L’astrologia come scienza ed arte


Personificazione dell’Astrologia, olio su tela del Guercino (1650-1655 circa)

Personificazione dell’Astrologia, olio su tela del Guercino (1650-1655 circa)

Acquistai il mio primo libro di astrologia, dopo aver setacciato la rete in cerca di materiale astrologico a partire dal dicembre 2000, punto di svolta della mia esistenza, averlo letto diligentemente ed aver compreso, nel successivo mese di marzo, come interpretare i pianeti nel ruolo di governatori delle case natali, fondendo così il loro significato per posizione nel segno zodiacale, per casa occupata, per casa governata e, nel caso di aspetti angolari coinvolgenti due o più pianeti, per l’insieme di questi significati, al fine di ottenere una lettura complessiva del tema natale, cogliendo così la totalità dell’uomo concreto al quale si riferisce, nell’agosto 2001, quando Giove transitava da poco nella III casa del grafico astrologico della mia genitura, dopo che, inaspettatamente, in quanto non feci nulla per sollecitare gli eventi, durante il suo transito nella II casa natale incassai delle entrate monetarie straordinarie: due conoscenti mi chiesero infatti di insegnare loro ad utilizzare il computer, in ragione della chiarezza espositiva e dell’esperienza dimostrate, fatto che rappresentò una conferma del mio valore in ambito comunicativo, dato che la cuspide della seconda casa natale cade nel segno zodiacale dei Gemelli, e che Giove, transitandovi, aveva dilatato l’influenza di quel settore.
Ma fu sul finire di luglio 2001, quando il transito di Nettuno con moto retrogrado ruppe l’orbita di quadratura con Saturno radix, pianeta governatore del Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno, l’immagine della mia realizzazione, che un collega della società di intermediazione mobiliare presso la quale lavoravo mi commissionò un compito che nessuno, nella direzione commerciale, era in grado di svolgere, quello di sintetizzare in un quadro sinottico chiaro e comprensibile le decine di tabelle prodotto per ogni famiglia di sicav e fondi comuni di investimento e di snellirne il contenuto riportandolo in linguaggio HTML, cosa che realizzai in cinque giorni di rovente calura agostana e mi fruttò un compenso netto di quattro milioni e mezzo di lire, che mi aiutò ad andare avanti per un po’, considerato che a metà giugno Saturno era entrato nella II casa natale ed io cominciai a perdere tutto ciò avevo, ricavandone però la preziosa lezione della differenza tra possesso ed uso delle cose, che vanno abbandonate quando non servono più, in quanto, nel momento del trapasso, non si porta con sé altro che la conoscenza, che, sosteneva Guénon, se effettiva, costituisce un’acquisizione permanente dell’essere.
Acquistai dunque il poderoso volume di Nicola Sementovsky-Kurilo intitolato Astrologia, trattato completo teorico-pratico, edito da HOEPLI, nell’ottava edizione aggiornata, quella che si trova tuttora nelle librerie, con 62 illustrazioni e cosmogrammi in nero ed a colori e 7 tabelle con le effemeridi 1890-2000, recante in copertina lo zodiaco di Matteo Palmieri custodito nella biblioteca Laurenziana di Firenze, nel quale l’autore, un esule russo della Rivoluzione d’ottobre, rimarcava nella prefazione l’attenzione sul recente rifiorire degli studi astrologici, cui si dedicavano ormai esponenti del pensiero e della scienza fino ad allora oltremodo ostili ad una qualsiasi ricerca del genere, oltre che psicologi e medici, tanto che, a fine 1968, nella Repubblica Federale Tedesca circa sei milioni di persone se ne occupavano come professionisti o amatori, e, per l’importanza che veniva attribuita all’astrologia quale strumento prezioso di indagine psicologica, il maggiore quotidiano tedesco, la Frankfurter Allgemeine Zeitung di Francoforte, il 30 dicembre 1968 pubblicò, nella sezione economica (Wirtschaftsblatt), un ampio rapporto sulla pratica di consultazione astrologica cui ricorrevano regolarmente le grandi aziende industriali e commerciali, sia in quanto ausilio per la ricerca e l’impiego di personale, sia in quanto fonte di suggerimenti per l’impostazione della produzione o dell’attività commerciale.
