L’interpretazione della carta natale

L’oroscopo di Wallenstein compilato da Keplero nel 1608

L’oroscopo di Wallenstein compilato da Keplero nel 1608

Se ora sono un astrologo lo devo più alla necessità di comprendere me stesso e le ragioni fondamentali della mia storia personale, devastata dalla razionalizzazione economica dell’esistenza e dal nichilismo della modernità che mi pervadeva negandone il senso, che non ad una passione o ad un interesse culturale: per me, infatti, l’astrologia non è un hobby da praticare nel tempo libero per distendere i nervi e riposarmi, ma il linguaggio stesso in cui si esprime la vita, e, per arrivare ad interpretare carattere e destino dell’uomo concreto basandomi sulla conoscenza dei suoi dati di nascita, ho dovuto affrontare alcuni problemi di carattere pratico, primo fra tutti quello di erigere il grafico astrologico della genitura, fondamento oggettivo dell’interpretazione astrologica.
A tal riguardo la rete offre gli strumenti necessari per praticare l’astrologia in maniera veloce e gratuita, dal vecchissimo programma Astrolog 5.40, che utilizzo tuttora per l’abitudine ultradecennale alla sua grafica scarna ed essenziale nella quale scorgo a colpo d’occhio la forma del tema natale, alla sua evoluzione Astrolog 32, funzionante su piattaforme Windows fino alla versione XP, sino al software StarFisher, caratterizzato da una grafica decisamente migliore ma con funzioni più limitate, e, come specifica la guida, non totalmente affidabile nei regimi orari delle nascite antecedenti la seconda guerra mondiale; per essere certi di aver eretto il grafico astrologico della genitura in maniera corretta si possono utilizzare più programmi astrologici contemporaneamente, oppure consultare i servizi gratuiti offerti da Astro.com, che però utilizza un’orbita di 10° per tutti gli aspetti angolari, considerandone più di quanti ve ne siano in realtà, e da Astrotheme.com, che restituisce un grafico interattivo in cui, cliccando sui vari elementi della carta del cielo, se ne ottiene un’interpretazione in lingua inglese.
Questi ultimi due siti Internet offrono poi l’accesso e la consultazione gratuita di corposi database di dati natali di personaggi pubblici, Astro-Databank e Celebrities Horoscopes, utili per impratichirsi della materia verificando la corrispondenza dei loro grafici astrologici con le loro vite, le loro relazioni e gli eventi fondamentali loro accaduti; il primo, inoltre, nella pagina Swiss Ephemeris for Users, pubblica gratuitamente effemeridi astrologiche per 6000 anni basate sull’ultima versione delle effemeridi planetarie e lunari DE 405/406 sviluppate dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, mentre il sito Khaldea.com rende disponibile la serie di effemeridi planetarie che va dall’anno 600 a.C. all’anno 2400 d.C., e, per coloro che desiderano essere sempre informati sull’ora planetaria corrente, il programma astrologico gratuito ChronosXP fornisce anche informazioni sulla fase lunare in corso.
Una volta eretto il tema natale occorre prendere confidenza con i suoi vari elementi, e per farlo bisogna procurarsi dei manuali adeguati che spieghino i significati loro attribuiti ed il modo di combinarli per addivenire ad una sintesi intuitiva dell’esistenza alla quale si riferisce, ma poiché non esiste un trattato di astrologia universalmente riconosciuto come valido, in cui siano illustrati chiaramente il fondamento della disciplina e siano sviluppati organicamente i contenuti, bisogna armarsi di pazienza ed estrarre i diversi tasselli dell’interpretazione dai libri scritti da astrologi caratterizzati da concezioni del mondo radicalmente diverse esposte in epoche molto distanti tra loro, avendo cura di depurare il dato effettivo, che consente di interpretare efficacemente determinati aspetti della carta natale, dalla visione generale del mondo dell’autore, e ciò fin quando non verrà scritto un manuale esaustivo che riordini la materia.
