Un mandala personale modellato dall’essere

Grafico astrologico della mia genitura, o tema natale

Il grafico astrologico della mia genitura, unione del cerchio celeste dello zodiaco tropico e della croce terrestre degli assi della verticale e dell’orizzonte del luogo di nascita, rappresenta un mandala personale, supporto oggettivo per la meditazione su me stesso e sul mio destino

C’è una citazione di Carl Gustav Jung, della quale non riesco a trovare la fonte originale, per poterla riscontrare nelle sue opere complete, nell’epistolario o nelle sue memorie, riportata nel libro di Stephen Arroyo Astrologia, karma, trasformazione, le dimensioni interiori della carta natale, edito da Astrolabio-Ubaldini, che, per la sua concordanza con la realtà della mia esistenza, e non dubito che lo stesso valga anche per altri uomini, considerato che nella vita si gira sempre attorno agli stessi, pochi, limitati aspetti dell’esperienza umana, nel tentativo di ricomporli in un quadro organico nel quale potersi riconoscere e trovare il senso del proprio esserci nel mondo, ho collocato in apertura della mia autobiografia in chiave astrologica: « Ciò che accade a un individuo è caratteristico di lui stesso. Rappresenta un modello, e tutti i pezzi gli si adattano. Uno dopo l’altro, via via che la sua vita procede, vanno a posto secondo un qualche disegno pre-destinato. »
Tale disegno pre-destinato, ma Jung non ne fa menzione, nonostante nel suo epistolario abbia confidato a più di un corrispondente che, nei casi di pazienti per i quali gli era difficile fare una diagnosi, faceva redigere il loro oroscopo, che poi interpretava in chiave psicologica, è rappresentato in maniera archetipica dal grafico astrologico della genitura, unione del cerchio celeste dello zodiaco tropico e della croce terrestre degli assi della verticale e dell’orizzonte del luogo di nascita,
mandala personale modellato dall’essere che racchiude il carattere dell’uomo concreto ed il dovere che questi gli ha assegnato, che egli, nel corso dell’esistenza, seguendo le tappe prestabilite del destino evidenziate dallo sviluppo preordinato dei transiti planetari rispetto al tema natale, deve attuare coscientemente, poiché, non essendo causa sufficiente di se stesso, in quanto non si è creato da solo, non può comportarsi altrimenti che assecondando la necessità cosmica ed adempiendo il compito per cui è nato.
Il tema natale è infatti la chiave del destino che apre lo scrigno della conoscenza della propria personalità, dei lati luminosi e delle zone d’ombra sulle quali lavorare per esprimere pienamente se stessi e realizzare il compito per cui si è nati, ed i transiti planetari, che discendono rigidamente da esso, essendo lo sviluppo naturale del moto preordinato dei pianeti lungo lo zodiaco tropico dall’istante fatale della nascita, illustrano lo svolgersi predeterminato degli eventi relativi alla realizzazione del modello archetipico rappresentato dal grafico astrologico della genitura, che permane identico a se stesso per tutta la vita, costituendo una rappresentazione simbolica ed insieme oggettiva dell’essenza individuale: ne consegue che il compimento del destino è sempre e soltanto questione di tempo, in quanto, come il seme contiene in germe lo sviluppo dell’albero secolare, così l’uomo deve passare dalla potenza all’atto raggiungendo l’entelechia, condizione di perfezione di un ente che ha realizzato ogni sua potenzialità.
L’interpretazione del tema natale può essere infatti effettuata a partire dal primo vagito, quando il neonato stabilisce un rapporto autonomo con l’universo, e poiché esso permane identico per tutto il corso della sua vita, rappresentando il compito archetipico che deve realizzare, i fatti che gli accadono, l’insieme delle sue esperienze, incarnano il modo, diretto o tortuoso, nel quale egli, agendo nella realtà secondo il proprio carattere, si avvicina a compiere il dovere che l’essere gli ha assegnato, così ogni evento fisico o psichico costituisce un’occasione per realizzare quel disegno che l’inserisce armonicamente nel quadro cosmico; la biografia di ciascun uomo rappresenta dunque il percorso di avvicinamento alla perfezione del compito che deve realizzare, che riuscirà tanto meglio quanto più sarà capace di agire secondo il proprio carattere ciò che va fatto nel momento in cui dev’essere fatto, senza tenere in conto i frutti della propria azione, con lo stile di un’impersonalità attiva.
Se il grafico astrologico della genitura permane identico ed immutabile per l’intera durata della vita, ciò che cambia sono i periodi in cui, stante la pressione indicata dai transiti planetari rispetto a determinati punti sensibili, alcuni elementi del carattere, ed alcuni aspetti del destino, assumono maggior rilevanza rispetto agli altri, forzando chi non ha consapevolezza ad agire con spiccata unilateralità in una determinata direzione di vita; è pertanto fondamentale sapersi orientare nel tempo, coglierne oggettivamente la qualità e comprendere come affrontare i momenti cruciali dell’esistenza, coniugando così necessità cosmica e decisione umana, quanto di esterno è già stabilito che accada ed il modo in cui reagire agli eventi, per utilizzare tali periodi, compresi quelli avversi, per accumulare le risorse necessarie a comporre adeguatamente il proprio disegno interiore allo scopo di realizzare il compito che sta fitto nel cuore ed assolvere i propri obblighi nei confronti dell’essere.
Per cogliere questo obiettivo è fondamentale possedere conoscenza e consapevolezza, unite alla capacità di adempiere se stessi vincendo brama e cedimenti interiori, perché altrimenti, se bastasse abbandonarsi spontaneamente al divenire, come farebbe una qualsiasi persona naif, significherebbe che un qualunque primitivo di una zona sperduta del globo potrebbe raggiungere, per ciò stesso, le vette della realizzazione, mentre tutte le tecniche iniziatiche rimandano allo sforzo di ascesi interiore attuato per mezzo dell’intuizione intellettuale e la storia personale degli uomini che hanno realizzato se stessi attesta quante prove abbiano dovuto affrontare, prima fra tutte quella di dominarsi, di governare le proprie energie interiori indirizzandole durevolmente in direzione di uno scopo di ordine superiore che trascendesse l’esistenza puramente umana, bruciando nella lotta ogni scoria individuale.
L’incontro con l’astrologia rappresenta dunque un’iniziazione alla conoscenza del proprio carattere e del proprio destino: l’interpretazione del grafico astrologico della genitura e la scoperta della necessità cosmica sottostante le tappe fondamentali dell’esistenza, individuabili mediante lo studio dei transiti planetari, determina uno choc paragonabile a quello provocato dalle iniziazioni misteriche degli antichi culti pagani, perciò la scienza del tempo per eccellenza costituisce, in maniera più oggettiva dell’oracolo cinese dell’I Ching, quel punto d’appoggio archimedeo auspicato da Jung per scardinare lo sterile razionalismo impadronitosi della mentalità degli uomini occidentali, essendo la chiave della comprensione del proprio destino, ed io ne ho intrapreso lo studio perché avevo bisogno di ottenere delle conferme oggettive alla fiducia metafisica che nutro nel mio destino, per quanto non lo ami.
Mi avvicinai all’astrologia nel fatidico anno 2000, punto di svolta della mia esistenza, quando, scampato miracolosamente all’incidente stradale che inaugurò la mia seconda vita, dopo una fugace permanenza nell’associazione degli individui altamente intelligenti e l’affiliazione alla libera muratoria universale del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, organizzazione pseudo-iniziatica che contraffaceva l’idea dell’élite appropriandosi indebitamente della struttura dell’Ordine, approfittando di Internet, il 9 dicembre scaricai il programma astrologico freeware Astrolog 5.40, che utilizzo tuttora nonostante la grafica scarna ed essenziale, e, a ridosso delle festività natalizie, incontrai in chat alcuni astrologi massoni che mi confermarono, con la precisione delle descrizioni caratteriali e delle diagnosi mediche tratte dallo studio delle carte natali che sottoponevo alla loro attenzione, che l’astrologia era una conoscenza reale ed efficace, contrariamente all’immagine stereotipata che ne davano i mass media.
