L’interpretazione della carta natale


L’oroscopo di Wallenstein compilato da Keplero nel 1608

L’oroscopo di Wallenstein compilato da Keplero nel 1608

Se ora sono un astrologo lo devo più alla necessità di comprendere me stesso e le ragioni fondamentali della mia storia personale, devastata dalla razionalizzazione economica dell’esistenza e dal nichilismo della modernità che mi pervadeva negandone il senso, che non ad una passione o ad un interesse culturale: per me, infatti, l’astrologia non è un hobby da praticare nel tempo libero per distendere i nervi e riposarmi, ma il linguaggio stesso in cui si esprime la vita, e, per arrivare ad interpretare carattere e destino dell’uomo concreto basandomi sulla conoscenza dei suoi dati di nascita, ho dovuto affrontare alcuni problemi di carattere pratico, primo fra tutti quello di erigere il grafico astrologico della genitura, fondamento oggettivo dell’interpretazione astrologica.
A tal riguardo la rete offre gli strumenti necessari per praticare l’astrologia in maniera veloce e gratuita, dal vecchissimo programma Astrolog 5.40, che utilizzo tuttora per l’abitudine ultradecennale alla sua grafica scarna ed essenziale nella quale scorgo a colpo d’occhio la forma del tema natale, alla sua evoluzione Astrolog 32, funzionante su piattaforme Windows fino alla versione XP, sino al software StarFisher, caratterizzato da una grafica decisamente migliore ma con funzioni più limitate, e, come specifica la guida, non totalmente affidabile nei regimi orari delle nascite antecedenti la seconda guerra mondiale; per essere certi di aver eretto il grafico astrologico della genitura in maniera corretta si possono utilizzare più programmi astrologici contemporaneamente, oppure consultare i servizi gratuiti offerti da Astro.com, che però utilizza un’orbita di 10° per tutti gli aspetti angolari, considerandone più di quanti ve ne siano in realtà, e da Astrotheme.com, che restituisce un grafico interattivo in cui, cliccando sui vari elementi della carta del cielo, se ne ottiene un’interpretazione in lingua inglese.
Questi ultimi due siti Internet offrono poi l’accesso e la consultazione gratuita di corposi database di dati natali di personaggi pubblici, Astro-Databank e Celebrities Horoscopes, utili per impratichirsi della materia verificando la corrispondenza dei loro grafici astrologici con le loro vite, le loro relazioni e gli eventi fondamentali loro accaduti; il primo, inoltre, nella pagina Swiss Ephemeris for Users, pubblica gratuitamente effemeridi astrologiche per 6000 anni basate sull’ultima versione delle effemeridi planetarie e lunari DE 405/406 sviluppate dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, mentre il sito Khaldea.com rende disponibile la serie di effemeridi planetarie che va dall’anno 600 a.C. all’anno 2400 d.C., e, per coloro che desiderano essere sempre informati sull’ora planetaria corrente, il programma astrologico gratuito ChronosXP fornisce anche informazioni sulla fase lunare in corso.
Una volta eretto il tema natale occorre prendere confidenza con i suoi vari elementi, e per farlo bisogna procurarsi dei manuali adeguati che spieghino i significati loro attribuiti ed il modo di combinarli per addivenire ad una sintesi intuitiva dell’esistenza alla quale si riferisce, ma poiché non esiste un trattato di astrologia universalmente riconosciuto come valido, in cui siano illustrati chiaramente il fondamento della disciplina e siano sviluppati organicamente i contenuti, bisogna armarsi di pazienza ed estrarre i diversi tasselli dell’interpretazione dai libri scritti da astrologi caratterizzati da concezioni del mondo radicalmente diverse esposte in epoche molto distanti tra loro, avendo cura di depurare il dato effettivo, che consente di interpretare efficacemente determinati aspetti della carta natale, dalla visione generale del mondo dell’autore, e ciò fin quando non verrà scritto un manuale esaustivo che riordini la materia.
E difatti, negli anni dell’angoscia esistenziale, quando il terreno sembrava mancarmi sotto i piedi, la mia identità sociale si andava disgregando e, di lì a poco, avrei abbandonato tutto per seguire soltanto me stesso, avendo trovato nell’astrologia un supporto oggettivo per la meditazione sul mio carattere e sulla mia biografia, un mandala personale modellato dall’essere che mi avrebbe rivelato infine la chiave del destino, cercai di interpretare il grafico astrologico della mia genitura con i mezzi a mia disposizione, ma mi imbattei nella difficoltà di districarmi tra le pubblicazione astrologiche in commercio, quasi tutte di provenienza estera, non esistono astrologi italiani che meritino di essere letti, quelli che conoscono le lingue si limitano a tradurre libri scritti da autori stranieri, per cui dovetti effettuare delle scelte.
Nel lungo peregrinare tra i testi astrologici, iniziato sfogliando libri nelle librerie del centro storico di Roma e durato forse un paio di anni, forse meno, accompagnato dagli acquisti dei volumi che consideravo importanti e conclusosi setacciando i cataloghi librari nella foresta del Ribelle, già immerso nel turbine di letture sugli argomenti più disparati che mi avrebbero fornito i tasselli della visione del mondo che porto da sempre dentro di me, acquistai per primo il corposo volume di Nicola Sementovsky-Kurilo intitolato Astrologia, trattato completo teorico-pratico, edito da HOEPLI, nell’ottava edizione aggiornata, ma soltanto molto tempo dopo trovai nel Trattato pratico di astrologia di André Barbault, edito da Astrolabio-Ubaldini, un testo che si avvicinava allo schema di un manuale esaustivo, anche se l’autore rinunciava a fornire una spiegazione sul fondamento della disciplina.