L’autore lamentava però che, delle centinaia di pubblicazioni dedicate alla ricerca astrologica, soltanto poche poggiavano su risultati di indagini veramente approfondite, mentre il volgare materialismo, ispirato ad uno sfrenato desiderio di facili guadagni e rapidi arricchimenti, aveva favorito il sorgere di una folla numerosa di ciarlatani che, con il minimo di elementari cognizioni astrologiche, raccolte per di più in pubblicazioni di dubbia consistenza, con massima spregiudicatezza si servivano dell’astrologia per esercitare l’equivoco mestiere di indovini o alimentare campagne pubblicitarie destinate a favorire lo smercio di prodotti industriali, criticando poi gli oscuri collaboratori di certi periodici illustrati di basso livello letterario che si compiacevano nel compilare i cosiddetti oroscopi settimanali, ponendo infine in evidenza il limite dell’uso dei calcolatori elettronici nelle elaborazioni delle interpretazioni astrologiche, che, pur facilitando il lavoro di calcolo, non possono sostituire la viva ed immediata penetrazione dei fenomeni e dei problemi dell’esistenza umana che può averne un astrologo ricco di esperienze di studio e di vita, e, per stroncare l’attività degli usurpatori dell’astrologia, giungeva perfino ad auspicare l’intervento delle autorità di ordine pubblico per frenare la propagazione della ciarlataneria.
Con la pubblicazione del suo trattato Sementovsky-Kurilo si proponeva dunque di illustrare, sia pure a grandi linee ma in modo univoco, il volto dell’astrologia in tutti i suoi tratti essenziali, fermo restando che una trattazione che volesse esaurire nella loro totalità i problemi dell’astrologia teorica e pratica assumerebbe, data la loro ampiezza e multiformità, una mole tale da rendere irrealizzabile la pubblicazione, ed a tale scopo cominciava l’esposizione della disciplina con un’ampia sezione storica, che ne ripercorreva le vicende partendo dai babilonesi, passando per i filosofi greci, il medioevo cristiano, il Rinascimento e la recente applicazione della statistica alla ricerca comparativa astrologica, soprattutto da parte di Paul Choisnard, che si era proposto di provare il fatto astrologico, ossia di stabilire una corrispondenza tra l’uomo ed il suo cielo di natività atta a spiegare la disuguaglianza naturale dei singoli individui, dimostrando così il valore distintivo del cielo di nascita, e di Herbert von Klöckler, un medico che teneva ad affermare il carattere sperimentale dell’astrologia, alla quale collegava la psicologia del profondo di Carl Gustav Jung, che aveva posto l’intero problema dell’astrologia su un piano di discussione che era valso a debellare sensibilmente le argomentazioni dei suoi tradizionali avversari privandoli dell’arma delle loro maggiori ed efficaci obiezioni, seguita da una sezione dedicata al rapporto tra astrologia e religione che, complessivamente, occupano le 84 pagine iniziali del libro.
Soltanto con il capitolo intitolato Direttive e fini della ricerca astrologica l’autore entra nel vivo della disciplina, introducendo la forma mentis dell’astrologia, ossia il criterio dell’analogia e del pensare per immagini (Bildenken), per acquisire il quale occorre liberarsi dalla zavorra di sterili concetti e sostituirvi rappresentazioni vive profondamente ancorate nel fondo dell’essere umano, ma la capacità di collegare idee e di comprendere la sinonimità astrologica di certi fatti, termini o definizioni, da sola non basta: occorre una particolare formazione mentale che non è raggiungibile se non attraverso un’adeguata educazione morale e spirituale e presuppone inoltre un clima di cultura e di scienza ben diverso da quello propenso alla fabbricazione del robot e della bomba atomica, in cui l’umanità è stata spinta dagli eccessi insensati della specializzazione; questa forma mentis, proseguiva Sementovsky-Kurilo, è concepibile soltanto nell’uomo integrale, di cui Leonardo, Paracelso, Goethe furono modelli sublimi, senza con questo voler confondere integrità con genialità: essa, semmai, va identificata con l’universalità, oltre che con l’aspirazione a comprendere i propri simili, e difatti il pensare per immagini ed analogie non può non lasciare un’impronta decisiva sull’impostazione dell’intero lavoro astrologico, ed è questa la ragione per cui l’astrologia, nella sua applicazione pratica alla vita, diventa un’arte.