Uno di loro, un medico, senza conoscere altro di me che i miei dati natali, colse immediatamente il nodo principale della mia esistenza, spiegandomi che la congiunzione alla levata tra Saturno e la Luna avrebbe segnato le ore della mia vita, mentre le rimanenti configurazioni planetarie del grafico astrologico della mia genitura, per quanto complesse, avrebbero scandito soltanto i minuti ed i secondi, rivestendo un’importanza secondaria rispetto alla necessità fondamentale del mio destino di integrare passato e futuro, di superare le origini senza sacrificare l’esigenza di mantenere il passato, passato che, a dire il vero, non vuol saperne di abbandonarmi, e, considerato il Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno, mi pronosticò una grande elevazione sociale, che mi avrebbe portato assai lontano dall’ambiente di nascita, avvalorando così una certezza che mi accompagnava fin dall’infanzia.
La congiunzione nella I casa natale, la mia persona, tra la Luna, pianeta governatore del Fondocielo nel segno zodiacale del Cancro, le origini che mi condizionano pesantemente, e Saturno, pianeta governatore del Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno, la necessità vitale di incarnare un vertice sociale o politico, indica due tendenze contraddittorie che gravano su di me obbligandomi a piegare il tempo per farlo convergere nel mio essere, e, essendo il Luminare notturno legato all’infanzia ed il Signore del karma alla vecchiaia, accentuano la portata del conflitto; la mia esistenza si gioca infatti tutta nella dialettica tra passato e futuro, tra vita vegetativa e vita spirituale, tra sensibilità e ragione, tra necessità di mantenere le radici e desiderio di elevazione, come racconto nella mia autobiografia in chiave astrologica, nella quale memorie del passato e memorie del futuro si fondono nella descrizione oggettiva della mia vita per consentirmi di liberarmi del peso del primo e di ricongiungermi al secondo.
Ma Saturno e la Luna simboleggiano anche la coppia genitoriale, e, ad esaltarne il significato, governano le case opposte e complementari X e IV del mio tema natale, che rappresentano fra l’altro i genitori, e, considerando il fenomeno astrologico dell’ereditarietà astrale, assume particolare rilievo il fatto che la figura materna, rappresentata simbolicamente dal Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno, sia nata con la congiunzione tra Sole e Marte, quest’ultimo nel luogo della sua esaltazione, nel medesimo segno zodiacale, e che anche la Luna si trovi lì, madre dalla quale ho ereditato la dominante saturnina, con il Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno e Saturno, suo pianeta governatore, congiunto con l’Ascendente nel segno zodiacale del Toro, mentre mio fratello ha ereditato l’Ascendente nel segno zodiacale del Capricorno, la congiunzione tra Sole e Marte nel segno zodiacale della Vergine e l’aspetto angolare di trigono tra Saturno e la Luna nel segno zodiacale dell’Acquario, a dimostrazione che ogni nascita avviene entro finestre temporali che riproducono le configurazioni astrologiche dei genitori.
Riconoscere nei grafici astrologici della mia famiglia le somiglianze per posizione e per aspetti angolari mi confermò la realtà oggettiva dell’astrologia, cosa che chiunque può riscontrare esaminando i temi natali del proprio nucleo familiare, così, stimolato dalle conversazioni in chat con gli astrologi massoni che, allora, nel pieno le mie illusioni associative, credevo fossero davvero miei fratelli, mentre in seguito si rivelarono anche loro dei maestri nell’arte dell’inganno, come peraltro la generalità dei liberi muratori, setacciai la rete in cerca di materiale astrologico che lessi diligentemente per formarmi una visione generale della disciplina, e, nel successivo mese di marzo, compresi il ruolo dei pianeti quali governatori delle case astrologiche nell’interpretazione dei temi natali, ed intanto, nelle librerie, sfogliavo i manuali per leggere i significati attribuiti alle componenti del grafico astrologico della mia genitura, provando una sofferenza lancinante per la presa di consapevolezza del carico karmico che ne scaturiva.
In quel periodo cominciò a manifestarsi l’angoscia esistenziale che mi accompagnò fino all’inizio del 2003, ed io mi ritrovai ad avere sotto mano gli elementi del puzzle senza però riuscire a ricomporli in un quadro organico, così, prossimo ad abbandonare tutto senza sapere cosa fare della mia vita, privo di identità, estraneo ai valori del paradigma corrente, incapace di conferire senso all’esistenza, impossibilitato ad agire secondo la mia natura, vissi la descrizione del significato della congiunzione alla levata tra Saturno e la Luna come una pugnalata inferta alla totalità del mio essere, tanto calzava con il mio vissuto e tanto sembrava condannarmi alla ripetizione del passato: allora odiavo tutto di me stesso e della mia vita, nome, famiglia, ambienti in cui ero stato costretto dalle burocrazie statali ed aziendali, e rifiutavo tutto ciò che avevo costruito agendo sconsideratamente le energie del mio tema natale.
Eppure, in me, c’erano tutti i presupposti per la riuscita, come compresi oggettivamente quando riscontrai la validità della regola aurea secondo la quale ad un tema natale dotato di forma corrispondono un carattere ed un destino fuori dal comune, e, ripensando al passato ed osservando le mie macerie esistenziali, mi domandai stupito perché il grafico astrologico della mia genitura, così complesso ed articolato, avesse prodotto soltanto il me stesso di allora, e come mi confermò il risultato ottenuto nel test delle matrici progressive avanzate di Raven somministratomi dall’associazione degli individui altamente intelligenti, che mi attribuì un indice QI pari a 160 punti della scala Cattell, equivalente al 99° percentile della distribuzione dell’intelligenza nella popolazione adulta, collocandomi nella fascia ristretta ed elitaria dell’1% degli individui più intelligenti della collettività, cosa che, stando agli scienziati che l’hanno studiata, in cima a tutti Hans Jurgen Eysenck, che dedicò l’esistenza a divulgarne la conoscenza, avrebbe dovuto garantirmi il successo a scuola e nella vita, ma a me, abbandonato nelle mani della Repubblica Italiana, era accaduto l’esatto contrario, e non sapevo spiegarmene la ragione.
In quegli anni non apparivano evidenti i risultati della corsa illusoria ai titoli di studio ed alle carriere burocratiche intrapresa dai miei coetanei, perciò ci si poteva credere e ci si credeva investendoci tempo e denaro, ed a me bruciava particolarmente l’esito delle mie attività lavorative, che avevo abbandonato avendovi riscontrato un odio incomprensibile ma tenace nei confronti della qualità, ancor prima di comprendere che non corrispondevano alla mia vocazione, che, a causa delle pressioni familiari e della pochezza dell’ambiente di nascita, non avevo potuto riconoscere ed assecondare con tutto me stesso, cambiamenti indicati dalla struttura della VI casa natale, con Plutone e la congiunzione tra Giove ed Urano, che simboleggiano insofferenza alla routine quotidiana imposta dall’esterno, frequenti mutamenti lavorativi e necessità di una rigenerazione nell’organizzazione delle attività produttive, cosa che si potrebbe realizzare imparando a selezionare gli uomini per le loro capacità effettive.