L’astrologo francese, nato nel 1921 e studioso di astrologia fin dall’età di quattordici anni, apriva il suo trattato, pubblicato in Francia nel 1961 ed in Italia nel 1979, affermando che, essendo scrupoloso nella pratica astrologica, si era liberato progressivamente di ciò che non aveva superato la prova di una verifica empirica, e, pertanto, offriva al lettore un insegnamento accettabile tale da introdurlo ad una sana pratica astrologica, ma tale insegnamento non si sarebbe potuto concepire senza un’applicazione, perciò l’aveva illustrato riferendolo ad un insieme di personaggi storici, e, per evitare la critica di aver scelto soltanto i casi adatti allo scopo, che gli sarebbe stata avanzata se avesse selezionato dei personaggi tra le migliaia di politici, artisti, scienziati, scrittori di cui possedeva i dati, aveva deciso di prendere l’intera collezione dei re di Francia, dei quali è nota l’ora di nascita dal primo all’ultimo, e di considerarne la serie obbligatoria di casi, e, data l’esiguità del numero, vi aveva aggiunto i soli personaggi importanti della storia francese dei quali si conoscono le ore di nascita: Caterina dei Medici, Richelieu, Mazarino, Colbert, Maria Antonietta, Robespierre, Napoleone I e Napoleone III.
Dopo aver riportato alcune opinioni di personaggi storici sull’astrologia, nei tre capitoli della parte prima Barbault spiegava in maniera stringata come erigere una carta del cielo, introducendo la sfera terrestre e quella celeste, con i rispettivi sistemi di coordinate, l’ora locale, legale ed estiva, la domificazione, le posizioni planetarie e gli aspetti angolari, quindi offriva alcune verifiche e prove tratte dagli studi statistici di Michel Gauquelin sulla ripartizione dei pianeti nel movimento diurno, riportandone l’affermazione che “esiste una relazione certa fra le posizioni degli astri del sistema solare al momento della nascita e una determinata attività della vita degli uomini”, prima constatazione di un fatto astrologico, conferma scientifica della regola astrologica secondo la quale l’astro alla levata ed alla culminazione, e, in misura minore, al Discendente ed al Fondocielo, assume valore dominante, nonché del significato simbolico delle funzioni e professioni attribuite tradizionalmente ai pianeti, ed infine esponeva i significati delle determinanti terrestri, le qualità caldo e freddo, umido e secco, e dei quattro elementi, Acqua, Aria, Fuoco, Terra, riferendoli ai quattro temperamenti della medicina antica.
Di particolare interesse, nel capitolo secondo, oltre al sunto degli studi statistici di Gauquelin sulla posizione dei pianeti nel moto diurno, che confermano il ruolo predominante di Marte nei comandanti militari e nei campioni sportivi, di Giove negli uomini politici di alto rango e negli attori celebri, e di Saturno negli scienziati, conformemente alle associazioni tradizionali tra professioni e pianeti, era la conferma statistica, dovuta allo stesso Gauquelin, del fenomeno dell’ereditarietà astrale, considerato che i genitori nati con un pianeta in posizione angolare hanno la tendenza a generare figli nati con il medesimo pianeta in posizione angolare, testimonianza che non si nasce a caso, ma entro finestre temporali che riproducono la configurazione astrale relativa ai propri carattere e destino, spiegando così il fenomeno dell’ereditarietà della professione, ad esempio nei militari nati con Marte dominante, che in tal modo trasmettono la loro vocazione ai figli nati con la medesima dominante astrologica.
Nella parte seconda Barbault spiegava gli elementi fondamentali dell’interpretazione astrologica, distinguendoli in semplici, lo zodiaco tropico, le case ed i pianeti, e composti, i pianeti nei segni, i pianeti nelle case e gli aspetti angolari, essendo ogni configurazione una costellazione di unità composite più o meno numerose, ma, precisava l’autore, occorre un giudizio rigoroso ed una buona conoscenza per concatenare in serie i vari elementi, dall’unità semplice a quella composta, e dall’unità composta all’unità complessa, in quanto lo scopo di una vera e propria analisi astro-psicologica, lungi dal contentarsi di una semplice descrizione del carattere, è quello di “costruire”, anzi, di “ricostruire” verosimilmente l’uomo concreto a partire dalle forze profonde e dai meccanismi interiori che lo determinano, e solo dopo averlo compreso comincia la possibilità di prevedere, nei limiti di una previsione razionale, quello che potrà fare, subire o divenire, poiché non sono gli avvenimenti come tali ad essere “scritti” nella carta del cielo, ma solamente la condotta psicologica che li spiega, li giustifica e li determina.
