Un uomo su un tappeto magico


“Un uomo su un tappeto magico sorvola una larga area di terra”, simbolo sabiano associato al grado di longitudine zodiacale occupato da Mercurio nel grafico astrologico della mia genitura

“Un uomo su un tappeto magico sorvola una larga area di terra”, simbolo sabiano associato al grado di longitudine zodiacale occupato da Mercurio nel grafico astrologico della mia genitura

Il secondo libro di astrologia che acquistai, qualche giorno dopo il trattato teorico-pratico di Nicola Sementovsky-Kurilo, nella libreria spirituale che si trovava tra il Pantheon ed il Senato, accanto ad una vineria, contiguità rivelatrice dell’elevato tasso alcolemico dei miei carissimi fratelli liberi muratori, notoriamente uomini usi a ben mangiare ed ancor meglio bere avvezzi a ravvivare il fuoco interiore della loro ricerca iniziatica innaffiandolo con abbondanti libagioni, i quali la frequentavano abitualmente il venerdì pomeriggio, prima di recarsi nella vicina piazza del Gesù per partecipare ai lavori del Rito Scozzese Antico ed Accettato, fu Il Ciclo delle Trasformazioni, una reinterpretazione astrologica dei simboli sabiani, di Dane Rudhyar, edito da Astrolabio-Ubaldini, che, nel periodo di sperimentazione in cui ne discutevo in chat con gli astrologi massoni che, a causa delle mie illusioni associative, credevo fossero davvero miei fratelli, mentre in seguito si rivelarono anche loro dei maestri nell’arte dell’inganno, come peraltro la generalità dei liberi muratori, facevo pratica con i temi natali di parenti e conoscenti e sfogliavo i libri di astrologia nelle librerie del centro storico di Roma, mi aveva colpito per il significato attribuito ai gradi di longitudine dello zodiaco tropico occupati dai pianeti nel grafico astrologico della mia genitura.
Quella libreria spirituale mi era stata vivamente consigliata dai fratelli del servizio biblioteca di Villa il Vascello, sede della libera muratoria universale del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, così, forte di quella referenza prestigiosa, domandai al libraio se praticava un trattamento di favore agli acquisti effettuati da massoni, ma questi replicò che i costi di gestione erano alti ed i margini di guadagno risicati, perciò non faceva sconti a nessuno, così, qualche mese dopo, scemato l’entusiasmo, constatato che, pur essendomi stati presentati come esperti di astrologia, ne sapevo più io di loro, smisi di frequentarla, ma quel pomeriggio agostano, ancora fresco di illusioni, dopo esserne uscito con il libro che avevo appena acquistato mi recai da un fratello che aveva una bottega artigiana nei pressi di piazza Fontana di Trevi, il quale mi era stato raccomandato dal carissimo fratello segretario di loggia, e, forte delle disponibilità monetarie straordinarie incassate di recente, comprai un ciondolo in metallo sheffield raffigurante in rilievo, sul recto, il Tetragrammaton di Eliphas Levi, riprodotto in negativo sul verso, che riconobbi all’istante come l’unico oggetto di valore esoterico tra la paccottiglia esposta in vetrina, sorprendendolo per la mia scelta, trattandosi del talismano più potente che vi sia, che lui stesso aveva collocato sul soffitto, sopra l’entrata, che invece il maestro venerabile che mi iniziò alla libera muratoria universale, essendo un grande iniziato del Rito Scozzese Antico ed Accettato, guardò con le labbra atteggiate ad una smorfia di scetticismo, non avendo la più pallida idea di cosa fosse, lui seguiva ciecamente il suo maestro, un agente di commercio in pensione con un occhio guasto che magnificava il proprio ego ricalcando le orme di Gurdjieff, mentre l’astrologo massone che incontravo regolarmente in chat, senza neppure vederlo, lo descrisse nei minimi dettagli e mi spiegò la tecnica adoperata per la lavorazione, che conferisce agli oggetti un carattere antico conforme al gusto massonico.