E difatti, negli anni dell’angoscia esistenziale, quando il terreno sembrava mancarmi sotto i piedi, la mia identità sociale si andava disgregando e, di lì a poco, avrei abbandonato tutto per seguire soltanto me stesso, avendo trovato nell’astrologia un supporto oggettivo per la meditazione sul mio carattere e sulla mia biografia, un mandala personale modellato dall’essere che mi avrebbe rivelato infine la chiave del destino, cercai di interpretare il grafico astrologico della mia genitura con i mezzi a mia disposizione, ma mi imbattei nella difficoltà di districarmi tra le pubblicazione astrologiche in commercio, quasi tutte di provenienza estera, non esistono astrologi italiani che meritino di essere letti, quelli che conoscono le lingue si limitano a tradurre libri scritti da autori stranieri, per cui dovetti effettuare delle scelte.
Nel lungo peregrinare tra i testi astrologici, iniziato sfogliando libri nelle librerie del centro storico di Roma e durato forse un paio di anni, forse meno, accompagnato dagli acquisti dei volumi che consideravo importanti e conclusosi setacciando i cataloghi librari nella foresta del Ribelle, già immerso nel turbine di letture sugli argomenti più disparati che mi avrebbero fornito i tasselli della visione del mondo che porto da sempre dentro di me, acquistai per primo il corposo volume di Nicola Sementovsky-Kurilo intitolato Astrologia, trattato completo teorico-pratico, edito da HOEPLI, nell’ottava edizione aggiornata, ma soltanto molto tempo dopo trovai nel Trattato pratico di astrologia di André Barbault, edito da Astrolabio-Ubaldini, un testo che si avvicinava allo schema di un manuale esaustivo, anche se l’autore rinunciava a fornire una spiegazione sul fondamento della disciplina.
L’astrologo francese, nato nel 1921 e studioso di astrologia fin dall’età di quattordici anni, apriva il suo trattato, pubblicato in Francia nel 1961 ed in Italia nel 1979, affermando che, essendo scrupoloso nella pratica astrologica, si era liberato progressivamente di ciò che non aveva superato la prova di una verifica empirica, e, pertanto, offriva al lettore un insegnamento accettabile tale da introdurlo ad una sana pratica astrologica, ma tale insegnamento non si sarebbe potuto concepire senza un’applicazione, perciò l’aveva illustrato riferendolo ad un insieme di personaggi storici, e, per evitare la critica di aver scelto soltanto i casi adatti allo scopo, che gli sarebbe stata avanzata se avesse selezionato dei personaggi tra le migliaia di politici, artisti, scienziati, scrittori di cui possedeva i dati, aveva deciso di prendere l’intera collezione dei re di Francia, dei quali è nota l’ora di nascita dal primo all’ultimo, e di considerarne la serie obbligatoria di casi, e, data l’esiguità del numero, vi aveva aggiunto i soli personaggi importanti della storia francese dei quali si conoscono le ore di nascita: Caterina dei Medici, Richelieu, Mazarino, Colbert, Maria Antonietta, Robespierre, Napoleone I e Napoleone III.
Dopo aver riportato alcune opinioni di personaggi storici sull’astrologia, nei tre capitoli della parte prima Barbault spiegava in maniera stringata come erigere una carta del cielo, introducendo la sfera terrestre e quella celeste, con i rispettivi sistemi di coordinate, l’ora locale, legale ed estiva, la domificazione, le posizioni planetarie e gli aspetti angolari, quindi offriva alcune verifiche e prove tratte dagli studi statistici di Michel Gauquelin sulla ripartizione dei pianeti nel movimento diurno, riportandone l’affermazione che “esiste una relazione certa fra le posizioni degli astri del sistema solare al momento della nascita e una determinata attività della vita degli uomini”, prima constatazione di un fatto astrologico, conferma scientifica della regola astrologica secondo la quale l’astro alla levata ed alla culminazione, e, in misura minore, al Discendente ed al Fondocielo, assume valore dominante, nonché del significato simbolico delle funzioni e professioni attribuite tradizionalmente ai pianeti, ed infine esponeva i significati delle determinanti terrestri, le qualità caldo e freddo, umido e secco, e dei quattro elementi, Acqua, Aria, Fuoco, Terra, riferendoli ai quattro temperamenti della medicina antica.