Quest’ultima osservazione è vera solo in parte, in quanto, ed è facile constatarlo, i transiti planetari segnano non soltanto le sollecitazioni psicologiche che inducono mutamenti d’animo, pur senza riuscire a provocare eventi esteriori, oppure quelle che, per intensità, riescono a produrre, consciamente o inconsciamente, azioni volte a soddisfare un desiderio o una tendenza interiore, ma, e ciò accade in concomitanza con transiti particolarmente intensi per precisione, durata e coinvolgimento di più pianeti lenti, durante le rotture dell’orbita o gli inneschi di pianeti veloci, anche eventi esterni del tutto indipendenti dalla volontà della persona alla quale si riferisce il tema natale, e stupisce che Barbault, che ha studiato i transiti planetari nei temi natali degli uomini politici, non abbia considerato che l’ascesa al potere, indicata da transiti di pianeti lenti rispetto ai punti sensibili della carta del cielo, non è frutto della semplice psicologia dell’uomo che ascende, soprattutto quando l’ascesa giunge inaspettata.
Il primo elemento semplice nella tastiera simbolica che compone il grafico astrologico della genitura preso in considerazione da Barbault, lo zodiaco tropico, che l’autore definisce sì un orologio celeste, ma non il quadrante di un orologio cosmico che scandisce il tempo del destino, non avendo coscienza della sostanza del tempo, rappresenta una figura ricca di insegnamenti, un libro di immagini dell’umanità che non cessa di parlare a chi l’interroga, essendo, per le sue strutture geometriche, matematiche, dialettiche e simboliche, e per le sue implicazioni mitologiche, filosofiche e metafisiche, veramente una, se non l’unica chiave simbolica dell’universo, che egli espone sotto il profilo psicologico presentando la gamma umana dei dodici segni zodiacali, indicandone il simbolismo, la psicologia, la dialettica ed il destino, terminando con l’enunciazione dei personaggi storici della serie presa in considerazione che vi appartengono, ai quali aggiunge casi celebri di nati con il Sole in ciascun segno zodiacale.
Il secondo elemento semplice preso in considerazione da Barbault, le dodici case astrologiche, da lui definite settori, è legato al simbolismo del ciclo giornaliero, ma si può anche stabilire un’equivalenza simbolica fra il giorno e l’anno, e poiché l’Ascendente rappresenta l’inizio del ciclo diurno, come il 0° dell’Ariete l’inizio di quello annuale, esiste un rapporto preciso fra la casa I e l’Ariete, fra la casa II ed il Toro, e, così continuando, fra la casa XII ed i Pesci, e, nella misura in cui si può riconoscere ad un fattore astrologico la capacità di esprimere un dato oggettivo, il segno zodiacale sta alla corrispondente casa come una condizione soggettiva sta alla realtà oggettiva, così, poiché il Toro è un segno orale che si riferisce alle tendenze ad acquisire, alla possessività, la casa II rappresenta le finanze, il denaro guadagnato, la fortuna; pertanto le case sono i segni di uno zodiaco terrestre ed il loro significato è quello di una “materializzazione” delle tendenze zodiacali celesti, i loro attributi costituiscono quindi la base dell’esistenza concreta e ciascuna di esse rappresenta un settore particolare della vita, un tipo particolare di rapporto dell’essere con il campo che questo settore concerne, riferendosi all’attitudine che il soggetto assume in esso, lasciando dunque intravedere le cose che possono derivarne.
Infine Barbault prendeva in considerazione il terzo elemento semplice dell’interpretazione astrologica, i pianeti, spiegandone la relazione di domicilio, notturno e diurno, sui segni zodiacali, la Luna sul Cancro ed il Sole sul Leone, e poi, in ordine di distanza crescente dal Sole, Mercurio rispettivamente sui Gemelli e sulla Vergine, Venere sul Toro e sulla Bilancia, Marte, per il quale la distinzione si inverte, sull’Ariete e sullo Scorpione, Giove sui Pesci e sul Sagittario, Saturno sull’Acquario e sul Capricorno, aggiungendovi quindi i tre pianeti trans-saturniani, per i quali si discende lungo il lato notturno dello zodiaco tropico, che governano rispettivamente Urano l’Acquario ed il Capricorno, Nettuno i Pesci ed il Sagittario, Plutone, invertendo il rapporto, lo Scorpione e l’Ariete, illustrando le caratteristiche di ciascun pianeta sotto il profilo delle analogie astronomiche, dell’elemento cui appartiene, dell’età della vita cui corrisponde, del principio generale, del temperamento, delle funzioni fisiologiche, della fisiopatologia, della caratterologia, delle funzioni psicologiche, della psicopatologia, della morfologia, delle professioni, delle arti, del destino, dei personaggi rappresentati, dell’aspetto sociale cui si riferisce, concludendo con un elenco di personaggi celebri riferibili a ciascuna dominante planetaria.