E difatti, fin dai primi giorni trascorsi in banca mi ero accorto che, nella formazione dell’organico, non v’era stata altra selezione che quella attuata sulla base dei titoli di studio rilasciati dalla Repubblica Italiana, che, come Iahvè, inverte la valutazione degli uomini per non far risentire gli ultimi, così replicai al vicedirettore del personale della filiale capogruppo, che, per ammonirmi a stare attento a quel che dicevo, minacciò di non confermarmi nell’impiego al termine del periodo di prova, che non avevo nulla di cui preoccuparmi, tanto lì prendevano tutti, ma non solo: i funzionari assegnavano il giudizio ottimo nelle note annuali di merito al 98% del personale, come sottolineò il direttore della scuola di formazione aziendale, riportando lo stupore dell’ABI riguardo al fatto che, con tale eccellenza qualitativa, l’istituto di credito avesse accumulato perdite di bilancio per duemila miliardi di lire, che poi vennero ripianate dai contribuenti, e poiché l’azienda premiava gli ultimi, nei due anni trascorsi lì se ne andarono i migliori, attratti da altre prospettive, e rimasero coloro che non potevano fare altrimenti.
Io me ne andai all’improvviso, sopraffatto dalla nausea per la ripetizione smaccatamente destinica dell’ambiente del servizio militare, avvenuta durante il transito di congiunzione di Plutone con Nettuno retrogrado radix, pianeta responsabile delle frequentazioni peggiori della mia vita, quando Urano transitò in aspetto angolare di quadratura con Saturno radix, pianeta governatore del Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno, l’immagine della mia realizzazione, irritato da un collega di mezz’età proveniente da una società del gruppo bancario posta in liquidazione, assunto da poco come impiegato dopo un periodo di mobilità, che, avendo perso la qualifica di funzionario, rifiutava di darmi il cambio nelle mansioni di cassa, e l’azienda non aveva nulla da obiettare, perciò ero costretto a vivere tumulato lì, finché, in occasione di un ponte festivo, la direzione mandò in ferie lui e non me, che abitavo in un’altra regione, così maturai il distacco, che avvenne secondo il mio destino, considerata la serie di eventi che mi portarono nell’organico della banca dei promotori finanziari più importate d’Italia.
La prospettiva indicatami era quella di svolgere una libera professione senza dover soggiacere a particolari vincoli o costrizioni, in realtà si trattava di un’attività analoga al lavoro parasubordinato, con l’aggravante dell’ingerenza indebita della struttura manageriale e dell’assenza di uno stipendio, e mentre in banca c’era un organigramma burocratico nel quale i dipendenti venivano inseriti sulla base dei titoli di studio, nonostante non avessero le qualità personali richieste dalla posizione ricoperta, oppure ne avessero di sovrabbondanti, le società di intermediazione mobiliare raccoglievano il peggio di coloro che erano stati rifiutati dal settore impiegatizio, e poiché non v’era altro criterio di riconoscimento del valore professionale se non quello del mercato, emergevano persone che suscitavano orrore solo a guardarle, per non parlare del fatto che, per sopravvivere, bisognava trasformare ogni relazione interpersonale in un’occasione per guadagnare denaro, un ambiente simile a quello descritto nella Favola delle api di Bernard de Mandeville, operetta morale che illustra come siano la menzogna, la truffa, il furto e l’inganno le molle che rendono vitale l’economia e florida la nazione.
Bastò poco per comprendere che non vi sarei rimasto a lungo, e, dopo aver cambiato intermediario finanziario appena ottenuta l’iscrizione all’albo professionale, ed avendo deciso che non avrei mai ripetuto un’esperienza del genere, nell’aprile 2002 me ne andai disgustato da tutto quel che avevo vissuto, rimanendo senza prospettive, e, finalmente libero da vincoli esterni, cominciai a fare quel che avrei fatto fin da piccolo, se fossi stato libero di seguire me stesso, così, quasi senza avvedermene, finii per ritirarmi nella foresta del Ribelle, provando inizialmente la sensazione che la mia presenza in quel luogo fosse illegittima, e, mentre cercavo risposte alle mie domande di senso, dimenticatomi di me stesso, un giorno, per mettere ordine nella mia esistenza, decisi di cominciare a scriverne, com’ero certo avrei fatto fin da bambino, raccontando del destino beffardo che mi aveva costretto a subire vicinanze intollerabili: nella mia vita erano infatti mutati i fondali, ma tutto era rimasto tragicamente identico a se stesso, essendo stato oppresso ininterrottamente dalla mentalità collettiva nettamente antiqualitativa.
Mi trovai di fronte allo spettacolo raccapricciante delle mie macerie esistenziali, che mi suscitavano odio e ribrezzo per non essere riuscito ad allontanarmi di un passo dalle mie origini, riconoscendovi il prodotto avariato della mia azione nel mondo operata secondo un paradigma egalitario che mi era ostile e che, mediante la razionalizzazione dell’esistenza attuata per mezzo della scuola di massa e del lavoro, omologava ogni differenza di carattere e di capacità intellettive, e, così facendo, aveva soffocato la mia vocazione; cominciai allora a riflettere su me stesso e sulla mia vita basandomi sull’oggettività del mio tema natale e della valutazione scientifica del mio QI, entrambi, questi, indicatori dotati di valore predittivo, capaci, cioè, di determinare a priori la portata delle mie realizzazioni, interrogandomi sulla congiunzione alla levata tra Saturno e la Luna, che accentuava la sensazione di orfanità indicata dall’angolarità del primo, e poco importa che si trattasse di un aspetto puramente psicologico, gli effetti erano comunque reali: privazione affettiva e macerazione morale, che, nel mio caso, derivava dall’incomprensione delle mie potenzialità intellettive avvenuta nell’infanzia da parte della famiglia, ma, soprattutto, dello stato.
Per lungo tempo ho pensato che il problema fossi io, poi, dopo aver cominciato a scrivere la mia autobiografia in chiave astrologica, come espediente per far emergere alla luce della coscienza le ragioni della rabbia che provavo per il modo in cui si era svolta la mia esistenza, ed aver letto tutti i libri di Eysenck sull’intelligenza e sulla significatività dell’indice QI, e, successivamente, la letteratura scientifica sulla plusdotazione infantile, traendone la conferma oggettiva del fatto che i bambini plusdotati soffrono la vicinanza dei loro compagni più lenti, io, con Mercurio stimolato dall’aspetto angolare di quadratura con la congiunzione tra Giove ed Urano, mi spazientivo facilmente, in classe si annoiano, disturbano gli altri alunni e fanno frequenti assenze, e, poiché superano agevolmente i cicli di studio inferiori, non maturano la disciplina necessaria per affrontare quelli superiori, così finiscono spesso per interromperli, ho compreso che le cose non stavano in questo modo, come attesta il fatto che, dal 2000, non faccio altro che studiare, esattamente quel che mi rifiutavo di fare per la scuola, mentre quando prendevo in prestito i libri dalla biblioteca comunale mia madre me ne distoglieva ripetendomi insistentemente di fare i compiti a casa, perciò non ho potuto soddisfare la mia vocazione alla conoscenza.
Se è certo dunque che la congiunzione alla levata tra Saturno e la Luna rappresenta il peso karmico delle figure genitoriali, nel senso che, essendo nato qualitativamente differenziato da genitori che non potevano comprendere le mie possibilità, non ho potuto svilupparle adeguatamente e realizzare me stesso, è però altrettanto vero che dalla Repubblica Italiana, che, come ogni moderna società degli eguali, ha adottato l’ascensore sociale dell’istruzione di massa per permettere agli studenti capaci e meritevoli di emergere socialmente grazie all’impiego delle proprie inclinazioni, mi sarei aspettato il dovere istituzionale di riconoscere le mie capacità intellettive, se non nel mio interesse, per quello della nazione, ma ciò non è accaduto, e ne ho compreso i motivi indagando i disastri perpetrati sulla scuola italiana dall’egalitarismo in voga negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, che, con la riforma della scuola media unica, ne ha eliminato la selettività, quindi, aprendo l’università ai diplomati provenienti da qualsiasi corso di studi superiore, ha posto fine alla coerenza dei percorsi scolastici, e, infine, con la pratica livellante del diciotto politico, ha prodotto uno scadimento generale della qualità dei laureati.