Se infatti l’esame astrologico di un tema di natività nella sua prima fase, quella cioè della compilazione dello schema oroscopico, della classificazione e del vaglio dei suoi vari elementi, ha il carattere dell’indagine di precisione che rende necessaria una lunga preparazione tecnica, aspetto ormai superato dai software astrologici dei moderni personal computer, che calcolano il grafico astrologico della genitura un istante dopo aver inserito i dati natali del soggetto da analizzare, la seconda e più importante fase, quella dell’interpretazione degli elementi raccolti e del loro coordinamento in un quadro coerente, è un procedimento puramente creativo che richiede particolari doti di intuizione psicologica, capacità di osservazione e di associazione immaginativa, fantasia e sensibilità, nonché il massimo senso di responsabilità accanto ad una facoltà di giudizio spassionato, ed affinché tutto ciò che è stato intuito, osservato o associato, sino a costituire un insieme di immagini e di analogie persuasive, possa formare un ritratto vivo del soggetto esaminato, occorre infine la forza plasmatrice dell’artista, e questo vale sia per un referto steso su carta sia per una consultazione cosmopsicologica fatta a voce.
Sementovsky-Kurilo precisava però che il responso astrologico in forma scritta stava cadendo in disuso, in quanto l’esperienza aveva dimostrato la maggiore efficacia dei risultati dell’esame astropsicologico eseguito con il soggetto disposto a collaborare con l’indagatore, per fornirgli chiarimenti atti a convalidarne o a correggerne le conclusioni, affine in questo alla diagnosi clinica effettuata da medici, e che a casi di malattie gravi e dubbie corrispondono nel campo dell’indagine astrologica casi di soggetti problematici, tormentati da ogni genere di impedimenti, con una vita logorata da numerosi conflitti, mentre a casi di malattie comuni facilmente individuabili, data la semplice indole dei sintomi che le accompagnano, corrispondono nell’astrologia temi di natività che, essendo poco complessi nella loro struttura, permettono una rapida disamina ed altrettanto facili conclusioni, ma se i chiarimenti del consultante facilitano il lavoro dell’astrologo, accrescendo l’esattezza delle sue constatazioni, ciò che di più prezioso rivela il tema di natività è quello che il paziente stesso ignora e vorrebbe conoscere, intuendovi la causa dei propri conflitti e tormenti e degli ostacoli che rendono difficile la sua esistenza.
Nell’identificazione e nel giusto apprezzamento di questi fattori, che per lo più si celano nei profondi recessi dell’anima umana, l’interpretazione di un tema di natività si avvicina ai metodi della psicoanalisi, che sotto molti aspetti ha alimentato con i propri suggerimenti la moderna pratica di consultazione astrologica, ma, per essere utile al soggetto esaminato, l’astrologo deve possedere non solo una particolare sensibilità ed uno spiccato fiuto psicologico, ma anche quella delicatezza del sentimento e quel sottile senso della minuta sfumatura che fanno somigliare i suoi giudizi ed i suoi consigli ai tocchi finissimi di un maestro del pennello suscettibili di dare vita ad uomini e cose in un suo dipinto, e se nel medico sicuro della propria diagnosi, o nell’artista creatore di opere di valore, si deve presumere un talento che li rende ugualmente fecondi nell’uno o nell’altro senso, l’interpretazione astrologica conforme alla realtà ed efficace nelle sue conclusioni è una prova di talento, essendo il referto astrologico un complesso di constatazioni, chiarimenti ed indicazioni che prende forma e consistenza in seguito ad una valutazione minuziosa di ogni singolo elemento per rapporto ed in confronto ad ogni altro, ed è proprio questa concentrazione dei riassunti e dei giudizi derivati dall’esame del tema di natività, a conferirgli il carattere di un ritratto psicologico fedele ai fatti esistenziali di una persona.