Di particolare interesse, nel capitolo secondo, oltre al sunto degli studi statistici di Gauquelin sulla posizione dei pianeti nel moto diurno, che confermano il ruolo predominante di Marte nei comandanti militari e nei campioni sportivi, di Giove negli uomini politici di alto rango e negli attori celebri, e di Saturno negli scienziati, conformemente alle associazioni tradizionali tra professioni e pianeti, era la conferma statistica, dovuta allo stesso Gauquelin, del fenomeno dell’ereditarietà astrale, considerato che i genitori nati con un pianeta in posizione angolare hanno la tendenza a generare figli nati con il medesimo pianeta in posizione angolare, testimonianza che non si nasce a caso, ma entro finestre temporali che riproducono la configurazione astrale relativa ai propri carattere e destino, spiegando così il fenomeno dell’ereditarietà della professione, ad esempio nei militari nati con Marte dominante, che in tal modo trasmettono la loro vocazione ai figli nati con la medesima dominante astrologica.
Nella parte seconda Barbault spiegava gli elementi fondamentali dell’interpretazione astrologica, distinguendoli in semplici, lo zodiaco tropico, le case ed i pianeti, e composti, i pianeti nei segni, i pianeti nelle case e gli aspetti angolari, essendo ogni configurazione una costellazione di unità composite più o meno numerose, ma, precisava l’autore, occorre un giudizio rigoroso ed una buona conoscenza per concatenare in serie i vari elementi, dall’unità semplice a quella composta, e dall’unità composta all’unità complessa, in quanto lo scopo di una vera e propria analisi astro-psicologica, lungi dal contentarsi di una semplice descrizione del carattere, è quello di “costruire”, anzi, di “ricostruire” verosimilmente l’uomo concreto a partire dalle forze profonde e dai meccanismi interiori che lo determinano, e solo dopo averlo compreso comincia la possibilità di prevedere, nei limiti di una previsione razionale, quello che potrà fare, subire o divenire, poiché non sono gli avvenimenti come tali ad essere “scritti” nella carta del cielo, ma solamente la condotta psicologica che li spiega, li giustifica e li determina.
Quest’ultima osservazione è vera solo in parte, in quanto, ed è facile constatarlo, i transiti planetari segnano non soltanto le sollecitazioni psicologiche che inducono mutamenti d’animo, pur senza riuscire a provocare eventi esteriori, oppure quelle che, per intensità, riescono a produrre, consciamente o inconsciamente, azioni volte a soddisfare un desiderio o una tendenza interiore, ma, e ciò accade in concomitanza con transiti particolarmente intensi per precisione, durata e coinvolgimento di più pianeti lenti, durante le rotture dell’orbita o gli inneschi di pianeti veloci, anche eventi esterni del tutto indipendenti dalla volontà della persona alla quale si riferisce il tema natale, e stupisce che Barbault, che ha studiato i transiti planetari nei temi natali degli uomini politici, non abbia considerato che l’ascesa al potere, indicata da transiti di pianeti lenti rispetto ai punti sensibili della carta del cielo, non è frutto della semplice psicologia dell’uomo che ascende, soprattutto quando l’ascesa giunge inaspettata.
Il primo elemento semplice nella tastiera simbolica che compone il grafico astrologico della genitura preso in considerazione da Barbault, lo zodiaco tropico, che l’autore definisce sì un orologio celeste, ma non il quadrante di un orologio cosmico che scandisce il tempo del destino, non avendo coscienza della sostanza del tempo, rappresenta una figura ricca di insegnamenti, un libro di immagini dell’umanità che non cessa di parlare a chi l’interroga, essendo, per le sue strutture geometriche, matematiche, dialettiche e simboliche, e per le sue implicazioni mitologiche, filosofiche e metafisiche, veramente una, se non l’unica chiave simbolica dell’universo, che egli espone sotto il profilo psicologico presentando la gamma umana dei dodici segni zodiacali, indicandone il simbolismo, la psicologia, la dialettica ed il destino, terminando con l’enunciazione dei personaggi storici della serie presa in considerazione che vi appartengono, ai quali aggiunge casi celebri di nati con il Sole in ciascun segno zodiacale.