Il fratello artigiano, presomi in simpatia, mi mostrò la fotografia del suo maestro sudamericano, che credevo avesse a che fare con la comune iniziazione libero muratoria, ed invece, ma non ne afferrai appieno il collegamento, concerneva gli ufo, tanto che mi invitò ad un raduno che si sarebbe svolto di lì a poco, al quale però non partecipai, sorprendendomi per la continua e sempre rinnovantesi conferma del fatto che la moderna massoneria speculativa è un ritrovo di squilibrati, poi, quando gli mostrai il libro che avevo appena acquistato, stavamo infatti parlando di astrologia, rimase folgorato dal significato del simbolo sabiano attribuito al grado di longitudine zodiacale che, nel grafico astrologico della sua genitura, credeva erroneamente fosse occupato dal Sole, un uomo molto vecchio che guarda verso un grande spazio scuro a nord-est, cosa che lui faceva regolarmente la sera, in cerca di dischi volanti, peccato però che, non avendone inteso il funzionamento, avesse letto quello del grado precedente, mentre il simbolo che gli competeva, decisamente più aderente alle inclinazioni massoniche, era quello relativo al 15° del segno zodiacale del Cancro, in una sontuosa sala da pranzo gli ospiti si intrattengono dopo aver preso parte a un grande banchetto, così, entusiasta per la scoperta, telefonò al libraio con il quale aveva avuto grande consuetudine in passato, dal quale mi ero appena congedato, e se ne fece mettere da parte una copia, cosa che mi infastidì, perché Rudhyar si era raccomandato espressamente di non confondere i gradi zodiacali nell’attribuzione dei significati dei simboli sabiani: ognuno dei dodici segni zodiacali comincia infatti al 0° 0’ 01” e termina al 30° 0’ 0”, stesso discorso per il singolo grado, ad esempio il decimo grado di ogni segno zodiacale inizia al 9° 0’ 01” e finisce al 10° 0’ 0”.
Il fratello artigiano ne prenotò dunque una copia da utilizzare poi per coloro che gli avrebbero commissionato il disegno del tema natale, al quale avrebbe allegato i simboli sabiani dei gradi zodiacali occupati dai pianeti, sbagliandoli sistematicamente tutti, ma su questo aspetto della questione non potei farci nulla, se non riconoscere che gli astrologi massoni che frequentavo regolarmente in chat avevano almeno il merito di praticare operativamente la loro disciplina, soprattutto il loro boss ne capiva, e difatti, una delle prime volte in cui ci parlammo, commentò la mia dominante saturnina pronosticando: “Tu non ti fermerai presso alcun maestro”, cosa che si è verificata puntualmente, in quanto non mi è mai accaduto di incontrare qualcuno che stimassi incondizionatamente per vastità di conoscenza, elevata intelligenza, amore spassionato del vero e correttezza personale, e del quale, pertanto, potessi fidarmi ciecamente, come dovrebbe essere in una relazione tra maestro e discepolo, così, da sempre, mi trovo bene soltanto quando leggo libri di autori che hanno considerato la realtà in maniera oggettiva, perciò, valutata la pochezza dell’uomo, che, al di là dell’abilità di artigiano, aveva ben poco da dire sull’esoterismo, lo frequentai un altro paio di volte, l’ultima fu un mese dopo l’attentato al World Trade Center di New York dell’11 settembre 2001, a mezzogiorno avremmo dovuto osservare un minuto di silenzio, poi non ci andai più, proseguendo nella mia ricerca solitaria che si rivelò proficua soprattutto dal momento in cui abbandonai la massoneria, che mi rubava tempo, denaro, energie fisiche e mentali.