Benché in tal modo la perizia astrologica appaia come frutto di una creazione artistica, i suoi contenuti effettivi rimangono invariabilmente radicati in una realtà scientifica, il fatto astrologico, il quale poggia essenzialmente su risultati ottenuti con il metodo di comparazione statistica che, data la sua stessa indole, è soggetta alla legge di probabilità: per effetto di questa legge un determinato elemento oroscopico, con un significato preciso che in linea di massima deve corrispondere ai dati reali, può di quando in quando non corrispondervi, talvolta neppure in senso approssimativo, e si deve supporre trattarsi di una lacuna nell’attuale metodo interpretativo che in simili casi ancora non è in grado di trovare una definizione plausibile dell’elemento in questione, e ciò probabilmente perché quest’ultimo appartiene ad un gruppo analogico molto distante da quello a cui si riferiscono le interpretazioni tipo tradizionali o convalidate recentemente dalla statistica, che teoricamente dovrebbero corrispondere all’elemento stesso; nella maggioranza dei casi però l’intuizione psicologica dell’astrologo riesce ad adeguare l’interpretazione tipo ad un simile indizio oroscopico valutandolo alla luce di particolari sfumature inerenti al carattere ed al destino del soggetto esaminato, e saper scegliere nell’insieme delle ipotetiche sfumature la più aderente al caso è quel lato dell’esame astrologico che più di ogni altro ne fa una sottile arte di interpretazione psicologica: per riuscirvi l’astrologo deve infatti essere in grado di associare rapidamente idee ed immagini, ciò che a sua volta presuppone una non comune elasticità mentale.
Da ciò discende la definizione dell’astrologia come scienza ed arte proposta da Sementovsky-Kurilo nella prima sezione del capitolo intitolato Scienza e astrologia nel mondo moderno, che, ispirandosi alle considerazioni illustrate nella precedente analisi dell’evoluzione dell’astrologia nel quadro della storia della civiltà umana, l’intende come una disciplina suscettibile di aprire la via al superamento dell’intonazione prevalentemente razionalistica e positivistica della scienza moderna, irrigiditasi su una posizione antimetafisica e di disprezzo delle fonti alimentatrici dei sensi e dell’immaginazione, che ha comportato l’allontanamento radicale dalla fede, l’autore era cattolico, ed il definitivo abbandono delle analogie e delle rappresentazioni vive che scaturiscono dal fondo stesso dell’essere umano, linguaggio sopraffatto dall’astrattismo di concetti e formule che ha tolto alle cognizioni scientifiche la forza persuasiva dell’immediatezza, costituendo così quel punto d’appoggio archimedeo auspicato da Jung per scardinare lo sterile razionalismo impadronitosi della mentalità degli uomini occidentali, essendo la chiave della comprensione del proprio destino, che lo stregone svizzero attribuiva invece al libro oracolare cinese dell’I Ching, rispetto al quale però essa è oggettiva nel fondamento astronomico e ripetibile nel tempo, in quanto fonda i propri giudizi sullo zodiaco tropico, quadrante di un orologio cosmico che scandisce il tempo del destino, coniugando altresì efficacemente necessità cosmica e decisione umana.
Nella seconda sezione di quello stesso capitolo, intitolata Princìpi e presupposti scientifici dell’astrologia, al punto a) l’autore introduce il concetto di fatto astrologico, frutto dell’applicazione della statistica all’astrologia, enunciato per la prima volta come persuasiva prova scientifica dell’astrologia dall’astrologo francese Paul Choisnard, dimostrabile in base a numerosi casi esaminati con criteri di interpretazione oroscopica, che si esprime nella concordanza fra il cielo di natività e l’individuo a cui appartiene, e ciò sia dal punto di vista puramente caratteriologico sia per quanto riguarda le particolarità del suo curriculum vitae, costituendo una conferma oltremodo convincente dell’esistenza di un preciso rapporto fra cosmo ed uomo, dopodiché prosegue indicando i contributi dell’astronomia e della trigonometria sferica all’astrologia, che forniscono il materiale necessario ad erigere il grafico astrologico della genitura, fondamento dell’interpretazione astrologica, e poi, continuando con le analogie, nei punti successivi si occupa dei rapporti tra fisica ed astrologia, tra astrologia ed antropologia, tra astrologia e chimica, tra cicli planetari e fenomeni fisiologici, riferendosi in quest’ultimo caso al ciclo mestruale femminile, la cui durata è pari all’incirca a quella del periodo di rivoluzione sinodica della Luna, ed ai ritmi della pulsazione cardiaca e della respirazione.
Al punto g) della sezione intitolata Princìpi e presupposti scientifici dell’astrologia l’autore si sofferma sul fenomeno dell’ereditarietà astrale, che, quando ne venni a conoscenza, e raffrontai i grafici astrologici dei miei familiari, pur non disponendo delle ore di nascita dei genitori, trovai somiglianze talmente sorprendenti che confermarono la provenienza del mio carattere, in termini di pezzi del mio tema natale, da mio padre e da mia madre, ogni nascita avviene difatti entro finestre temporali che riproducono le configurazioni astrologiche dei genitori, perciò non si nasce a caso e neppure come tabula rasa, ma eredi di un destino che non ci siamo dato da soli, riscontrate poi nell’analisi di qualsiasi altro nucleo familiare mi sia capitato di esaminare, aspetto che attesta oggettivamente, se ancora ve ne fosse bisogno, e forse più della corrispondenza tra interpretazione del tema natale e studio dei transiti planetari e carattere e destino della persona a cui si riferiscono, la realtà effettiva della corrispondenza tra Macrocosmo e Microcosmo, cosa che si riscontra inoltre nella sinastria, sovrapposizione dei temi natali di due persone ottenuta facendo coincidere il 0° del segno zodiacale dell’Ariete, che evidenzia l’attrazione reciproca, essendo la simpatia tra due persone il riconoscimento di se stesso nell’altro anche nella similitudine degli aspetti planetari, ma di questo argomento Sementovsky-Kurilo non parla.
I punti successivi riguardano la diagnosi astrologica delle malattie, che l’autore ritiene utile in termini di prevenzione di alcuni mali, soprattutto tumori, potendosi emettere un giudizio in tal senso fin dall’istante della nascita, in quanto ogni tema natale permane identico a se stesso per l’intero arco della vita, servendo così ad allertare il soggetto interessato del rischio potenziale, ed il fenomeno dei gemelli, ritenuto a torto una delle obiezioni esiziali contro l’astrologia, come se non bastassero quelle di bassa lega perpetrare in malafede dai fedeli della scienza, come la confusione intenzionale tra zodiaco tropico e costellazioni, al quale si ricollega il problema della scelta tra erigere il grafico astrologico di una genitura per il momento del concepimento o della nascita, cosa che, però Sementovsky-Kurilo non ne fa menzione, evidenzia la capziosità dell’argomento nell’assurdo logico del tema del concepimento di un aborto, che, con tutta evidenza, non è un essere vivente, quindi il rapporto tra astrologia e psicologia junghiana, la cui trattazione risulta però sommaria e non particolarmente esaltante, e, come ultimo aspetto della sezione Princìpi e presupposti scientifici dell’astrologia, i suoi rapporti con la grafologia.
Di questa conoscenza del carattere e delle differenze umane l’autore ritiene particolarmente interessante il nesso intimo fra gli elementi del tema di natività, in quanto indizi del carattere e del destino individuale, ed i particolari segni di scritture appartenenti a persone diverse, che permette di individuare nell’insieme dell’immagine grafica il tipo astrologico al quale appartiene il suo autore, ed è significativo che la scrittura riveli sempre quelle caratteristiche che sono particolarmente accentuate nel tema di natività, considerato che, in linea di massima, i due fondamentali indizi che normalmente rivelano il tipo astrologico sono il segno in cui si trova l’Ascendente e, più ancora, quello in cui si trova il Sole, anche se, in caso di accumulazione di pianeti o addirittura di presenza di uno stellium in un segno che non è né quello dell’Ascendente né quello del Sole, il segno stesso è decisivo per la determinazione del tipo astrologico, e la scrittura lo conferma pienamente poiché in simili casi è sempre ricca di forme grafiche che corrispondono alle caratteristiche del tipo astrologico determinato non già dall’Ascendente o dalla posizione del Sole, ma appunto dall’accumulazione di pianeti o da uno stellium in un segno diverso.
Un’altra constatazione della massima portata, evidenziata dal confronto astro-grafologico, si riferisce a quello che in grafologia si chiama livello formale di scrittura, al quale nell’astrologia corrisponde la minore o maggiore complessità del grafico oroscopico, ossia della riproduzione schematica della situazione cosmica rispetto al luogo ed al momento della nascita di un individuo: nella scrittura il livello della forma costituisce la misura della più o meno grande cultura, della più o meno pronunciata raffinatezza dei gusti e delle abitudini di vita, della più o meno acuta intelligenza, della più o meno sviluppata sensibilità, ed il tema di natività rispecchia a sua volta le medesime qualità psico-spirituali ed intellettuali di un individuo, con uguale differenziazione di caso in caso in quanto la rispettiva rappresentazione del cielo rivela una più o meno grande abbondanza di pianeti in sede o in esaltazione, un numero più o meno grande di aspetti interplanetari, di elementi secondari, di sfumature di vario genere, ossia offre un grafico oroscopico più o meno complesso, che denota la caduta nel tempo in un istante gravido di carattere e destino, differenziando così l’uomo siffatto dal resto dei suoi simili.
Alla scrittura di un primitivo, invece, caratterizzata da un basso livello formale, per lo più maldestra, stentata, con evidenti residui calligrafici dell’insegnamento scolastico elementare, corrisponde un tema di natività povero di aspetti, quasi sempre con pianeti sparsi un po’ dappertutto per l’intero zodiaco, o troppo concentrati in un segno ed in un campo solo di poca importanza, senza reciproci legami né particolari rapporti con i punti cardinali, suscitando un’impressione di vuoto e rendendo difficile una qualsiasi interpretazione organica dell’insieme oroscopico; in casi simili è quasi impossibile tracciare un ritratto dell’individuo in questione, che in tal modo rimane imprecisato, alquanto nebuloso, in una parola insignificante come lo è in realtà, e la medesima impressione suscita la sua scrittura, ed il grafologo, nell’interpretarla, incontra le stesse difficoltà dell’astrologo in presenza di uno schema oroscopico senza rilievo, sicché, ma questo Sementovsky-Kurilo non lo dice, associando all’analisi astrologica l’indice QI, che misura la dimensione potenziale delle realizzazioni di un individuo, si possono selezionare a priori gli elementi migliori della collettività, al fine di creare un’élite di uomini dotati di un solido carattere ed un chiara intellettualità, omogenei per qualità e visione del mondo, coesi e determinati nel volerla realizzare, al fine di ribaltare il paradigma corrente improntato su valori materialistici ed egalitari per sostituirlo con uno ispirato da valori di spiritualità e gerarchia.
Dopo la lunga parte introduttiva, a pagina 150, con il capitolo intitolato Introduzione alla pratica astrologica, ha finalmente inizio la parte operativa del trattato di Sementovsky-Kurilo, che si apre con una precisazione riguardo il fatto che l’astrologia contemporanea si presenta in primo luogo come cosmopsicologia individuale, riguardando unicamente l’uomo concreto in rapporto con l’universo, e premette all’indagine astrologica la compilazione del tema di natività, ossia dello schema che riproduce graficamente una determinata situazione celeste relativa alla precisa ora di un determinato giorno e riferita al luogo di nascita di un individuo, che si ottiene rappresentando schematicamente su carta, aspetto ormai superato dai software astrologici dei computer moderni, che eseguono velocemente e con grande precisione il lavoro di calcolo necessario a tracciare il grafico astrologico, l’eclittica e gli altri fattori della situazione cosmica, fra questi soprattutto i pianeti nelle loro rispettive posizioni longitudinali, quindi introduce sinteticamente le caratteristiche dei dodici segni zodiacali, dei quattro punti cardinali, dei dodici settori astrologici, dei dieci pianeti, degli aspetti angolari che li legano tra loro, dei punti sensibili e, infine, illustra con un esempio pratico come erigere un tema natale.
Nella seconda sezione del capitolo, intitolata I primi elementi d’interpretazione, l’autore entra nel vivo dell’esposizione dei significati dei singoli componenti del tema di natività, partendo dalla lettura della maggior parte o di tutti i pianeti addensati in uno dei quattro quadranti, proseguendo con le caratteristiche dei dodici settori astrologici, dei dodici segni zodiacali, dei dieci pianeti e, infine, dell’interpretazione generica dei fattori planetari secondo il criterio dell’intensità, poi, nel capitolo successivo, introduce i tipi astrologici, precisando che nella realtà, piuttosto che tipi puri, si riscontra una prevalenza delle caratteristiche di un tipo accompagnata o completata da varie caratteristiche dell’altro tipo molto meno pronunciate; Sementovsky-Kurilo illustra quindi i tre modi per determinare il tipo astrologico fondamentale al quale appartiene il soggetto basandosi sul suo tema di natività: in primo luogo si prende in considerazione la posizione del Sole in un segno zodiacale, in subordine si attribuisce maggiore importanza al segno zodiacale in cui si trova l’Ascendente, e, infine, si tiene conto dei pianeti collocati in gran numero in un medesimo segno, cioè della presenza di uno stellium.
