Sono un Capricorno

Caro Navigatore,

se sei rimasto sconcertato dall’atteggiamento religioso dei 186 firmatari del manifesto antiastrologico (A Statement by 186 Leading Scientists) apparso nel numero di settembre/ottobre 1975 della rivista “The Humanist”, trarrai sollievo nell’apprendere che non tutti gli “scienziati autorevoli” sono accecati dalla loro fede.
Kary Banks Mullis, insignito nel 1993 del premio Nobel per la chimica per aver sviluppato la tecnica della reazione a catena della polimerasi (Polymerase Chain Reaction, o PCR), che consente di replicare in vitro frammenti di DNA con particolare efficienza e rapidità trovando applicazioni pratiche in numerosi settori di attività umana, è uno scienziato fuori dagli schemi, perfino eccessivo nelle provocazioni rivolte alla vulgata scientifica dei media, come emerge dalla sua autobiografia Ballando nudi nel campo della mente, Le idee (e le avventure) del più eccentrico tra gli scienziati moderni, edita da Baldini&Castoldi.
Mullis conosce l’astrologia, come lui stesso racconta nel capitolo XV (“Sono un Capricorno”), nel quale dimostra di saper distinguere i segni zodiacali da un tema natale, illustra con iperboli il ruolo degli aspetti angolari scorrevoli e dinamici nella definizione del carattere, coglie l’importanza della forma complessiva della carta del cielo e descrive il fenomeno dell’ereditarietà astrale elencando le somiglianze tra il grafico della genitura della figlia Louise e quello dei genitori, e, dopo aver rimproverato scienziati e psicologi per il rifiuto preconcetto di indagare una conoscenza significativa come quella astrologica, afferma che gli uomini potrebbero essere classificati ricorrendo alle posizioni celesti dei pianeti nel luogo e nel momento della nascita, e che essi sono influenzati ciascuno in maniera diversa dai successivi movimenti planetari, quindi, interrogatosi sulla correlazione tra la mente umana e le posizioni dei pianeti nell’istante natale, conclude ammettendo l’esistenza di un nesso tra la psiche e l’universo.

Una lettura stimolante ed insieme divertente, che mi auguro ti apra la mente.

SONO UN CAPRICORNO

Ballando nudi nel campo della mente, Kary Banks MullisHo cominciato a riflettere sull’astrologia a metà degli anni Sessanta, dopo che tre perfetti estranei mi avevano collocato – giustamente – nel segno zodiacale del Capricorno. La possibilità che un evento del genere si verificasse casualmente è di uno su 1728.
La prima fu Emma, una ragazzina di dieci anni che abitava vicino a me ad Atlanta, dove studiavo al Georgia Tech. Stavo salendo le scale con la spesa, quando lei dichiarò con sicurezza: «Sei del Capricorno, vero?». Mi fermai di botto. Come faceva a saperlo? Le chiesi come si comporta un Capricorno. La risposta fu: «Come te».
Se stava tirando a indovinare, aveva visto giusto. Ci sono dodici segni in cui il sole può trovarsi al momento della vostra nascita. Quando la gente dice che siete Pesci, o Capricorno, senza specificare ulteriormente, vuol dire che quando siete nati il sole si trovava in quella parte del cielo definita Pesci, o Capricorno. E quindi hanno una possibilità su dodici di azzeccare la risposta giusta.
Anche la Luna, Venere, Marte e gli altri pianeti al momento della vostra nascita si trovano in una determinata parte del cielo, ma si muovono seguendo un loro proprio tracciato, e solo persone più a loro agio di Emma con l’astrologia ne tengono conto. Quando Emma mi disse che ero un Capricorno, non sapevo assolutamente niente di astrologia.
Se guardate tutti i pianeti – inclusi la Luna e il Sole – le loro posizioni al momento della nascita definiscono una forma, che rappresenta il tema natale, una descrizione complessiva della persona. Alcuni dei pianeti possono essere disposti, o no, in modo particolarmente significativo. Nel mio tema natale, sono sparsi, ma ci sono due minacciosi insieme di tre pianeti, definiti un’opposizione e due quadrature. In quello della mia prima moglie ci sono tre pianeti in trigono che formano un triangolo equilatero perfetto. Opposizioni e quadrature implicano che il soggetto farà una fatica del diavolo a organizzarsi, consegnerà i manoscritti in ritardo, e potrebbe passare un po’ di tempo in carcere, o peggio. Il trigono significa che lei era nata sotto una buona stella: poteva essere pigra, ma sapeva il fatto suo. Per quello che sapevo di noi, mi sembrava una descrizione sensata. Quando feci la carta del cielo di nostra figlia Louise, trovai che si trattava di un mix perfetto delle nostre. Aveva la forma di un aquilone acquariano, simile a un trigono combinato con una quadratura, con l’ascendente nel sole acquariano della madre. E condivideva con me il sole in Capricorno, sfasato rispetto all’aquilone. Che strano, pensai. Sapevo che Louise doveva essere il nostro riflesso dal punto di vista genetico. Ma da quello astrologico?