Fin da piccolo pativo dunque il tradimento della mia realizzazione da parte della famiglia e della patria, la cui costituzione, scritta con il dito di Iahvè, come le tavole della testimonianza ricevute da Mosè sul monte Sinai, essendo stata concepita da cristiani, socialisti e comunisti, è stata ideata ad immagine e somiglianza degli scarti del genere umano, perciò premia gli ultimi invece dei migliori elementi di natura, ma, cosa sorprendente per il sistema capitalistico, lo stesso facevano le burocrazie aziendali, e tali valutazioni ed atteggiamenti antiqualitativi spiegano appieno il senso di orfanità indicato dalla congiunzione alla levata tra Saturno e la Luna: nasco complesso dalla mancanza di complessità dei miei genitori, e tale discontinuità, che rende arduo ricongiungermi con le memorie del futuro presentite a sprazzi fin dall’infanzia, è ciò che più mi opprime, così, trovando nemici in casa e fuori casa, non potevo che soffrire l’ostilità nei confronti della qualità e la pressione costante affinché mi uniformassi al livello medio e mediocre dei miei compagni di classe e di lavoro, ma io rifiutavo tale coercizione ed ogni invito a non curarmi dei miei vicini ed a pensare soltanto a fare il mio dovere, trovando che, per il mio senso di giustizia, fosse intollerabile che il premio venisse assegnato agli ultimi anziché ai primi.
Tale criterio di valutazione mi sembrava irrimediabilmente assurdo in ragione del fatto che, se lo sforzo programmato e meccanico al quale venivo sottoposto, a scuola come nel lavoro, doveva essere prodotto unicamente al fine di ricevere una ricompensa, alla stregua della retribuzione che Iahvè concede a coloro che sono giusti ai suoi occhi, considerato chi erano i miei compagni di classe ed i miei colleghi di lavoro, mi sarei aspettato che il premio spettasse a me, che, ovunque sia stato, sono stato riconosciuto universalmente come una persona di valore, ma poi subentrava il pietismo cristiano che obbligava le persone che detenevano l’autorità ad aiutare chi non ce la faceva ad andare avanti da solo e mi invitava a farmi andar bene il fatto di aver compiuto il mio dovere, ma quello non era affatto il mio dovere, il compito che mi sta fitto nel cuore derivante dalla mia legge interiore che mi spinge ad agire per realizzare lo scopo per cui sono nato, ma qualcosa che dovevo fare se volevo essere pagato, così, attraversando la crisi personale implicita nella struttura della VI casa del grafico astrologico della mia genitura, mi arresi all’impossibilità della pretesa moderna di razionalizzare l’esistenza.
Avevo infatti la tendenza a considerare reale la forza coercitiva delle norme astratte emanate per regolare i comportamenti umani, come simboleggia la VI casa natale, la cui cuspide cade nel segno zodiacale modesto e routinario della Vergine e contiene Plutone e la congiunzione tra Giove ed Urano, e difatti mi sembrava che un’organizzazione burocratica vasta ed impersonale fosse in grado di garantire l’efficienza del processo produttivo, qualora tutti si fossero attenuti fedelmente alle disposizioni date, ma, senza tener conto delle capacità effettive e del carattere delle persone coinvolte, era votata inevitabilmente al fallimento, perciò, considerati gli esiti disastrosi di tale modello organizzativo, cominciai a liberarmi del peso karmico del Nodo Lunare Sud congiunto con il Signore di Ade nella VI casa natale e nel sesto segno zodiacale, che ne rafforza il significato per concordanza, che indica un forte orientamento alla razionalizzazione dell’esistenza mediante schemi mentali rigidi fondati sull’eguaglianza, che dovevo abbandonare per seguire il fluire del divenire e trovare in me stesso il senso della mia vita, così, quando lessi il significato dell’asse dei Nodi Lunari nel grafico astrologico della mia genitura, compresi che la strada verso cui tendevo istintivamente si stava materializzando nello studio dell’astrologia, allora abbandonai le certezze illusorie del mondo moderno per seguire il percorso indicato dal Nodo Lunare Nord nel segno zodiacale dei Pesci e nella XII casa natale, che indica la necessità di aprirsi alle influenze spirituali e di lasciare che le cose accadano secondo natura.
Compii dunque un atto di fede nel mio destino, cosa che avevo sempre evitato di fare, nonostante ne sentissi il richiamo, in quanto mi riusciva facile percorrere le vie convenzionali organizzate dalla società, che però non mi portavano l’elevazione sociale indicata dal Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno, e, uscito dalla razionalizzazione economica dell’esistenza, ripresi gli studi interrotti sull’I Ching e sulla qualità del tempo e sulla nozione taoista del wu wei delineata nel Tao Tê Ching, che spiega come seguire il fluire della Via ritirando il proprio corpo quando l’azione è compiuta, e, leggendo la Bhagavadgītā, scoprii la nozione indù del dharma e l’azione svolta senza tenerne in conto i frutti, così, ispirandomi a tali modelli di comportamento, dissolsi gradualmente il condizionamento moderno dell’homo œconomicus del pensiero liberale, concepito astrattamente come nato libero da qualsiasi vincolo comunitario ed eguale ai suoi simili, dotato di perfetta razionalità ed orientato al perseguimento del suo miglior interesse economico, e, scomparse le pressioni ostili sulla mia natura, mi accorsi che, per un processo benefico di resilienza, recupero della forma che avrei assunto spontaneamente se fossi stato libero di evolvere secondo il modello archetipico rappresentato nel mio tema natale, stavo finalmente diventando me stesso, un uomo che adempie consapevolmente il compito per cui è nato.
Ritiratomi nella foresta del Ribelle, per recuperare le forze e preparare la vendetta, ho infine delineato un quadro generale oggettivo dell’esistenza dell’uomo concreto capace di ricollegarlo ad un principio di ordine universale, la corrispondenza effettiva tra Macrocosmo e Microcosmo e la fondamentale unità del Tutto, e di conferire senso alla sua vita recuperando le nozioni smarrite di carattere, vocazione e destino, che sfatano l’errore egalitario attestando l’unicità di ogni uomo e rendono vana la razionalizzazione dell’esistenza al fine di eguagliarne le sorti, riconoscendo il fondamento ontologico del carattere, racchiuso simbolicamente nel grafico astrologico della genitura, nell’essere, e quello del destino, le tappe preordinate dell’esistenza riconoscibili nello studio dei transiti planetari rispetto al tema natale, nel divenire, e se il mio disegno in favore della qualità è molto più esteso di quanto non appaia a prima vista, insistendo particolarmente sulla selezione degli elementi migliori della collettività e sull’organizzazione politica fondata sulle élite, nondimeno è essenzialmente pronta l’esposizione della parte astrologica, per cui, qualora incontrassi le salde compagnie smarrite di cui conservo il ricordo nostalgico nella struttura della VII casa del grafico astrologico della mia genitura, potrei cominciare a divulgarla dando senso compiuto alla struttura della III casa natale, con il Sole e Mercurio nel segno zodiacale del Cancro, che indicano la trasmissione di una dottrina in un ambiente comunitario.