L’autore del libro sui simboli sabiani, Dane Rudhyar, un francese registrato all’anagrafe come Daniel Chennevière trasferitosi da giovane in America dove assunse un nuovo nome mutuandolo dal termine sanscrito rudra, il rosso, che significa letteralmente “il terribile, colui che urla”, divinità maschile vedica che regna sulle tempeste e viene identificata a volte con il dio del fuoco o con l’aspetto distruttivo di Śiva, simbolo di un’azione dinamica paragonabile all’energia elettrica liberata attraverso il fulmine, fu, oltre che astrologo, musicista, pittore, poeta, filosofo e massone, e, come tale, infarciva i suoi scritti con abbondanti divagazioni di carattere libero muratorio che allora, fresco di iniziazione ed ancora incerto nel giudizio, facevano sì che gli attribuissi una considerazione maggiore di quel che meritava; atteggiamento comprensibile il suo, dato che scriveva per un pubblico, quello americano, dalla psicologia semplice, facile alle suggestioni ed agli entusiasmi, che credeva fermamente nell’avvento di una Nuova Era di pace, prosperità e fratellanza universale, secondo il disegno del Grande Architetto Dell’Universo tracciato fedelmente sulla tavola di loggia dai devoti figli della vedova, anche se, devo dargliene atto, colse l’essenza di alcuni aspetti pratici dell’astrologia e definì una filosofia che ne orientasse l’uso, per quanto ignorasse, anche lui, la sostanza del tempo, che ne fa una conoscenza tradizionale che ricollega Macrocosmo e Microcosmo in un unico respiro e restituisce senso, significato e scopo all’uomo smarrito nell’angoscia del nichilismo della modernità.
Rudhyar, nel libro Il Ciclo delle Trasformazioni, intitolato originariamente An Astrological Mandala, riesaminò i simboli sabiani e li reinterpretò mettendone in luce le caratteristiche di serie ciclica e strutturata che formalizza e rivela il significato archetipico di 360 fasi basilari dell’esperienza umana, spiegando che essi nacquero ad opera dell’astrologo Marc Edmund Jones, che nel 1925 preparò 360 cartoncini su ciascuno dei quali aveva scritto, sul retro, il grado del segno zodiacale al quale si riferiva, dai quali, mischiandoli in continuazione, estraeva a caso una carta annotandovi poi sopra l’immagine visualizzata dalla chiaroveggente Elsie Wheeler, una donna storpiata dall’artrite che viveva su una sedia a rotelle: i due parcheggiarono l’automobile in un punto solitario del Balboa Park, a San Diego, in California, ad un tiro di sasso da un affollatissimo incrocio cittadino, ed elaborarono, nell’arco di una sola giornata, dividendola in quattro parti dedicate ciascuna ai simboli relativi ad un quarto dello zodiaco tropico e trascorrendo gli intervalli girando in auto nel parco e facendo colazione fuori città, una serie di simboli per i 360 gradi zodiacali aderente ai costumi ed alla mentalità della società americana contemporanea che superava quelle antiche riferentisi a dimensioni di esperienza ormai estranee alle consuetudini moderne, e, considerato che essa si dimostrò in seguito ricca di senso interno, ritenendo fosse intervenuta un’intelligenza invisibile, Jones le assegnò il nome Sabiano, credendo derivasse dagli antichi sumeri di Mesopotamia, che per primi svilupparono l’astrologia.
Affascinato dall’origine della serie dei simboli sabiani riferiti ai 360 gradi di longitudine dello zodiaco tropico, lessi il significato di quelli relativi ai gradi occupati dai pianeti nel grafico astrologico della mia genitura, intuendone l’affinità con la mia natura più profonda:
SOLE: 17° del Cancro. “La manifestazione di potenzialità molteplici emananti da un germe originale”. Nota chiave: Il desiderio della vita di attivare il potenziale della nascita di ciascuno.
LUNA: 15° del Toro. “La testa coperta da un alto cappello di seta, imbacuccato contro il freddo, un uomo sfida la tempesta”. Nota chiave: Il coraggio necessario per affrontare crisi provocate da ambizioni sociali.
MERCURIO: 2° del Cancro. “Un uomo su un tappeto magico sorvola una larga area di terra”. Nota chiave: La capacità di espandere la propria coscienza stabilizzando il proprio punto di vista a un livello più elevato.