Barbault prendeva quindi in considerazione il primo dei tre elementi composti, i pianeti nei segni, spiegando che, dovendo considerare il gioco dei movimenti degli astri del sistema solare e la tela di fondo zodiacale su cui tali spostamenti si proiettano, è buona norma unire le due cose in una: non è infatti possibile separare il pianeta dal segno in cui si trova, che il primo appaia tinto con le tonalità dei valori del secondo, o che sia il secondo a tingersi delle tendenze del primo, occorre realizzarne una sintesi, e ciò avviene in riferimento al sistema dei domicili, dove un pianeta ha la massima affinità con il segno e la massima potenza, e degli esili, collocati nel segno opposto, dove discorda al massimo, ma ha anche una dignità, l’esaltazione, ove acquista una maggiore potenza, ed una caduta, nel segno opposto, dove la potenza diminuisce, e ciò in quanto i segni zodiacali non possono essere ridotti al solo valore del pianeta che li governa, perciò occorre considerarli sotto il profilo combinato della dominante planetaria, domicilio o trono, e della sotto-dominante, l’esaltazione; seguiva l’enunciazione del rapporto psicologico fondamentale relativo alla posizione di ciascun pianeta nei dodici segni zodiacali, dalla Luna a Plutone, trascurando l’Ascendente ed il Sole, che si riferiscono alla personalità e non fanno altro che valorizzare il contenuto del segno in cui si trovano senza orientarlo in modo particolare.
Barbault introduceva poi il secondo degli elementi composti del tema natale, i pianeti nei settori, definendolo come la determinazione locale di un processo generale nel quale la proprietà specifica di un astro agisce nel campo particolare della vita rappresentato dal settore occupato, spiegando che quello in cui si trova il Sole è spesso il centro dell’esistenza, il luogo della principale esperienza della vita; quello in cui si trova la Luna è il luogo in cui l’essere è più vicino all’infanzia ed all’istinto; quello in cui si trova Mercurio è un luogo di rapporti, di contatti, di scambi, di legami spirituali, di intellettualità, di mobilità e di variabilità; quello in cui si trova Venere è un luogo in cui l’essere gioisce dell’amore, dell’affetto, della simpatia o del favore altrui; quello in cui si trova Marte è un luogo in cui si affermano le tendenze aggressive e passionali; quello in cui si trova Giove indica dove si hanno profitto, abbondanza, acquisizione, facilità, fortuna, successo, riuscita, espansione materiale, sociale o affettiva; quello in cui si trova Saturno è un luogo di mancanza, di privazione, di restrizione, di difficoltà, di ritardo, o anche di perdita, di abbandono, di distacco; quello in cui si trova Urano indica la zona nella quale l’essere, in caso positivo, risulta al massimo originale, individualista, indipendente, e, in caso negativo, inadattabile e rivoluzionario; quello in cui si trova Nettuno indica il luogo in cui il soggetto appartiene al massimo alla comunità; quello in cui si trova Plutone è il luogo in cui l’essere si impegna negli istinti più primitivi e manifesta impulsi fra i più imperiosi.
Barbault illustrava infine il terzo degli elementi composti dell’interpretazione del grafico astrologico, gli aspetti tra i pianeti, che giocano un ruolo importante in quanto su di essi riposa la parte essenziale della struttura del tema natale, i quali sono essenzialmente dei rapporti basati su uno scarto angolare particolare che si stabilisce tra due astri ed in virtù del quale questi esercitano un’azione comune: partendo dal principio che ogni astro è espressione di una tendenza, o di una funzione, l’aspetto determina una relazione fra le due tendenze, o funzioni, rappresentate dagli astri, e, per analizzarlo correttamente, occorre prenderne in considerazione, in modo distinto, la natura, congiunzione, opposizione, quadrato, trigono, sestile, la materia, ossia la combinazione derivata dalle peculiarità dei due pianeti in aspetto tra loro, dei segni nei quali si trovano e di quelli che governano, e, infine, l’orientamento, in funzione dei settori nei quali i pianeti che formano gli aspetti sono rappresentati, che localizzano la manifestazione dell’aspetto in un campo o nell’altro dell’esistenza, considerando le case occupate e le case governate; seguiva una nota sull’interpretazione degli aspetti e l’elenco dei significati, in alcuni casi piuttosto stringati, delle combinazioni planetarie tra gli astri.
Nella parte terza del suo trattato, dedicata alle interpretazioni, Barbault spiegava come decifrare un tema natale partendo dall’individuazione della dominante, che si determina imparando a riconoscere l’importanza di ciascuna configurazione in rapporto all’insieme della carta del cielo, in modo da darle il posto giusto in un rapporto di forze con gli altri fattori, fissandone così il grado di intensità; la dominante di un tema, infatti, non è altro che il primo fattore in ordine di potenza, quello che, avendo il maggior rilievo o intensità, svolge il ruolo di capofila: tale privilegio può essere accordato ad un segno zodiacale, se risulta molto occupato, in quanto tanto più un segno è occupato tanto più è forte, ma, come regola generale, il privilegio del ruolo di dominante spetta sia ad un pianeta, integrato all’insieme, che a vari pianeti costituenti un complesso unico al quale partecipano segni, case ed aspetti, un’unità originale dalla quale l’intero tema trae significato e dimensioni, e la sua importanza è data dal fatto di essere legata alla nozione stessa di segnatura, espressione di uno stile generale, di un’etichetta sovrana che caratterizza la composizione sintetica di un essere e di un destino, esprimendo l’orientamento generale del soggetto, la base che determina l’attitudine globale di fronte alla vita e che annuncia, al tempo stesso, il modo di vivere concreto, a tal punto l’essere fa corpo con il proprio destino.