Sarebbe impossibile spiegare brevemente il modo in cui sono giunto a definire le linee guida del mio pensiero, come invece faccio diffusamente nella mia autobiografia in chiave astrologica, che, oltre a liberarmi del passato facendomi ricongiungere con le memorie del futuro strappate all’essere durante l’infanzia, consente di piegare su di me il tempo, come vuole la congiunzione alla levata tra Saturno e la Luna, cosa che, quando cominciai a scrivere, non avevo preventivato; quel che rileva sapere è che, in seguito allo choc procuratomi dalla descrizione della problematica fondamentale della mia esistenza, ho compreso di essere inquadrato in un disegno di proporzioni cosmiche che ha dissolto il nichilismo che mi pervadeva, ed ora, dopo aver approfondito i fatti della mia vita, ed averli confrontati con le determinanti astrologiche del mio tema natale, confermate nella loro funzione dalla reazione ai transiti planetari, ed avendo riconosciuto gli impedimenti alla mia realizzazione nel paradigma corrente, di cui tratto nella parte prima nel manoscritto, e nelle origini famigliari, di cui tratto nella parte seconda, ho compreso che la mia natura, che non mi sono dato da me e mi condiziona con la forza incoercibile della necessità, è incomprimibile, ragion per cui non posso far altro che riedificare la mia esistenza secondo il disegno racchiuso nel grafico astrologico della mia genitura, come spiego nella parte terza, prendendo come modello la mappa oggettiva del mio carattere, che illustra il mio dharma.
Oltre un decennio di meditazione sul mio tema natale mi ha portato a conoscerne i singoli elementi e la loro reazione ai transiti planetari, ossia il clima che vivo ed il genere di eventi che mi accadono quando vengono attivati determinati punti sensibili, dimostrandomi così la realtà del destino, per cui, essendo il moto dei pianeti lungo lo zodiaco tropico preordinato ed immutabile, facendoli muovere come le lancette sul quadrante dell’orologio cosmico che scandisce il tempo del destino, e confrontandoli con lo sviluppo della mia esistenza, comprendo che la mia ascesa sarà lenta e che dovrò sopportare il peso delle origini per tutta la vita, per quanto non mi piaccia; mi mancano, però, ed è questa una delle ragioni per le quali scrivo, le salde compagnie smarrite di cui porto il ricordo nostalgico nella struttura della VII casa del grafico astrologico della mia genitura, rappresentate simbolicamente da Plutone, pianeta governatore del Discendente nel segno zodiacale dello Scorpione, che sostiene la mia elevazione mediante l’aspetto angolare di trigono con il Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno, e se tale elemento è presente nel tema natale, devono necessariamente esistere, nella realtà, le persone capaci di incarnarne il significato, disperse dalla mano crudele del destino nell’istante fatale della caduta dei semi nel tempo: anime affini per sensibilità, intelligenza, visione del mondo, né atee né monoteiste, che reputano naturale che il premio debba andare ai migliori e comprendono la necessità delle élite.
Qualora riuscissi a trovarle, e se potessi disporre di un luogo fisico dal quale poter diffondere liberamente la mia influenza, troverebbero riscontro effettivo anche il Sole e Mercurio nel segno zodiacale del Cancro e nella III casa natale, che indicano la possibilità di divenire il centro di emanazione di un nuovo paradigma capace di mutare il volto del mondo, e, con l’espandersi della mia influenza, anche tramite gli scritti, prenderebbe corpo l’aspetto angolare di congiunzione tra Urano, pianeta governatore dell’XI casa nel segno zodiacale dell’Acquario, le amicizie ed i progetti fondati su interessi intellettuali comuni, che, trovandosi nel segno zodiacale della Bilancia, romperebbero le regole sociali consolidate, e Giove, pianeta governatore delle case VIII e IX nel segno zodiacale del Sagittario, i valori condivisi e le dottrine spirituali, che, trovandosi nel segno zodiacale della Vergine, verrebbero esposti con precisione e chiarezza adamantina, congiunzione che, trovandosi nella VI casa natale, indica un’organizzazione che unisca tali caratteristiche e mi aiuti a diffondere il mio pensiero; realizzato questo ambiente comunitario omogeneo per qualità e coeso nella visione del mondo e nei proponimenti, nel quale agirei liberamente senza subire le vicinanze intollerabili impostemi dalle burocrazie statali ed aziendali nelle quali sono stato processato alla stregua di ogni mio simile nel sembiante umano, la veemente congiunzione nella VII casa natale tra Marte nel segno zodiacale del Sagittario e Nettuno retrogrado nel segno zodiacale dello Scorpione, venendo meno le persone che, al primo sguardo, avverto come nemiche, potrebbe infierire apertamente con tutte le proprie forze contro i tre monoteismi abramitici e contro le ideologie egalitarie poste alla base del paradigma corrente, filiazioni secolarizzate del cristianesimo, come fa già da molti anni nella segreta operosità della foresta del Ribelle.
Risulta allora evidente che il grafico astrologico della genitura rappresenta oggettivamente il disegno pre-destinato attorno al quale prende forma l’esistenza dell’uomo concreto di cui parlava Jung nella citazione riportata da Arroyo, che bisogna riconoscere e realizzare coscientemente per adempiere il dovere per cui si è nati, perciò è necessario individuare con esattezza il significato di ogni singolo elemento, e, se non lo si riscontra come realtà effettiva nella propria vita, si deve cercare di identificarne la funzione, per formarsi un’idea di come potrebbe essere e poi realizzarlo concretamente, e ciò si verifica, in modo particolare, quando il pianeta o il punto sensibile viene interessato da transiti di pianeti lenti, soprattutto Urano, Nettuno e Plutone, che, stazionando a lungo sui medesimi gradi di longitudine dello zodiaco tropico, attivano la tendenza indicata mediante aspetti angolari, e, qualora non sia presente nella vita, accentuano la nostalgia per l’assenza che fa sì che ci si attivi per trovarla, com’è accaduto a me con il transito di Urano in aspetto angolare di opposizione con Plutone radix, pianeta che rappresenta simbolicamente i miei alleati, che mi mise di fronte alla necessità di tracciarne chiaramente il profilo, che però, allora, mi lasciò attonito in un vuoto afasico, tanto non riuscivo a scorgerne l’immagine, e, quando ruppe per la prima volta l’orbita, il 15 marzo 2009, emersero nella mia mente le categorie di persone elencate nella pagina contatti del mio sito Internet, dopodiché, il modello che ne sono andato sviluppando nel corso degli anni, durante il transito di Plutone in aspetto angolare di trigono con Saturno radix, pianeta governatore della mia realizzazione, ha influito modificando la mia visione del mondo, affinché, orientandomi verso di loro, potessi finalmente incontrarli.
Il grafico astrologico della genitura, unione del cerchio celeste dello zodiaco tropico e della croce terrestre degli assi della verticale e dell’orizzonte del luogo di nascita, mandala personale modellato dall’essere quale supporto oggettivo per la meditazione su se stessi e sul proprio destino, aiuta dunque a guarire dalla ferita originaria individuata dalla configurazione astrologica più problematica ed a riedificare l’esistenza secondo il modello rappresentato da quella mappa oggettiva del carattere che, non essendocelo dato da soli, non si può far altro che agire con la massima consapevolezza, ed allora si comprende perfettamente che l’astrologia può davvero scardinare lo sterile razionalismo impadronitosi della mentalità degli uomini moderni, in quanto illustra oggettivamente come vivere seguendo soltanto se stessi, per realizzare così il proprio dharma, ma per farlo occorre ribellarsi alla razionalizzazione dell’esistenza operata dalla modernità, che, tramite la scuola di massa ed il lavoro retribuito, riduce tutti al livello dell’ultimo uomo di nietzschiana memoria per eguagliarne le sorti; ne discende che seguire solo se stessi è una sfida per uomini liberi che si lasciano guidare unicamente dalla propria stella polare, e, pertanto, hanno un proprio destino, uomini talmente audaci da pensarsi capaci di spezzare in due parti il corso dei millenni e fondare una civiltà normale in cui prevalgano valori di spiritualità e gerarchia.