VENERE: 3° dei Gemelli. “I giardini delle Tuileries a Parigi”. Nota chiave: La formalizzazione di ideali collettivi attraverso l’applicazione di ragione e ordine ad aspetti della natura scoperti di recente.
MARTE: 2° del Sagittario. “Grandi onde bianche di schiuma rivelano la forza del vento sul mare”. Nota chiave: La mobilitazione di energie inconsce sotto la pressione di motivi soprannaturali.
GIOVE: 30° della Vergine. “Totalmente teso a completare un compito immediato, un uomo è sordo a ogni allettamento”. Nota chiave: La totale concentrazione richiesta per raggiungere qualsiasi meta spirituale.
SATURNO: 8° del Toro. “Una slitta su una terra non ancora ricoperta di neve”. Nota chiave: Il valore di anticipare condizioni prevedibili.
URANO: 1° della Bilancia. “In una collezione di perfetti esemplari di numerose forme biologiche, una farfalla mostra la bellezza delle sue ali, il corpo trafitto da un dardo sottile”. Nota chiave: La realtà archetipica immortale rivelata da una vita perfetta e consacrata.
NETTUNO (retrogrado): 27° dello Scorpione. “Una banda musicale marcia rumorosamente attraverso le strade della città”. Nota chiave: La glorificazione aggressiva di valori culturali.
PLUTONE: 23° della Vergine. “Un domatore di leoni mostra la sua abilità e il suo carattere”. Nota chiave: Il bisogno di domare le proprie energie vitali per soddisfare il proprio destino.
NODO LUNARE NORD (retrogrado): 25° dei Pesci. “Una organizzazione religiosa riesce a vincere l’influenza corruttrice di pratiche perverse e di ideali materiali”. Nota chiave: Il potere dell’Anima di intervenire nella vita personale e di indurre le necessarie catarsi.
Dodici anni fa, però, mentre sprofondavo nell’angoscia esistenziale che mi avrebbe portato infine ad abbandonare tutto per seguire soltanto me stesso, non potevo immaginare quanto ciascuno di questi simboli concordasse con le tendenze più profonde del mio carattere, e difatti allora, con la biografia devastata dalla razionalizzazione dell’esistenza operata dalla modernità, che omologa gli uomini per mezzo dell’istruzione di massa e del lavoro retribuito, per uniformarli al livello medio e mediocre dell’ultimo uomo di nietzschiana memoria al fine di eguagliarne le sorti per non far risentire gli ultimi, negando così carattere, vocazione e destino individuali che rendono unica ogni esistenza reale, mi parve particolarmente calzante il significato del grado zodiacale occupato da Mercurio, che misi in relazione con la complessità della mia mente, essendo tale divinità legata al pensiero, collegando la capacità di espandere la coscienza stabilizzando il proprio punto di vista ad un livello più elevato allo studio dell’astrologia, alla quale avrei affidato in seguito il compito di ricollegare l’uomo concreto ad un principio di ordine universale, la corrispondenza effettiva tra Macrocosmo e Microcosmo e la fondamentale unità del Tutto, sfatando così il nichilismo del mondo moderno ed introducendo i germi di un paradigma fondato su valori di spiritualità e gerarchia, mentre ora, che procedo da tredici anni lungo la strada che avrei percorso naturalmente se fossi stato libero di svilupparmi secondo la mia legge interiore, riconosco ad ognuno dei simboli sabiani relativi ai gradi zodiacali occupati dai pianeti nel grafico astrologico della mia genitura una peculiare corrispondenza con la mia essenza.