Barbault enunciava poi la regola di lavoro che racchiude gli elementi-chiave del problema: più una configurazione natale è specifica, cioè più è aderente al momento della nascita, ossia all’incrocio preciso del luogo e dell’istante, e più caratterizza, cioè “segna”, maggiormente l’individuo, e ciò in quanto una configurazione di pianeti lenti che dura vari anni costituisce, di per sé, un elemento minore, il meno adatto a caratterizzare l’individuo, mentre una configurazione fra pianeti rapidi, o fra pianeti rapidi e lenti, è, sempre di per sé, un elemento particolare, già più significativo, e difatti, considerando il moto dei pianeti lungo lo zodiaco tropico e nel movimento diurno, dalla più lunga configurazione nettuniana alla più breve lunare si passa da una durata di molti anni ad un periodo di poche ore, e questo avviene per gli aspetti, per i passaggi nei segni e per tutto il resto; si assiste quindi, dalla progressione quasi inapprezzabile degli astri lontani ai fugaci giri di pista lunari, ad una serie di processi di integrazione sempre più individuali, emerge dunque il valore dei Luminari e dei pianeti inferiori, Sole, Luna, Mercurio e Venere, personificazioni di funzioni vitali specifiche, simboli di veri e propri organi biopsichici, e, in quest’ottica, gli astri rapidi “valorizzano” necessariamente i pianeti lenti, nella misura in cui questi ultimi “colorano” le funzioni rappresentative dei rapidi, la qualità è fornita dai primi, il campo di azione dagli altri.
Se i luminari hanno un potere di valorizzazione superiore a quello dei pianeti rapidi, esiste tuttavia un fattore il cui potere è ancora più forte, essendo il più mobile, e, pertanto, il più adatto a conferire peculiarità al tema, derivando dal movimento di rotazione terrestre, ossia gli assi dell’orizzonte e del meridiano, e, in particolare, i due angoli Ascendente e Mediocielo, i quali percorrono in media un segno ogni due ore e passano, da una mezz’ora all’altra, attraverso tutte le combinazioni possibili di aspetti angolari con i pianeti, qualificandosi come i fattori più specifici della nascita, pertanto l’interpretazione di un tema natale deve sempre cominciare dall’esame dei quattro angoli del cielo, l’indagine astrologica ha dunque inizio dalla considerazione dei fattori che variano più rapidamente e che esprimono la spinta delle tendenze maggiormente riferibili all’individuo, e, in quest’ottica, la presenza fisica di un astro ad uno dei quattro angoli costituisce la caratteristica più marcata, specialmente se tale astro si trova a meno di 10° dall’orizzonte o dal meridiano, anche se l’esperienza dimostra che l’influsso in questione si estende al di là di 10°, perlomeno per quanto riguarda l’Ascendente ed il Mediocielo: l’azione planetaria non si esaurisce bruscamente, ma scompare con lentezza, e può lasciare ancora tracce al 15°, sicché, in linea di massima, quando un astro è in posizione così angolare costituisce la dominante del tema.
Quando vari pianeti sono in posizione angolare, allora tutti partecipano alla formazione della dominante, in tal caso occorre stabilire una gerarchia delle partecipazioni tenendo conto della vicinanza, il più vicino all’orizzonte o al meridiano merita il ruolo di dominante, con prevalenza dell’Ascendente e del Mediocielo sul Discendente e sul Fondocielo, ma spesso la priorità non spetta all’astro che è più angolare, bensì ad uno che è situato meno bene, trovandosi più lontano da un angolo, che però associa al suo valore di angolarità un valore di governo o di aspetto con l’Ascendente o con il Mediocielo; qualora invece nessun pianeta fosse angolare, bisognerà ripiegare sull’Ascendente e sul Mediocielo, tenendo conto: a) del segno Ascendente (il pianeta governatore del segno ha diritto alla dominante a titolo di governo) e, in misura inferiore, ma non trascurabile, del pianeta che è esaltato in questo segno; b) degli aspetti dell’Ascendente (ogni pianeta in rapporto con l’Ascendente ha pure diritto alla dominante a titolo di aspetto), e, qualora gli aspetti all’Ascendente siano più di uno, si darà la priorità innanzitutto all’aspetto più esatto, poi a quello più forte (il maggiore precede il minore) ed infine a quello che fa intervenire i diritti di “governo” (l’aspetto di un pianeta che cade su un segno in cui il pianeta stesso è governatore o “esaltato”); c) degli aspetti del Mediocielo, analogamente a quelli dell’Ascendente.
C’è poi da considerare l’eventualità di un astro non angolare che non abbia alcuna priorità e che si limiti a svolgere un ruolo di co-dominante, cosa che si verifica quando un pianeta arriva a totalizzare, per governo e per aspetti, un insieme di fattori determinanti che lo rendono più potente del pianeta angolare: avendo i valori la stessa natura o essendo analogicamente vicini o paralleli, bisogna procedere per gruppi di notazioni e, successivamente, stabilire una contabilità e paragonare i totali ottenuti, in quanto la dominante non angolare assume il carattere di un sistema costellato composto di notazioni sparse, e, fra le molteplici notazioni presenti, si delineano vari sistemi costellati grazie al sistema dei raggruppamenti, ricercando i complessi di valori associati, il più importante è l’associazione formata da un segno zodiacale, da uno o dai suoi due governanti e dalla casa corrispondente al segno, ciò costituisce un’unità indissolubile o, perlomeno, una segnatura globale, e, in caso di segnature quasi gemellari, si deve fissare un rapporto fra dominante e sotto-dominante o fra componente e sotto-componente, calcolando la loro importanza in base al numero dei fattori che li compongono, la dominante risulta allora rappresentata dalla più ampia costellazione di punti convergenti.
Concludendo il discorso sull’individuazione della dominante Barbault precisava che non è necessario che essa venga formulata in termini planetari, il “centro di gravità” del tema che esprime la dominante può essere infatti ottenuto partendo da altri piani di riferimento, se questi possono raggruppare il maggior numero di elementi convergenti: gli elementi del quaternario (il tema ruota intorno ad un elemento, ad una qualità elementare), del ternario (Cardinale, Fisso, Mutabile), della polarità binaria (maschile o femminile) o anche dei valori direttamente psicologici, inibizione o impulsività, primarietà o secondarietà, attività o secondarietà, attività o passività, la cosa essenziale, in ricerche del genere, è scoprire quale sia il piano di riferimento che “rende” di più, che esprime al massimo la dominante ed il maggior numero possibile delle sue componenti, e la chiave del problema consiste appunto nel tentare di ottenere la più alta concentrazione di fattori analoghi; infine, dopo aver illustrato il metodo per individuare la dominante di un tema natale, l’autore procedeva ad applicarlo ai componenti la serie storica dei re di Francia presa in esame per esemplificare i criteri astrologici esposti nel suo trattato.
Barbault spiegava poi la determinazione dei settori, richiamando espressamente le regole interpretative codificate da Morin de Villefranche, autore della poderosa Astrologia Gallica, il quale introdusse nella ricerca astrologica una tecnica di interpretazione che consente di “localizzare” l’effetto dei significatori universali e di determinarli verso certe categorie di effetti, piuttosto che verso altri; procedendo dall’aspetto generale al particolare, Morin segnala innanzi tutto la determinazione che scaturisce dalla posizione di un astro in un determinato punto, che tinge della propria natura il settore nel quale si trova ed è relativa alla qualità dell’oggetto che la subisce, in quanto l’astro non viene considerato come un’entità isolata dal resto dell’universo, ma esiste una solidarietà, o interazione, fra i fattori costituenti le varie configurazioni, che può riassumersi in tal modo: a) ogni pianeta agisce sempre congiuntamente con il segno zodiacale in cui si trova; b) ciascun segno zodiacale opera sempre in dipendenza del pianeta che lo governa, sia attraverso la natura, sia per gli aspetti e la posizione del pianeta nel segno; c) ogni pianeta agisce sempre in dipendenza della natura e della posizione (relativa al segno, agli aspetti e talvolta alla casa: presenza e governo) del proprio governatore, cioè dell’astro che governa il segno occupato dal pianeta, perciò si parla di disposizione del primo da parte del secondo pianeta.
Nell’analisi di ciascuna configurazione astrologica bisogna distinguere lo stato celeste e lo stato terrestre dei pianeti: il primo concerne il simbolismo proprio dell’astro, quello del segno che esso occupa, la natura e la configurazione tipica del governatore e gli aspetti, e decide della qualità dei singoli effetti, mentre la loro categoria è assegnata dal secondo, che concerne la posizione dell’astro in rapporto all’orizzonte del luogo di nascita, cioè la sua presenza in un settore ed il governo esercitato in uno o in due altri settori, e decide sull’orientamento, ossia sulla categoria degli effetti della configurazione in tale o tal’altro campo della vita; questa considerazione dei due aspetti delle configurazioni astrologiche discende dalla regola fondamentale enunciata da Morin, ovvero che la prima cosa da osservare è quello che ciascun pianeta può significare in ragione della propria natura, quindi in ragione del proprio stato celeste, in altri termini, del segno zodiacale nel quale si trova, del governatore cui è sottoposto e dei rapporti, per congiunzione o aspetto, con altri pianeti, e, infine, ciò che esso significa in ragione del proprio stato terrestre, in altri termini, della posizione o del governo che esso esercita su tale o tal’altra casa natale.
Barbault riportava poi le regole elaborate da Morin riguardo i rapporti fra pianeti e settori, fondate su criteri determinati dal fatto che ogni settore rappresenta un “campo” della vita suscettibile di realizzarsi, ad esempio il matrimonio nella VII casa natale e la riuscita professionale nella X casa natale, per interpretare i quali è necessario considerare i quattro punti seguenti: 1) che gli “influssi” celesti possano realizzare l’oggetto della loro determinazione; 2) che possano impedirlo; 3) che possano, una volta che tale oggetto sia realizzato, distruggerlo nuovamente e 4) fare in modo che la realizzazione dell’oggetto interessi in maniera diversa l’individuo considerato, così che possa rappresentare per lui una fonte di felicità o anche di infelicità; è importante sottolineare che l’azione dell’astro su un settore si svolge in tre maniere diverse che dipendono: 1) dalla presenza dell’astro nel settore; 2) dal suo governo sul settore; 3) dall’aspetto con un astro situato nel settore o con il governatore del settore stesso, e, dei tre, la determinazione in rapporto alla presenza è la più potente, in quanto un astro presente in un punto è più efficace, per la sua azione diretta, di un astro che governa in quel punto (per il suo dominio sul segno) ma che ne è assente o che si limita a formare un aspetto con quel punto.
Sempre nell’ambito della determinazione del significato dei settori astrologici, Barbault introduceva la questione del governo, specificando che ciò che è stato detto a proposito di un pianeta nel settore si applica ugualmente al governatore del settore, così, se nessun pianeta occupa un dato settore, questo viene ad essere determinato dal pianeta che governa il segno occupato dal settore, in quanto un pianeta, per il semplice fatto di essere il governatore di un settore, anche se non vi si trova, stabilisce un’associazione o una fusione fra i significati del settore che occupa e di quello che governa, sicché si assiste ad una specie di trasferimento della tendenza planetaria del governo alla presenza, e, in questo transfert, i campi di azione dei due settori tendono a cooperare e la tendenza del pianeta è di cementare questa interazione; occorre tuttavia che i rispettivi effetti della presenza e del governo relativi ad un medesimo pianeta siano necessariamente e reciprocamente subordinati in modo tale che l’uno comporti l’altro, essi possono inoltre riguardare incidenti di vario genere ed essere estranei l’uno all’altro, e, in genere, nel rapporto presenza-governo, la combinazione tende nettamente verso i significati del settore occupato dal pianeta e ciò a causa della superiorità della presenza sul governo.
Infine, considerato che i pianeti agiscono attraverso i loro aspetti, la determinazione di ogni settore astrologico non è solo questione di presenza e di governo, ma anche di aspetti, sia quelli formati dal pianeta presente nel settore sia quelli del pianeta che governa il settore, e, se la presenza determina un’azione diretta, l’azione del governo avviene invece “per delega”, l’aspetto rappresenta dunque un apporto che si aggiunge alle due precedenti determinazioni ponendo l’avvenimento del settore in rapporto, in connessione ed in relazione con gli altri campi dell’esistenza, presentando l’evento nel suo contesto completo; ciascun pianeta agisce attraverso i propri aspetti: 1) secondo la propria natura simbolica; 2) secondo lo stato celeste, che qualifica tali aspetti; 3) secondo lo stato terrestre, posizione e dominazione; inoltre due pianeti in aspetto si caratterizzano reciprocamente nei significati dei settori di appartenenza, e quando uno stesso pianeta riceve due aspetti contraddittori non vi è alcuna neutralizzazione reciproca degli effetti, bensì due possibilità libere ed integre, mentre quando lo stesso pianeta riceve vari aspetti, quello più efficace, nella concorrenza che si stabilisce, è l’aspetto più esatto.
Barbault, dopo aver introdotto i tre elementi semplici dell’interpretazione astrologica, lo zodiaco tropico, le case natali ed i pianeti, ed i tre elementi composti, i pianeti nei segni zodiacali, i pianeti nelle case natali e gli aspetti angolari tra i pianeti, illustrate le regole formali per individuare la dominante di un tema natale ed effettuare la determinazione del significato dei settori astrologici, passava a spiegare la sintesi dell’interpretazione, specificando che la tecnica interpretativa di Morin de Villefranche è un metodo di analisi che ha per oggetto quel frammento della carta celeste chiamato settore, tuttavia non bisogna limitarsi a ritagliare il tema in dodici porzioni da interpretare isolatamente una ad una, in quanto tale frazionamento mutilerebbe una verità che risiede invece nella sintesi; il procedimento che porta ad una sana interpretazione prevede il confronto del tutto con la parte, dell’insieme con il dettaglio, dell’idea generale con il caso particolare, quel che conta è non dimenticare mai la dominante del soggetto, “segnatura” alla quale bisogna fare riferimento in ogni circostanza, che appare più o meno in tutti i settori dell’esistenza, essendo un’etichetta che indica un orientamento generale o una linea direttrice di cui si deve tenere conto in qualsiasi momento, rappresentando la costellazione principale del tema e, di conseguenza, un quadro di insieme rispetto all’elemento particolare che ci si propone di valutare.
Soltanto dopo aver preso in considerazione questa caratteristica generale del soggetto si può affrontare lo studio degli aspetti particolari dell’esistenza, che si basa su una duplice identificazione, quella che si riferisce al settore propriamente detto e quella che deriva dal significato simbolico dei pianeti, ma bisogna aver cura di confrontare gli elementi più soggettivi, e quindi più essenziali, rappresentati dalle tendenze dei pianeti, con gli orientamenti dei settori, che, in rapporto alle precedenti, hanno una qualità più oggettiva pur considerati da un punto di vista soggettivo: l’intero tema natale esprime infatti esclusivamente il soggetto, ed il mondo esteriore che viene evocato è anch’esso una sua funzione, quindi Barbault concludeva citando Morin: “Dobbiamo esaminare con la maggiore cura possibile se i pianeti che occupano una casa o che la governano sono in configurazione favorevole o sfavorevole con il pianeta analogo, per significato, a tale casa; poi, esaminare qual è lo stato celeste di quest’ultimo pianeta e la sua determinazione particolare nella figura tematica”, e, infine, illustrava come effettuare l’analisi dei differenti piani dell’esistenza, salute, ricchezza, riuscita, amore.
Barbault passava poi a considerare la dimensione dinamica del tempo precisando che è necessario impostare sempre il pronostico astrologico sul piano interiore, riferendolo a ciò che l’essere sente e prova, cioè ai fatti psichici, rinunciando così a spiegare gli accadimenti indipendenti dalla volontà coscia o inconscia del soggetto, eventi estranei alle determinazioni individuali che si connotano come eminentemente destinici, ed evitando di menzionare che in ogni tecnica previsiva le posizioni dei pianeti dipendono rigorosamente da quelle del tema radix, essendo stabilite una volta per tutte nell’atto d’esser nato, legame oggettivo tra carattere e destino, passando velocemente in rassegna le direzioni primarie, le direzioni simboliche, le direzioni secondarie ed i transiti planetari, la cui regola fissa è che l’importanza di una configurazione di transito dipende dalla sua durata, quanto più lento è il passaggio dell’astro sul punto sensibile tanto più notevole è l’effetto che può avere, e difatti i transiti più importanti sono quelli di Urano, Nettuno e Plutone, ai quali seguono quelli di Giove e Saturno, innescati dai transiti dei pianeti personali, che assumono valore autonomo solo quando Mercurio, Venere e Marte formano anelli di sosta su determinati gradi zodiacali, mentre quando due o più pianeti passano simultaneamente sullo stesso punto sensibile della nascita, o in aspetto con questo, si danno manforte.
Barbault enunciava quindi la regola fondamentale che i grandi eventi dell’esistenza avvengono di solito in coincidenza con transiti di congiunzione dei pianeti lenti, Urano, Nettuno, Plutone o Giove e Saturno in comune, sui punti vitali del cielo natale, Ascendente, Mediocielo, Discendente, Fondocielo, dominante, Sole, Luna e così via, specialmente se questi transiti maggiori sono scortati da direzioni importanti, e, nel caso la struttura del tema natale non consente che si verifichino, se non raramente, in rapporto ai punti vitali della nascita nel corso dell’esistenza, bisogna riferirsi ai transiti di aspetto, in particolare quelli di trigono ed opposizione, fermo restando che ciascun transito di congiunzione porta o stabilisce una situazione nuova, cioè segna l’inizio di un nuovo corso che successivamente si evolve, in quanto un avvenimento, creatosi sotto il transito di congiunzione, tende a dare risultati tangibili con il transito di sestile, porta problemi o conflitti interiori con il transito di quadratura, si sviluppa e raccoglie i frutti più generosi con il transito di trigono per giungere poi ad un’antitesi, al conflitto aperto ed alla distruzione, una volta arrivato al transito di opposizione, dopodiché l’autore concludeva il capitolo sulla diagnosi del tempo degli eventi con alcuni brevi cenni alle rivoluzioni solari e lunari.
Barbault esponeva per ultime alcune brevi considerazioni riguardo le affinità elettive, basandosi sull’osservazione che se il tema natale corrisponde al carattere dell’individuo, il confronto tra due carte del cielo dice qualcosa sulla qualità della relazione interpersonale, che si desume in riferimento a quattro tipi di fattori: 1) gli incontri dei pianeti, o congiunzione da un tema all’altro, di notevole importanza quella tra il Sole dell’uomo e la Luna della donna, per la sfera affettiva, o di Marte e Venere, per la sfera sessuale; 2) gli aspetti angolari fra le rispettive posizioni, che però non hanno la stessa importanza dell’incontro di due astri; 3) la ripetizione di configurazioni simili o analoghe, in quanto tali similitudini parziali spiegano taluni accostamenti; 4) la sovrapposizione degli aspetti da un tema rispetto all’altro, senza dubbio il più importante fra tutti gli elementi di comparazione, dopodiché, riportati alcuni esempi tratti dalla serie storica dei re di Francia, l’autore concludeva il suo trattato enumerando alcuni problemi di interpretazione lasciati in sospeso, concentrandosi dapprima su quelli derivanti da una mentalità magica che non ha nulla a che fare con l’astrologia, quindi su quelli, più sostanziosi, della difficoltà, che nulla toglie alla validità della disciplina, di cogliere talune volte il significato più appropriato di un simbolo astrologico, stante la varietà di sfumature che questo è suscettibile di assumere.
Rileggendo il trattato astrologico di André Barbault, ad un decennio di distanza dalla prima volta che lo feci, quand’ero ancora alla ricerca di una chiave di lettura del tema natale, e, soprattutto, mi premeva trovare il fondamento dell’astrologia, cosa che ho individuato nella sostanza del tempo e nella natura dello zodiaco tropico quale orologio cosmico che scandisce il tempo del destino, realizzo che si tratta di una lettura imprescindibile per chiunque voglia intraprenderne seriamente lo studio, e, rivedendo le interpretazioni che riguardano il grafico astrologico della mia genitura, comprendo che più vado avanti negli anni, più aderisco fedelmente a me stesso ed al compito che mi sta fitto nel cuore, più la mia vita vi somiglia, segno che ormai sono davvero me stesso, a dispetto di tutto e di tutti; rimane in sospeso, però, la questione della mancanza degli alleati indicati da Plutone, e, a partire da loro, del luogo dal quale emanare la mia influenza, indicato dal Sole nella III casa natale, e, infine, del raggruppamento omogeneo e coeso di persone indicato dalla congiunzione tra Giove ed Urano nella VI casa natale, del quale disporre per realizzare i miei progetti volti ad estinguere il paradigma corrente fondato su valori materialistici ed egalitari per sostituirlo con uno in cui prevalgano valori di spiritualità e gerarchia.

Info Domenico Coluccio
Domenico Coluccio, astrologo e scrittore – Roma

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