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Transito di Saturno nella VII casa natale

Ingresso di Saturno nella VII casa del grafico astrologico della mia genitura

Ingresso di Saturno nella VII casa del grafico astrologico della mia genitura

Se affermassi che, quando concepii l’idea di creare questo blog, oltre un anno fa, pensai anche di organizzarne i testi nel modo in cui si sono materializzati precipitando dal luogo eterno in cui dimoro stabilmente, mentirei: la verità è che, nell’essere, esiste un’immagine eterna di noi stessi che ha bisogno dello svolgersi del tempo per rivelarsi integralmente, ma il disegno dell’intera esistenza, con la successione continua di tutti i suoi momenti, esiste, perfettamente compiuto, al di là dell’apparente tripartizione di passato, presente e futuro, ed io, forzando quotidianamente il muro della resistenza che mi separa dalla mia realizzazione, strappo faticosamente brandelli di verità eterna che aggrego nei miei scritti per adempiere il mio destino.
Nell’ultimo decennio ho letto diverse centinaia di libri sugli argomenti più disparati ed all’apparenza inconciliabili tra loro, raccogliendo una mole enorme di estratti, notizie e riflessioni, e nel frattempo ho meditato a fondo sulla mia storia personale e sugli impedimenti subiti a causa di un paradigma ostile alla qualità, e, scrivendone nella mia autobiografia in chiave astrologica, ho esplorato la complessità del mio carattere e del mio destino e definito con sempre maggiore lucidità il compito che mi sta fitto nel cuore e non mi dà tregua, che, illustrato in tutta la sua limpida chiarezza, mi consentirà finalmente di ricongiungermi con coloro che, condividendolo, mi aiuteranno a realizzarlo.
La mia è un’impresa titanica, perché mi trovo a dover fronteggiare, da solo, un paradigma ostile vecchio di millenni che, per il fatto di essere quello dominante nella mentalità collettiva, ha oscurato la possibilità di concepire un modo di esistere normale, così, contando soltanto sulla mia forza interiore e sulla mia intelligenza, sono costretto ad isolarmi per respingerne le influenze nefaste, per poi concentrarmi nel luogo eterno ove risiedo stabilmente, riflettere sul modo di costruire un insieme coerente di valori conformi alla realtà, scrivere della mia esistenza, e, nel frattempo, sopportare i danni del tempo, il peso del passato, la solitudine e la privazione materiale.
Ora, però, avverto una certa insofferenza nell’alzarmi ogni giorno all’alba, sette giorni su sette, un mese dopo l’altro, stagione dopo stagione, anno dopo anno, per accendere il computer e cominciare la giornata scrivendo un paio di ore, per poi uscire e recarmi nella foresta del Ribelle, dove rimango fin quasi all’ora di chiusura, e, infine, rientrato in casa, trascorrere la serata leggendo libri per recuperare i tasselli mancanti della mia visione, senza trovare chi la comprenda e la condivida, oppresso dall’aver scoperto un tesoro di sapienza ed essere circondato da mediocri ai quali non converrebbe conoscerlo.
Negli anni passati la mia condizione di isolamento mi pesava meno, tanto ero concentrato nella ricerca delle ragioni che avevano impedito la mia realizzazione, mentre ora mi infastidisce, mi sembra di non averne più bisogno, quel che dovevo comprendere l’ho compreso, tanto vale uscire nel mondo e tentare di incontrare chi cerco da sempre, capovolgimento di atteggiamento interiore indicato astrologicamente dall’ultimo transito separativo di Plutone in aspetto angolare di sestile con il Discendente nel segno zodiacale dello Scorpione, di cui è il pianeta governatore, che ha dato finalmente un volto ai miei alleati, e dall’ultima rottura dell’orbita di trigono con Saturno radix, che mi ha reso sempre più lucidamente e consapevolmente distaccato dal paradigma dominante.
Mi impensierisce però l’ingresso di Saturno nella VII casa del grafico astrologico della mia genitura, che, dal 2 dicembre 2012, vi stazionerà per tre anni: ventinove anni or sono quel medesimo transito segnò l’inizio del liceo scientifico, un ambiente imbevuto di follie sessantottine nel quale i docenti si fregiavano dell’impiego pubblico ottenuto grazie alla laurea conseguita con lo strumento ideologico del diciotto politico, che poi riversavano sugli alunni nella forma del sei politico, fu così che sperimentai l’aspetto più sfacciato dell’odio nei confronti della qualità che ha finito per uccidere la nazione, con gli elementi migliori che espatriano per trovare lavoro oppure si ritirano nell’emigrazione interiore.
Che il destino esista non lo metto in dubbio, tante sono le prove che ho accumulato nel corso degli anni riguardo la mia esistenza e quelle altrui, però non conosco perfettamente il mio, se non per l’immagine della mia realizzazione che presentivo fin da bambino, così, ignorando il percorso che mi porterà a ricongiungermi con il mio futuro, e non potendo disporre degli esiti delle mie azioni, non mi rimane che agire secondo il carattere che non mi sono dato da solo, in base alla nozione indù del dharma, ma, conoscendo l’astrologia, che nei transiti planetari illustra lo sviluppo preordinato delle tappe dell’esistenza, posso almeno interrogarmi a ragion veduta su cosa mi accadrà in avvenire.
Con essa posso sollevare il velo di ignoranza sul destino ed indagare il clima che vivrò negli anni futuri, e, in tal modo, preparare le difese per tutto ciò che dipende da me, per quel che proviene dall’esterno non c’è infatti argine che tenga: se nulla potrei contro un temporale che mi sorprendesse all’aperto senza protezione né riparo alcuno, qualora invece mi trovassi ancora in casa, e dunque prima di affrontare l’evento esterno, sapendo inoltre che, secondo le previsioni meteorologiche, la perturbazione è destinata a peggiorare e ad insistere per tutta la giornata, potrei vestirmi con abiti e scarpe che sopportino la pioggia, e, ovviamente, portare con me un ombrello, attraversando così le necessità imposte dalla natura con un equipaggiamento che mi protegga dai danni più rilevanti.
Scrivevo in apertura che non ho deciso io il contenuto dei post del blog, che ovviamente mi rispecchiano appieno, anche se, per ogni sequenza logica, ho sempre avuto ben chiaro come sviluppare il discorso, stessa cosa per la mia autobiografia in chiave astrologica, nella quale la successione dei capitoli si è formata spontaneamente fin dall’inizio, negli anni vi ho apportato soltanto alcune modifiche marginali, in quanto ciascuno di essi rappresenta un cassetto nel quale riporre il materiale della mia esistenza che illustra coerentemente gli aspetti particolari delle complesse tematiche trattate nell’opera, ma i pensieri, si sa, vengono quando vogliono.
Questo post, infatti, non l’avevo preventivato: esso è sorto all’improvviso in prossimità degli inneschi di Marte, Venere e Saturno rispetto al transito di Plutone in aspetto angolare di trigono con Saturno radix, che mi ha portato una forte tensione interiore unita al desiderio di sfogare in qualche modo la rabbia repressa causata dagli impedimenti opposti alla mia realizzazione dal paradigma corrente, che, tramite l’eguaglianza forzosa stabilita dalla legge, opera l’elevazione artificiale degli scarti del genere umano a scapito degli elementi migliori di natura, secondo il disposto della divinità dei tre monoteismi abramitici, essendo questa la matrice che ha originato la Repubblica Italiana, la cui costituzione, come le tavole della testimonianza di Mosè, è stata scritta con il dito di Iahvè, deità suprema del ressentiment.
Ma se questi inneschi avranno durata breve Saturno transiterà invece a lungo nella VII casa natale, e, all’inizio, si congiungerà per circa un anno con il Discendente, opponendosi all’Ascendente ed a se stesso radix, e, pertanto, dovrò ponderare bene ciò che avrà inizio in questo periodo, ipotizzando tutte le negatività che potrebbero derivare dal suo transito in un settore segnato dalla veemente congiunzione tra Marte e Nettuno retrogrado, per poterle poi affrontare al meglio, come feci durante i transiti simultanei di Giove, Urano e Nettuno rispetto a Nettuno retrogrado radix, pianeta responsabile delle mie illusioni associative, oltre che degli inserimenti in ambienti intollerabili per cause di forza maggiore.