Il simbolo sabiano relativo al grado zodiacale occupato dal Sole, il mio centro vitale, richiama il desiderio di attivare il potenziale di nascita di ciascuno, cosa che farei molto volentieri per mezzo dell’astrologia, se riuscissi a trovare un luogo ove effettuare consulti ad offerta libera a persone interessate alla propria crescita interiore; quello relativo alla Luna, che, governando il Fondocielo nel segno zodiacale del Cancro, rappresenta le origini che vorrei superare, descrive il coraggio necessario ad affrontare crisi provocate da ambizioni sociali, e difatti è tutta la vita che attraverso tempeste intabarrato nel mio cappotto nero carico di inverni anelando la mia affermazione; quello relativo a Venere, che, governando l’Ascendente nel segno zodiacale del Toro, rappresenta me stesso, indica lo sforzo di formalizzare ideali collettivi esponendo in maniera cristallina il quadro generale oggettivo dell’esistenza elaborato nel corso dell’ultimo decennio; quello relativo a Marte, che co-governa la XII casa natale, le prove e la fine delle cose, esprime appieno il fatto che non ho deciso io di fare ciò che faccio seguendo la mia vocazione, ma tutto si è formato spontaneamente secondo un disegno preordinato che diviene sempre più chiaro via via che proseguo nella mia ricerca; quello relativo a Giove, che governa le case VIII e IX, i valori condivisi e le dottrine superiori, indica la totale concentrazione che mi assorbe quotidianamente nel compito di definirne una visione limpida ed operativa capace di modificare istantaneamente la visione generale del mondo di chi mi legge, ingenerando in lui una metanoia; quello relativo a Saturno, pianeta governatore del Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno, l’immagine della mia realizzazione, riguarda sia l’intuizione delle memorie del futuro, alle quali anelo ricongiungermi, sia l’attuale situazione di crisi politica ed economica presagita fin dalla prima metà degli anni Novanta, che trovano entrambe soluzione nella formazione di un’élite; quello relativo ad Urano, che, governando l’XI casa natale, indica i miei progetti, è rappresentato concretamente dalla mia autobiografia in chiave astrologica, che, coagulando il mio pensiero e fondendolo con la mia storia personale, fa della mia esistenza un modello di vita consacrato ed archetipico; quello relativo a Nettuno retrogrado, che governa la XII casa natale, rimanda alla glorificazione aggressiva di valori culturali, cosa che traspare chiaramente dal mio stile di scrittura, che è qualcosa che mi porto dietro dal passato karmico; quello relativo a Plutone, che, governando il Discendente nel segno zodiacale dello Scorpione, i miei alleati, rimanda al bisogno di dominare me stesso, forse con il loro aiuto, considerato l’aspetto angolare di trigono che il Signore di Ade forma con il Mediocielo, indica una rettificazione che si rende necessaria al fine di raggiungere la mia meta e soddisfare il mio destino; quello relativo al Nodo Lunare Nord, infine, richiama la capacità di intervenire nelle situazioni di crisi vincendo l’influenza corruttrice di pratiche perverse e di ideali materiali mediante un’organizzazione spirituale da creare ex novo.
Rispolverare questo libro, dopo oltre un decennio di oblio, e sorprendermi per come ogni simbolo sabiano associato ai gradi di longitudine zodiacale occupati dai pianeti nel grafico astrologico della mia genitura concordi con ciò che sono ora, mi fa comprendere quanta strada abbia percorso in vista del ricongiungimento di me stesso con il dovere per cui sono nato, e se l’utilizzo dei simboli sabiani può rivelarsi utile a chi fatica a riconoscersi nella traduzione verbale del proprio tema natale, mandala personale modellato dall’essere che descrive ciò che si deve diventare, in quanto mostrano con l’immediatezza delle immagini sprazzi vividi di se stessi, è da rigettare il suggerimento di Rudhyar di utilizzare la serie dei simboli sabiani alla stregua dell’oracolo cinese dell’I Ching, rappresentando quest’ultimo la successione ordinata di 64 fasi archetipiche di trasformazione della totalità cosmica, considerato che in esso è contenuta una saggezza antica di tre millenni, e lui, proponendo una cosa del genere, dimostrò di non avere il senso della misura, come peraltro la generalità dei massoni.

Annunci

Info Domenico Coluccio
Domenico Coluccio, astrologo e scrittore – Roma

Lascia un commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: