roma

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