Erano passati tre anni, e mi trovavo a Berkeley, quando qualcun altro saltò fuori con il mio segno zodiacale. Ero a una festa e stavo chiacchierando con una donna quando lei mi interruppe a metà di una frase: «Sei un Capricorno, sono sicura». Come faceva a saperlo? Disse che lo vedeva dal modo in cui muovevo le mani mentre parlavo, e in cui le posavo sul bancone quando non le muovevo. Tendevo anche a buttarmi in avanti per poi ritrarmi.
Considerato il numero delle persone che mi avevano detto il mio segno zodiacale, e di quelle che lo avevano indovinato, eravamo a due su due. Avrebbero potuto entrambe tirare a indovinare. Due per due, per uno su dodici, è una possibilità su centoquarantaquattro.
Essendo uno scienziato, la cosa importante per me erano le probabilità. Quando succede qualcosa di insolito, uno scienziato degno dei suoi occhiali cerchiati d’osso e dei suoi vestiti da poco si dà da fare. Ripresi in mano i libri di astrologia, preparai qualche carta del cielo per i miei amici, e decisi che per risparmiarmi un sacco di lavoro e di gite in biblioteca avrei scritto un programma informatico in grado di fare questo lavoro al mio posto.
Risultò un’impresa tutt’altro che facile. Isaac Newton aveva scritto le regole che descrivono come i corpi ruotano l’uno attorno all’altro grazie alla legge di gravità. Era relativamente facile, conoscendo i punti di partenza di due corpi come la terra e la sua rotazione intorno al sole, sapere dove si sarebbe trovata la terra dopo cento, o anche mille anni. Un programma informatico può risolvere questo genere di calcoli senza problemi. Ma il guaio con il sistema solare è che non c’è solo un pianeta. Ce ne sono troppi. E ciascuno di essi è influenzato non soltanto dal sole, intorno al quale doverosamente orbita, ma da tutti gli altri pianeti. Ad avere l’effetto più rilevante sono i più grandi, come Giove e Saturno, ma anche quelli piccoli creano modeste perturbazioni ogni volta che fanno un incontro ravvicinato, e dopo un centinaio di anni le cose diventano piuttosto complesse. Per anni gli astronomi degli osservatori navali hanno scritto programmi cercando di simulare i movimenti planetari, e sono arrivati ad un discreto livello di precisione, ma non hanno ancora finito. E la Marina ha motivi diversi dall’astrologia per occuparsene: cose come la navigazione, i satelliti, e cercare di far arrivare un missile sulla Piazza Rossa.
Una notte, circa un mese dopo quella festa a Berkekey, stavo campeggiando sul fiume Navarro, a Mendocino County. La gente gironzolava da un falò all’altro, e un tipo si fermò fuori dal nostro cerchio ad ascoltare la storia che stavo raccontando. Quando ebbi finito, si avvicinò e annunciò che io ero un Capricorno. Si era già voltato quando lo chiamai: «Come fai a saperlo?». Si girò verso di me: «Perché ci vai giù duro, e poi ti tiri indietro. E’ così che si comportano». Si allontanò pavoneggiandosi, come un maledettissimo Scorpione.
Tre su tre, per uno su dodici: voleva dire uno su 1728. Era questa la probabilità che tre persone, indipendentemente tra loro, indicassero correttamente il mio segno zodiacale.
Ero convinto che non si trattasse di un caso. Quelle persone avevano osservato il mio modo di comportarmi, prevedendo razionalmente il mio segno zodiacale. Se si può fare una cosa del genere partendo da una quantità minima di informazioni, l’astrologia è qualcosa su cui vale la pena di fare ricerche.