Riuscii così ad evitare gli incontri insensati che ne sarebbero derivati, ed ora, forte di quel risultato, desidero ripeterlo in occasione di un transito planetario che concentrerà a lungo la mia attenzione sugli alleati, in quanto non ho alcuna intenzione di frequentare persone detestabili, com’è accaduto in passato, costrettovi da burocrazie statali ed aziendali, essendo finalmente libero di scegliere chi incontrare, le quali, a causa del paradigma dominante, erano state plagiate a pretendere un rispetto che non meritavano, perciò niente cristiani né sterco comunista, né, in generale, chiunque ritenga che il premio debba andare agli ultimi, anziché ai primi, perché di loro ne ho avuto abbastanza; ben vengano invece coloro che apprezzano la qualità, vedono la realtà per ciò che è e si comportano di conseguenza.

Se fossi un farmaco

Farmaco per curare il mal d'amoreLa ricerca delle salde compagnie smarrite di cui porto il ricordo nostalgico nella struttura della VII casa del grafico astrologico della mia genitura, le persone rappresentate da Plutone, pianeta governatore del Discendente nel segno zodiacale dello Scorpione, è ostacolata dalla mia incapacità di gestire relazioni superficiali ed insensate con gli altri, tanto sono concentrato saldamente nella mia essenza quanto questi mi paiono privi di centro; ogni qual volta tento di portare una conversazione nel luogo in cui dimoro stabilmente mi sento trascinare paurosamente in basso, in un abisso fatto di nulla, da chi, esaltato dall’opportunità di poter esprimere un’opinione su cose che non conosce, pretende di convincermi della bontà della sua verità, mentre chi possiede una conoscenza autentica l’espone per quel che è e poi lascia a chi ne ha le capacità intellettive il compito di riconoscerla per vera, il proselitismo è indice di sentimentalismo, malattia di cui soffre chi vuol far sottoscrivere agli altri i propri errori o le proprie convenienze, così sono costretto a dissimulare la mia ricchezza interiore dietro una cortina di silenzio, condannandomi fatalmente all’invisibilità.
Nel post dedicato all’Eremita scrivevo che la mia dominante saturnina, posta alla levata, mi spinge solitario alla ricerca di un sapere autentico ed efficace e non mi fa sviare da questo compito, cosicché, etimologicamente, non diverto mai da ciò che sono, e, me ne accorgo con sempre maggior chiarezza, riesco a parlare soltanto con chi sa quel che dice, gli altri mi precipitano nell’inferno della loro limitatezza e mi opprimono con un senso di orrore per l’abisso di vuoto di cui sono fatti, ma non se ne avvedono in quanto, non potendo cogliere la vastità della mia natura, mi credono eguale a loro sulla base del comune sembiante umano, ed io lo trovo intollerabile; eppure so essere estremamente piacevole con chi riesce a comprendermi, dimostrando quella sensibilità, quel senso dell’ironia e quella squisitezza di modi che nascondo abitualmente per non essere assillato da compagnie sgradevoli, come testimonia il testo sottostante, presentazione personale scritta alcuni anni or sono per un emporio virtuale che proponeva rimedi miracolosi per il mal d’amore, destinato espressamente ad un pubblico femminile.
BUGIARDINO
1. Composizione. Occhi grandi e luminosi, naso importante, labbra carnose, capelli corti forti e folti, altezza un metro e ottanta centimetri, peso intorno ai settanta chilogrammi, fisico proporzionato, mani vigorose con morbidi cuscinetti e dita dal tocco delicato, piedi (per quanto possa sembrare strano) ben piantati in terra, voce calda e profonda.
2. Indicazioni terapeutiche. Indicato specificamente nei casi di donne che sentono di dover dedicare l’esistenza ad un uomo concentrato stabilmente su un progetto di vasta portata e paziente realizzazione, può essere altresì impiegato per le sue qualità squisitamente ricostituenti e ricreative: il farmaco produce infatti livelli prodigiosi di soddisfazione fisica acquisiti in via definitiva dalla letteratura scientifica internazionale.
3. Posologia. Il dosaggio consigliato varia da caso a caso, il tempo necessario a stabilire un rapporto profondo. Il farmaco non dà luogo ad assuefazione, e, con il trascorrere del tempo, non perde i suoi effetti curativi.
4. Precauzioni per l’uso. Svolge efficacemente la sua azione terapeutica se assunto singolarmente.
5. Interazioni. Si accompagna bene con chi vede la realtà per ciò che è, e si comporta di conseguenza.
6. Controindicazioni. Provoca intolleranze, allergie, infiammazioni, emicranie e bruciori di stomaco nei soggetti affetti dall’errore egalitario.
7. Avvertenze speciali. Approfonditi studi clinici hanno evidenziato una tendenza alla somministrazione impropria del farmaco, causata dalla squisita piacevolezza della sua compagnia e dalla profonda sensazione di appagamento fisico e di gratificazione emotiva determinata dalla sua assunzione. Scoperto l’abuso, la casa farmaceutica, preoccupata dalle possibili ricadute negative sulla salute delle pazienti, consiglia, nei casi di semplice carenza di affetto, di assumere farmaci dagli effetti curativi più blandi, oppure di coltivare rimedi naturali di provata affidabilità, quali l’acquisto di un cagnolino da compagnia.
8. Data di scadenza e modalità di conservazione. Nonostante sia stato prodotto nel 1969 mantiene inalterate le sue proprietà curative, essendosi conservato magnificamente come un bambino, e poiché non fuma, non beve alcolici, non assume sostanze stupefacenti, non mangia né carne né pesce, e, per mantenere costante lo stato di coscienza, non beve caffè ma soltanto tè, tutto lascia presagire che sia destinato a perdurare ancora a lungo nel pieno delle sue virtù terapeutiche, se ben custodito.
9. Ulteriori informazioni. Dotato di grande intelligenza e vasta cultura, dedito interamente alla realizzazione di un progetto di portata universale, avverte dentro di sé la tensione lacerante del guaritore immortale Chirone, il centauro ferito per errore da Eracle con una lancia avvelenata nel sangue dell’Idra di Lerna: la parte superiore del corpo, con la conoscenza che trasmetteva a dèi ed eroi, protesa verso l’alto, la corda dell’arco tesa a scoccare la freccia in direzione della volta celeste; la parte inferiore, animale, ben piantata in terra, a rammentagli l’ibrida peculiarità del suo modo d’essere.

Magic shop

Come Ierofante mostro ai misti le linee guida della mia azione volta ad operare un raddrizzamento della mentalità collettiva, ma per arrivare a coagulare coerentemente il mio pensiero attorno all’idea smarrita della qualità, conferendogli chiarezza, precisione ed intensità, ho dovuto attraversare il deserto dei lunghi anni di solitudine e gli incidenti di percorso dei giorni dell’avverso fato, che hanno esaurito le mie sostanze e bruciato le scorie che mi portavo dentro, facendomi concentrare sul compito che mi sta fitto nel cuore con la forza incoercibile della necessità, però ora ho bisogno di trovare chi mi aiuti ad attuarla, quegli alleati che favoriscano la mia realizzazione rappresentati nel grafico astrologico della mia genitura da Plutone, pianeta governatore del Discendente nel segno zodiacale dello Scorpione; li ho cercati invano nell’ultimo decennio, se li avessi conosciuti per tempo sarebbe bastato davvero poco per superare gli inconvenienti che hanno ritardato la definizione della mia visione del mondo, ma non avrei potuto trovarli prima di esporre lucidamente il mio pensiero, operando così un richiamo esplicito verso chi sa riconoscere la realtà, per gli altri non c’è alcuna speranza: nulla riuscirà mai a distoglierli dalla loro convenienza, quella fisima egalitaria che ne legittima fraudolentemente l’esistenza.