Il secondo elemento semplice preso in considerazione da Barbault, le dodici case astrologiche, da lui definite settori, è legato al simbolismo del ciclo giornaliero, ma si può anche stabilire un’equivalenza simbolica fra il giorno e l’anno, e poiché l’Ascendente rappresenta l’inizio del ciclo diurno, come il 0° dell’Ariete l’inizio di quello annuale, esiste un rapporto preciso fra la casa I e l’Ariete, fra la casa II ed il Toro, e, così continuando, fra la casa XII ed i Pesci, e, nella misura in cui si può riconoscere ad un fattore astrologico la capacità di esprimere un dato oggettivo, il segno zodiacale sta alla corrispondente casa come una condizione soggettiva sta alla realtà oggettiva, così, poiché il Toro è un segno orale che si riferisce alle tendenze ad acquisire, alla possessività, la casa II rappresenta le finanze, il denaro guadagnato, la fortuna; pertanto le case sono i segni di uno zodiaco terrestre ed il loro significato è quello di una “materializzazione” delle tendenze zodiacali celesti, i loro attributi costituiscono quindi la base dell’esistenza concreta e ciascuna di esse rappresenta un settore particolare della vita, un tipo particolare di rapporto dell’essere con il campo che questo settore concerne, riferendosi all’attitudine che il soggetto assume in esso, lasciando dunque intravedere le cose che possono derivarne.
Infine Barbault prendeva in considerazione il terzo elemento semplice dell’interpretazione astrologica, i pianeti, spiegandone la relazione di domicilio, notturno e diurno, sui segni zodiacali, la Luna sul Cancro ed il Sole sul Leone, e poi, in ordine di distanza crescente dal Sole, Mercurio rispettivamente sui Gemelli e sulla Vergine, Venere sul Toro e sulla Bilancia, Marte, per il quale la distinzione si inverte, sull’Ariete e sullo Scorpione, Giove sui Pesci e sul Sagittario, Saturno sull’Acquario e sul Capricorno, aggiungendovi quindi i tre pianeti trans-saturniani, per i quali si discende lungo il lato notturno dello zodiaco tropico, che governano rispettivamente Urano l’Acquario ed il Capricorno, Nettuno i Pesci ed il Sagittario, Plutone, invertendo il rapporto, lo Scorpione e l’Ariete, illustrando le caratteristiche di ciascun pianeta sotto il profilo delle analogie astronomiche, dell’elemento cui appartiene, dell’età della vita cui corrisponde, del principio generale, del temperamento, delle funzioni fisiologiche, della fisiopatologia, della caratterologia, delle funzioni psicologiche, della psicopatologia, della morfologia, delle professioni, delle arti, del destino, dei personaggi rappresentati, dell’aspetto sociale cui si riferisce, concludendo con un elenco di personaggi celebri riferibili a ciascuna dominante planetaria.
Barbault prendeva quindi in considerazione il primo dei tre elementi composti, i pianeti nei segni, spiegando che, dovendo considerare il gioco dei movimenti degli astri del sistema solare e la tela di fondo zodiacale su cui tali spostamenti si proiettano, è buona norma unire le due cose in una: non è infatti possibile separare il pianeta dal segno in cui si trova, che il primo appaia tinto con le tonalità dei valori del secondo, o che sia il secondo a tingersi delle tendenze del primo, occorre realizzarne una sintesi, e ciò avviene in riferimento al sistema dei domicili, dove un pianeta ha la massima affinità con il segno e la massima potenza, e degli esili, collocati nel segno opposto, dove discorda al massimo, ma ha anche una dignità, l’esaltazione, ove acquista una maggiore potenza, ed una caduta, nel segno opposto, dove la potenza diminuisce, e ciò in quanto i segni zodiacali non possono essere ridotti al solo valore del pianeta che li governa, perciò occorre considerarli sotto il profilo combinato della dominante planetaria, domicilio o trono, e della sotto-dominante, l’esaltazione; seguiva l’enunciazione del rapporto psicologico fondamentale relativo alla posizione di ciascun pianeta nei dodici segni zodiacali, dalla Luna a Plutone, trascurando l’Ascendente ed il Sole, che si riferiscono alla personalità e non fanno altro che valorizzare il contenuto del segno in cui si trovano senza orientarlo in modo particolare.
Barbault introduceva poi il secondo degli elementi composti del tema natale, i pianeti nei settori, definendolo come la determinazione locale di un processo generale nel quale la proprietà specifica di un astro agisce nel campo particolare della vita rappresentato dal settore occupato, spiegando che quello in cui si trova il Sole è spesso il centro dell’esistenza, il luogo della principale esperienza della vita; quello in cui si trova la Luna è il luogo in cui l’essere è più vicino all’infanzia ed all’istinto; quello in cui si trova Mercurio è un luogo di rapporti, di contatti, di scambi, di legami spirituali, di intellettualità, di mobilità e di variabilità; quello in cui si trova Venere è un luogo in cui l’essere gioisce dell’amore, dell’affetto, della simpatia o del favore altrui; quello in cui si trova Marte è un luogo in cui si affermano le tendenze aggressive e passionali; quello in cui si trova Giove indica dove si hanno profitto, abbondanza, acquisizione, facilità, fortuna, successo, riuscita, espansione materiale, sociale o affettiva; quello in cui si trova Saturno è un luogo di mancanza, di privazione, di restrizione, di difficoltà, di ritardo, o anche di perdita, di abbandono, di distacco; quello in cui si trova Urano indica la zona nella quale l’essere, in caso positivo, risulta al massimo originale, individualista, indipendente, e, in caso negativo, inadattabile e rivoluzionario; quello in cui si trova Nettuno indica il luogo in cui il soggetto appartiene al massimo alla comunità; quello in cui si trova Plutone è il luogo in cui l’essere si impegna negli istinti più primitivi e manifesta impulsi fra i più imperiosi.
Barbault illustrava infine il terzo degli elementi composti dell’interpretazione del grafico astrologico, gli aspetti tra i pianeti, che giocano un ruolo importante in quanto su di essi riposa la parte essenziale della struttura del tema natale, i quali sono essenzialmente dei rapporti basati su uno scarto angolare particolare che si stabilisce tra due astri ed in virtù del quale questi esercitano un’azione comune: partendo dal principio che ogni astro è espressione di una tendenza, o di una funzione, l’aspetto determina una relazione fra le due tendenze, o funzioni, rappresentate dagli astri, e, per analizzarlo correttamente, occorre prenderne in considerazione, in modo distinto, la natura, congiunzione, opposizione, quadrato, trigono, sestile, la materia, ossia la combinazione derivata dalle peculiarità dei due pianeti in aspetto tra loro, dei segni nei quali si trovano e di quelli che governano, e, infine, l’orientamento, in funzione dei settori nei quali i pianeti che formano gli aspetti sono rappresentati, che localizzano la manifestazione dell’aspetto in un campo o nell’altro dell’esistenza, considerando le case occupate e le case governate; seguiva una nota sull’interpretazione degli aspetti e l’elenco dei significati, in alcuni casi piuttosto stringati, delle combinazioni planetarie tra gli astri.
Nella parte terza del suo trattato, dedicata alle interpretazioni, Barbault spiegava come decifrare un tema natale partendo dall’individuazione della dominante, che si determina imparando a riconoscere l’importanza di ciascuna configurazione in rapporto all’insieme della carta del cielo, in modo da darle il posto giusto in un rapporto di forze con gli altri fattori, fissandone così il grado di intensità; la dominante di un tema, infatti, non è altro che il primo fattore in ordine di potenza, quello che, avendo il maggior rilievo o intensità, svolge il ruolo di capofila: tale privilegio può essere accordato ad un segno zodiacale, se risulta molto occupato, in quanto tanto più un segno è occupato tanto più è forte, ma, come regola generale, il privilegio del ruolo di dominante spetta sia ad un pianeta, integrato all’insieme, che a vari pianeti costituenti un complesso unico al quale partecipano segni, case ed aspetti, un’unità originale dalla quale l’intero tema trae significato e dimensioni, e la sua importanza è data dal fatto di essere legata alla nozione stessa di segnatura, espressione di uno stile generale, di un’etichetta sovrana che caratterizza la composizione sintetica di un essere e di un destino, esprimendo l’orientamento generale del soggetto, la base che determina l’attitudine globale di fronte alla vita e che annuncia, al tempo stesso, il modo di vivere concreto, a tal punto l’essere fa corpo con il proprio destino.