Nel primo caso il tipo indicato dalla posizione del Sole sarà tanto più pronunciato se nel segno dell’Ascendente non si trova alcun pianeta, nel secondo caso si darà maggiore importanza al segno collocato all’Ascendente quando il Sole è isolato, ossia non riceve alcun aspetto angolare da nessun pianeta, oppure quando vicino all’Ascendente si trovano uno o più pianeti o, infine, quando il pianeta governatore dell’Ascendente occupa una posizione oroscopica importante per la formazione della personalità del soggetto, mentre nei casi in cui la posizione del Sole e la condizione oroscopica dell’Ascendente sono equivalenti, si tratta generalmente di un individuo con caratteristiche fisiche conformi al segno dell’Ascendente e qualità morali e spirituali che corrispondono alla natura del segno in cui si trova il Sole; a ciò si devono aggiungere le sfumature dovute agli altri elementi oroscopici, specialmente ai singoli pianeti che a loro volta modificano le caratteristiche del tipo fondamentale, perciò i tratti secondari così deducibili sono numerosi e multiformi, e, in quanto completano quelli principali conformi alla posizione dell’Ascendente e del Sole, si riferiscono soprattutto al rapporto reciproco fra la costituzione fisica e il complesso psicospirituale dell’individuo.
Il trattato prosegue dunque con la descrizione delle caratteristiche dei dodici tipi puri, partendo dal tipo Ariete e terminando con il tipo Pesci, quindi descrive i centotrentadue tipi secondari, ottenuti considerando le combinazioni tra segno all’Ascendente e segno solare, dopodiché segue l’estesissima sezione dedicata alle interpretazioni sintetiche dei pianeti nei segni e nei campi astrologici, partendo dall’Ascendente nel segno zodiacale dell’Ariete senza pianeti e proseguendo con i significati dei pianeti nella I casa, e così via fino alla XII casa, schema riprodotto per i rimanenti undici segni zodiacali, alla quale seguono le sezioni sull’interpretazione degli aspetti planetari, del Nodo Lunare, dei pianeti dispositori delle case astrologiche, dell’oroscopo progressivo, ossia dei transiti planetari, e, infine, un esempio di interpretazione di un tema natale ottenuto combinando le 2202 classificazioni relative ai singoli elementi del grafico astrologico della genitura registrate in base alla ricerca sperimentale, che, stante l’analiticità determinata dal carattere dell’autore, il quale aveva Sole e Mercurio, quest’ultimo nel luogo della sua esaltazione, nel segno zodiacale della Vergine, e l’Ascendente nel segno zodiacale dei Gemelli, costituisce una conferma della coerenza tra il suo tema natale e la sua opera.
Mi riesce difficile dare un giudizio definitivo sul trattato di Nicola Sementovsky-Kurilo, nel senso di una totale accettazione o di un rigetto altrettanto deciso, e ciò in ragione del fatto che, seppure risultano valide le parti introduttive, l’autore, che voleva rendere presentabile l’astrologia al mondo scientifico, rifacendosi alla nota profezia di Jung secondo la quale la scienza di Urania era prossima a far ritorno nelle università dalle quali era stata scacciata tre secoli prima, non fa altro che enumerare in maniera metodica una lunghissima sfilza di interpretazioni apodittiche sui singoli elementi astrologici, rinunciando a spiegare come integrarli, per mezzo dell’intuizione, in un disegno organico che restituisca il senso dell’esistenza di cui si tratta, superando così le inevitabili contraddizioni che si riscontrano ogni qual volta si sezioni un ente menomandolo della sua unità originaria; se però si desidera intraprendere seriamente lo studio dell’astrologia, dedicandovi tempo e passione, allora è opportuno leggerlo e poi collocarlo in uno scaffale della libreria, accanto ai testi di consultazione, di modo che, quando si verrà presi da un dubbio riguardo qualche aspetto del tema natale che si sta analizzando, si potrà andarne a ricercare il significato, cogliendo spunti di riflessione utili per proseguirne la lettura.

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Info Domenico Coluccio
Domenico Coluccio, astrologo e scrittore – Roma

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