Quando abbandonai tutto, rifugiandomi nella foresta del Ribelle, lo feci per sfuggire all’odio nei confronti della qualità proprio del paradigma corrente, ma, come conseguenza diretta, ne ricavai l’impossibilità di mettere a frutto le mie abilità, per farlo avrei dovuto stringere relazioni con persone che, sotto il profilo delle convinzioni personali, mi erano nemiche, così, pur padroneggiando una conoscenza straordinaria qual è l’astrologia, non riesco a praticarla come vorrei, uno spreco di risorse, ripeto a me stesso, eppure, ripensando al passato, preferisco di gran lunga l’isolamento all’avere attorno gente inadeguata; la mia situazione muterebbe radicalmente soltanto qualora riuscissi a trovare un ambiente composto di persone che condividano la mia stessa mentalità, nel quale potrei tenere corsi, esporre conferenze su temi specifici e fare consulti astrologici ad offerta libera, non ho più voglia di perdere tempo assecondando richieste estemporanee provenienti dalla rete per estranei che non so che uso faranno dei miei scritti, in tal modo divulgherei la mia visione qualitativa del mondo e, nel frattempo, proseguirei in tutta tranquillità la stesura della mia autobiografia in chiave astrologica.
Non ho mai pensato all’astrologia come ad una professione da praticare unicamente in vista del compenso che potrebbe derivarne, come farebbe l’ultimo uomo, l’inventore della felicità, che considero invece una conseguenza diretta del mio dharma, modo d’essere che non mi sono dato da solo e che non posso fare a meno di assecondare; inoltre, se agissi spinto dalla brama di profitto, dovrei intrattenere rapporti sociali con persone le più distanti dalle mie convinzioni al solo scopo di ampliare la cerchia di clienti potenziali dai quali trarre il guadagno auspicato, e, per incrementarlo, dovrei ricorrere ad iniziative commerciali come offerte speciali, sconti e promozioni, facendo dell’economia il mio destino, mentre io, con l’astrologia, guarisco dal nichilismo conseguente alla morte del dio cristiano e restituisco senso all’esistenza concreta ricollegandola oggettivamente ad un principio di ordine universale, la corrispondenza effettiva tra Macrocosmo e Microcosmo e la fondamentale unità del Tutto, perciò non posso perdere un solo istante della mia vita discorrendo con chi pensa che l’astrologia sia quella roba che si vede in televisione o si legge nei giornali, opera di ciarlatani senza dignità.
A causa loro provo un autentico terrore al pensiero di propormi agli estranei come astrologo, temo infatti di essere scambiato per uno di quei personaggi da baraccone che si vedono in televisione, a maggior ragione ora, che so come dimostrare il collegamento metafisico tra essere e carattere individuale, la cui immagine archetipica è rappresentata dal grafico astrologico della genitura, e tra divenire e transiti planetari, il cui susseguirsi predefinito lungo lo zodiaco tropico illustra lo svolgersi preordinato delle tappe fondamentali dell’esistenza, una realtà che, abbracciando la nozione indù del dharma e la nozione taoista del wu wei, che spiegano che ciascuno ha un proprio compito che gli deriva dal carattere che non si è dato da sé ed insegnano ad agire senza tenere in conto i frutti dell’azione, estingue la morale del risentimento evangelizzata dai predicatori dell’eguaglianza, e tutto ciò partendo da un sistema di riferimento oggettivo, i gradi di longitudine dei pianeti e dei punti fittizi del tema natale e dei corrispondenti transiti planetari, che ricollega l’uomo concreto ad un principio di ordine universale, inquadrandolo in un disegno di proporzioni cosmiche capace di sfatarne il nichilismo.
La reputazione dell’astrologia dipende dall’uso che ne fanno gli astrologi, e ciò lascia intuire quanto sia arduo il compito insito nella mia natura, e difatti, ogni qual volta ricerco in rete un’associazione culturale che abbia una certa coerenza di indirizzo con il genere di argomenti che mi interessano, per proporre una mia collaborazione, quel che trovo mi spinge a tornare sui miei passi per occuparmi dei miei studi, l’unica strada che sia riuscito a percorrere finora con profitto, ed allora ripenso al brano musicale Magic shop, tratto dall’album L’era del cinghiale bianco di Franco Battiato, che, già nel lontano 1979, descriveva alla perfezione il profilo della maggior parte di coloro che si interessano di esoterismo, che praticano giorni di digiuno e di silenzio per fare i cori nelle messe tipo Amanda Lear, scambiano l’età dell’oro della dottrina indù dei cicli cosmici per un’epoca di favoloso arricchimento materiale, comprano mantra ed hare hare a mille lire sproloquiando sull’esoterismo di René Guénon, mettono i Buddha sopra i comodini, magari dopo aver acquistato un corpo astrale, e deducono da una frase del vangelo, secondo cui gli ultimi della terra saranno i primi nel regno di Dio, che è meglio un imbianchino di Le Corbusier, e poi supermercati con i reparti sacri e rubriche aperte sui peli del papa…
Eppure, sul finire del 2009, in un periodo in cui non disponevo né di una connessione ad Internet né di un notebook, seguendo un’indicazione rivelatasi in seguito inesatta, mi recai presso la sede di un’associazione culturale che si occupava di medio ed estremo Oriente, e, entratovi, dopo essermi guardato intorno, domandai alla ragazza che mi aveva accolto se potesse interessarli la collaborazione di un astrologo, scoprii così che quel giorno l’associazione avrebbe dovuto essere chiusa e che lei si trovava lì per sostituire una socia, pertanto non avremmo dovuto incontrarci, e che sì, da tempo cercavano il contributo di un astrologo, ma nessuno di coloro che si erano presentati fino ad allora li aveva convinti: da quell’incontro nacque la conferenza sulla sostanza del tempo che riassume la mia concezione sul fondamento e sull’utilizzo dell’astrologia, che si tenne nel successivo mese di maggio ed andò tutto sommato bene, anche se non portò i frutti che avrei sperato, poi, per motivi economici, l’associazione dovette rinunciare a tenere conferenze gratuite, e, qualche tempo dopo, chiuse i battenti.
Quell’incontro servì dunque a consolidare il mio pensiero, mentre scrivevo l’elaborato considerai che, comunque fossero andate le cose, mi sarebbe tornato utile per la seconda parte del libro, nel frattempo ricevetti in regalo un notebook usato che mi consentì di tenere la conferenza, un segno del destino; lei, poi, non la vidi più, anche se le scrivo di tanto in tanto, mi risponde quando si trova in Italia, però conservo il suo biglietto da visita sul quale scrisse, sul retro, i dati di nascita suoi e di un altro socio, che chiamò al telefono senza spiegargli la ragione di quella domanda inconsueta, una prova concreta della possibilità di essere compreso, senza che peraltro avessi approntato alcuno scritto che illustrasse cosa so fare, bastarono poche parole sulla qualità del tempo, sul collegamento del tema natale, inteso come mandala personale, con la nozione indù del dharma, e sulla nozione taoista del wu wei, riferita all’azione efficace; non so dire cosa vide in me quella ragazza, ma ipotizzo che qualcosa dovette pur vedere, se organizzò una sala piena di persone che intrattenni per oltre due ore, allora mi domando stupito dove siano quelle salde compagnie smarrite di cui porto il ricordo nostalgico nella struttura della VII casa del grafico astrologico della mia genitura, e perché fatichi tanto ad incontrarle.