Feci un piccolo esperimento per puro caso. Avevo fatto fare il mio tema natale da un negozietto di La Jolla che spediva i dati a una società di Los Angeles, dove un computer calcolava e sceglieva i paragrafi compatibili con il soggetto in questione. Era quello che si definisce un sistema esperto computerizzato. La maggior parte delle cose che quelle 50 pagine di testo dicevano su di me erano giuste, ma alcune erano completamente sbagliate. E venne fuori che quelle errate derivavano dal mio ascendente.
In un tema natale, l’ascendente è il dato più legato all’ora di nascita. E’ la parte del cielo che si affaccia all’orizzonte, a oriente, nel luogo e nell’ora della nascita, e cambia ogni minuto. Il computer dava per scontato che una persona nata negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale non potesse conoscere l’orario esatto della propria nascita. In quel periodo avevamo un’ora in più a causa dell’ora legale. Nel 1944, quando sono nato io, se il certificato di nascita indicava le 13,53 di un giorno di dicembre, voleva dire che l’ora reale era le 12,52. Io lo sapevo, e quando avevo riempito il modulo avevo scritto l’orario corretto, indicandolo come EST (Eastern Standard Time) anziché come EWT (Eastern War Time). Ma il computer aveva pensato che mi fossi sbagliato, e aveva corretto in EWT. Il risultato era che avevo un oroscopo calcolato su un’ora indietro: la mia Luna risultava spostata di mezzo grado verso occidente. Sullo sfondo delle stelle, la Luna ha un lento movimento verso est, che non deve essere confuso con l’apparente movimento verso occidente, prodotto dalla rotazione terrestre. Ma il mio ascendente era del tutto sbagliato: Toro, anziché Ariete.
Avendo una certa esperienza in queste faccende, la cosa mi divertì, invece di crearmi problemi. Dio non voglia che dipendessi solo dal computer per farmi un’idea su me stesso. Una persona con ascendente Ariete, che pensi invece erroneamente di avere un ascendente Toro, potrebbe arrivare a concludere di stare facendo un gran casino. Un ascendente Toro percepisce la propria solidità fisica, si prende cura delle cose, non fa molto affidamento sugli altri perché sa che non è il caso di fidarsi troppo. Se ha senso dell’umorismo, si tratta soprattutto di ironia. Ed è una persona stabile, una vera roccia: non prega, perché sa che niente può cambiare. Ma crede.
Un ascendete Ariete può essere intraprendente, ma non ha altrettanta forza. Si impegna in cose nuove, nasce solo ed è un solitario. Si sente responsabile di tutto quello che succede, e può essere anche troppo rigoroso, dato che non c’è nessuno che lo controlli. Assume dei rischi, prega, ma non crede.
Capii che c’era un errore quando lessi i paragrafi che si basavano sull’ascendente. Il resto della stampata era corretto. Mi chiesi se qualcuno che mi conosceva bene, ma che non sapeva dell’errore nell’esecuzione dell’oroscopo, avrebbe potuto capire quali delle varie affermazioni erano sbagliate. Consegnai il testo a un mio amico che non sapeva niente di astrologia, chiedendogli di leggere tutte le circa duecento affermazioni che mi riguardavano, segnando su una crocetta quelle che gli sembravano sbagliate. E lui segnò quasi esclusivamente affermazioni che derivavano dall’errore di calcolo relativo all’ascendente.
Dato che sono uno scienziato, copiai il testo in modo che nessuno potesse vedere le sue crocette, e cercai altre persone disposte a esaminare attentamente il mio oroscopo. Ne trovai due, ed entrambe, ancora una volta, segnarono soprattutto i paragrafi relativi all’ascendente sbagliato.
Spiegai l’errore agli operatori del computer, che rifecero l’oroscopo con l’ora giusta. E questa volta andava bene. Ancora una volta, chiesi a qualche amico di segnare i passaggi che non ritenevano pertinenti: ma questa volta ne segnarono meno, e non si trattava di indicazioni legate all’ascendente.
Da tutto questo possiamo trarre qualche deduzione. Un computer che disponga della data di nascita corretta è in grado di preparare un oroscopo che descrive accuratamente la personalità di un individuo. E ho anche scoperto che tre dei miei amici mi conoscono come minimo come un computer. Fu un esperimento divertente ed economico. Una ragazzina, una persona incontrata a una festa, e una voce emersa dall’oscurità vicino al fiume Navarro erano in grado di dire in quale mese io fossi nato.
Ci consideriamo persone moderne, intelligenti e sofisticate. Psicologi e sociologi pensano che l’astrologia sia una sciocchezza. Dipartimenti accademici che si occupano di comportamento umano la considerano uno svago controproducente privo di qualsiasi utilità. E non è che non ne abbiano mai sentito parlare, sanno bene che tutti i giornali quotidiani del mondo hanno una rubrica di oroscopi e che milioni di persone la seguono. Il motivo per cui non se ne occupano è che si sentirebbero in imbarazzo nei confronti dei loro colleghi. Le scienze sociali non dispongono di prove concrete che escludano un legame tra il comportamento umano e le posizioni dei pianeti al momento della nascita. Ma gli esperti di scienze sociali hanno l’arroganza di dare semplicemente per scontato che le tradizioni popolari, come l’astrologia, siano roba per creduloni. Negli ultimi due secoli gli psicologi hanno completamente ignorato l’astrologia, senza nemmeno fare qualche semplice esperimento per metterne alla prova i principi.
Molti di loro sono erroneamente convinti che si tratti di un argomento estraneo alla scienza e quindi che non sia adatto a una ricerca seria. Sbagliano di grosso. Il fatto che chi pratica oggi l’astrologia utilizzi o no metodi scientifici non ha niente a che vedere con la validità delle conoscenze che utilizzano. Il fatto che le abbiamo ignorate senza sottoporle a una valutazione sperimentale, etichettandole come inutili chiacchiere per le masse, dice molto sul fatto che quelli che si occupano di salute mentale ragionano col culo, e che di solito hanno bisogno di più aiuto che quello che possono offrire.
Sappiamo poco sulle origini dell’astrologia, a parte il fatto che cinquemila anni fa civiltà che andavano da Babilonia alla Cina, indipendentemente le une dalle altre, studiavano i cieli per cercare di capire meglio la vita sulla terra. Nel XVII secolo, quando uomini come Galileo, Keplero e Newton stavano ponendo i fondamenti dell’astronomia, tenevano conto anche del valore astrologico delle loro osservazioni e delle loro predizioni. A un certo punto, però, la precisione dei loro calcoli e delle predizioni matematiche da loro formulate deve aver acquisito maggiore importanza rispetto alle riflessioni che sarebbe stato possibile utilizzare per le teorizzazioni, decisamente più vaghe, richieste dall’astrologia. Individui che stanno alzati tutta la notte a guardare attraverso lunghi tubi neri, memorizzando numeri a quattro o cinque cifre e inventando schemi di calcolo, non sono necessariamente esperti di comportamento umano, e non è molto probabile che trovino interessanti le complesse interazioni tra gli individui e le stelle. Hanno già abbastanza da fare per cercare di calcolare perché l’orbita di Marte è ellittica anziché circolare.
Così l’astronomia si è separata dall’astrologia, ma questo non è successo perché l’una funzionava, e l’altra no. Nessuno ha fatto un’approfondita valutazione empirica dei dati astrologici, per poi concludere che nessuno di essi poteva essere utilizzato per fare predizioni, semplicemente gli astronomi hanno preferito continuare a occuparsi dei moti ciclici dei pianeti, anziché di quelli degli esseri umani. Si sono specializzati in numeri, e proprio per questo l’astronomia è un settore ricco e interessante: guardate, per esempio, le belle foto di lontanissimi corpi celesti che il telescopio Hubble riesce a inviarci.
Ma l’astrologia esiste ancora, e potrebbe essere un utile strumento per comprendere gli esseri umani, se gli studenti che si occupano seriamente di comportamento volessero abbassarsi ad esaminarla. Esistono seri studiosi del comportamento umano? I ricercatori medici hanno riconosciuto da tempo che i rimedi popolari spesso funzionano. Gli etnobotanici studiano il modo in cui le erbe curative vengono utilizzate dai popoli primitivi, non sanno neanche cosa sono le molecole: ma quando un’erba è efficace, entra a far parte della medicina scientifica. E se nessuno sa come funziona, qualcuno si occupa di scoprirlo. La cultura popolare è una ricca fonte di nuove informazioni. Ma non si è mai sentito parlare di psicologi moderni impegnati a esaminare il mondo delle tradizioni popolari alla ricerca di nuovi concetti. Non se ne sente parlare perché nessuno lo fa. Gli psicologi sono impelagati con una scombinata serie di teorie sull’apprendimento e sul comportamento che ignorano totalmente una vasta area dell’intelligenza umana, a cominciare dalla premessa che gli esseri umani non sono affatto uguali. Si dividono in una complicata schiera di tipi diversi, che possono essere ordinati, se non parzialmente compresi, tenendo conto della posizione dei pianeti nel cielo nel luogo e al momento della nascita. Può sembrare assurdo, ma è vero, e si tratta di dati scientificamente accessibili. E c’è di più: questi diversi tipi umani vengono influenzati in modo diverso, per tutto il resto della loro vita, dai continui movimenti e riassetti dei pianeti. E così entrano ed escono da esplosioni cicliche di creatività, come da periodi di profonda depressione, esperienze estremamente gratificanti, tremende perdite, e così via.
Come può qualcuno definirsi uno studioso del comportamento umano e mettere fuori una targa offrendosi di aiutare altri esseri umani, senza studiare un po’ di astrologia? Come può un’istituzione universitaria attribuire un dottorato in psicologia senza richiedere almeno qualche corso di astrologia? Se gli psicologi funzionassero, ossia se avessero nel curriculum un buon numero di pazienti che sono stati liberati dalla sofferenza, per comprendere e combattere la quale hanno pagato fior di quattrini, allora potrei capire perché i bravi medici del cervello arriccino il naso di fronte alla tradizione popolare dell’astrologia. Ma nessuno è tanto rimbambito da sperare di ottenere da uno «psica» anche solo un barlume di salute mentale. Se sei fortunato e scegli bene, magari non ti ammazzerai proprio quell’anno, ma nessuno si aspetta una cura miracolosa per una persona che patisce una sofferenza emotiva cronica. In altre parole, la psicologia è praticata da un branco di incompetenti profumatamente pagati: non possono aggiustare un cuore infranto.
E quindi dovrebbero essere alla ricerca di nuove teorie. Freud, Jung, Maslow erano in gamba, e sono una lettura piacevole, ma continuiamo a essere nevrotici, e alcuni di noi continuano a buttarsi da qualche ponte. L’astrologia in sé non rappresenta la soluzione a tutti i nostri problemi, più di quanto lo siano le erbe di qualche stregone della foresta amazzonica, ma è un peccato sprecare una risorsa così ricca e antica per il semplice motivo che i nostri stregoni moderni sono troppo vincolati alle loro abitudini per guardarsi intorno.
Io non frequento gli «psica»: portereste la macchina da un meccanico che rifiutasse di accettare l’esistenza di diverse marche e modelli?
L’astrologia contiene anche un paio di misteri che dovrebbero stuzzicare l’appetito di chiunque si dedichi a studiare «cosa sta succedendo nell’universo». Come è possibile che il mio cervello sapesse qualcosa sulle posizioni relative dei pianeti prima di aver imparato a usare l’Almanacco nautico? Deve essere in qualche modo in contatto, direttamente o indirettamente, con questi corpi celesti, dato che sembra esserne influenzato. E come questo possa avvenire dovrebbe essere di uguale interesse per un medico, un sociologo, uno psichiatra e perfino un fisico. Questo collegamento può essere facilmente dimostrato osservando la distribuzione non casuale delle date di nascita tra le diverse professioni. Un recente studio scientifico sulle date di nascita degli studenti di medicina ha dimostrato che molti di loro sono nati verso fine giugno. Si è ipotizzato che questo sia dovuto al fatto che in questo periodo fa giorno prima, e che quindi hanno avuto più luce a disposizione, e maggiori possibilità di stare all’aperto e di interessarsi alla biologia. Stronzate. Succede lo stesso in Australia e agli antipodi, in giugno, il sole è tutt’altro che alto. In entrambi gli emisferi, le date di nascita dei candidati che riescono a entrare alle scuole di medicina non sono distribuiti equamente su tutti i mesi: c’è un affollamento intorno ai segni zodiacali dei Gemelli e del Cancro. I biochimici sono più spesso Sagittari. Anche gli avvocati hanno la loro distribuzione, e alcuni sostengono che essi nascano da un uovo e divorino i loro piccoli – non abbastanza, ovviamente – quindi anche loro hanno i loro problemi. Finora la sociologia ha ignorato queste cose. E forse è anche per questo che la sociologia è così noiosa e così inutile: è una disciplina pedante e ignorante.
Io sono nato alle 17,58, ora di Greenwich, del 28 dicembre 1944 a Lenoir, Carolina del Nord. E questo vi fornisce più informazioni su di me di quelle che potete trovare in questo libro.