Barbault enunciava poi la regola di lavoro che racchiude gli elementi-chiave del problema: più una configurazione natale è specifica, cioè più è aderente al momento della nascita, ossia all’incrocio preciso del luogo e dell’istante, e più caratterizza, cioè “segna”, maggiormente l’individuo, e ciò in quanto una configurazione di pianeti lenti che dura vari anni costituisce, di per sé, un elemento minore, il meno adatto a caratterizzare l’individuo, mentre una configurazione fra pianeti rapidi, o fra pianeti rapidi e lenti, è, sempre di per sé, un elemento particolare, già più significativo, e difatti, considerando il moto dei pianeti lungo lo zodiaco tropico e nel movimento diurno, dalla più lunga configurazione nettuniana alla più breve lunare si passa da una durata di molti anni ad un periodo di poche ore, e questo avviene per gli aspetti, per i passaggi nei segni e per tutto il resto; si assiste quindi, dalla progressione quasi inapprezzabile degli astri lontani ai fugaci giri di pista lunari, ad una serie di processi di integrazione sempre più individuali, emerge dunque il valore dei Luminari e dei pianeti inferiori, Sole, Luna, Mercurio e Venere, personificazioni di funzioni vitali specifiche, simboli di veri e propri organi biopsichici, e, in quest’ottica, gli astri rapidi “valorizzano” necessariamente i pianeti lenti, nella misura in cui questi ultimi “colorano” le funzioni rappresentative dei rapidi, la qualità è fornita dai primi, il campo di azione dagli altri.
Se i luminari hanno un potere di valorizzazione superiore a quello dei pianeti rapidi, esiste tuttavia un fattore il cui potere è ancora più forte, essendo il più mobile, e, pertanto, il più adatto a conferire peculiarità al tema, derivando dal movimento di rotazione terrestre, ossia gli assi dell’orizzonte e del meridiano, e, in particolare, i due angoli Ascendente e Mediocielo, i quali percorrono in media un segno ogni due ore e passano, da una mezz’ora all’altra, attraverso tutte le combinazioni possibili di aspetti angolari con i pianeti, qualificandosi come i fattori più specifici della nascita, pertanto l’interpretazione di un tema natale deve sempre cominciare dall’esame dei quattro angoli del cielo, l’indagine astrologica ha dunque inizio dalla considerazione dei fattori che variano più rapidamente e che esprimono la spinta delle tendenze maggiormente riferibili all’individuo, e, in quest’ottica, la presenza fisica di un astro ad uno dei quattro angoli costituisce la caratteristica più marcata, specialmente se tale astro si trova a meno di 10° dall’orizzonte o dal meridiano, anche se l’esperienza dimostra che l’influsso in questione si estende al di là di 10°, perlomeno per quanto riguarda l’Ascendente ed il Mediocielo: l’azione planetaria non si esaurisce bruscamente, ma scompare con lentezza, e può lasciare ancora tracce al 15°, sicché, in linea di massima, quando un astro è in posizione così angolare costituisce la dominante del tema.
Quando vari pianeti sono in posizione angolare, allora tutti partecipano alla formazione della dominante, in tal caso occorre stabilire una gerarchia delle partecipazioni tenendo conto della vicinanza, il più vicino all’orizzonte o al meridiano merita il ruolo di dominante, con prevalenza dell’Ascendente e del Mediocielo sul Discendente e sul Fondocielo, ma spesso la priorità non spetta all’astro che è più angolare, bensì ad uno che è situato meno bene, trovandosi più lontano da un angolo, che però associa al suo valore di angolarità un valore di governo o di aspetto con l’Ascendente o con il Mediocielo; qualora invece nessun pianeta fosse angolare, bisognerà ripiegare sull’Ascendente e sul Mediocielo, tenendo conto: a) del segno Ascendente (il pianeta governatore del segno ha diritto alla dominante a titolo di governo) e, in misura inferiore, ma non trascurabile, del pianeta che è esaltato in questo segno; b) degli aspetti dell’Ascendente (ogni pianeta in rapporto con l’Ascendente ha pure diritto alla dominante a titolo di aspetto), e, qualora gli aspetti all’Ascendente siano più di uno, si darà la priorità innanzitutto all’aspetto più esatto, poi a quello più forte (il maggiore precede il minore) ed infine a quello che fa intervenire i diritti di “governo” (l’aspetto di un pianeta che cade su un segno in cui il pianeta stesso è governatore o “esaltato”); c) degli aspetti del Mediocielo, analogamente a quelli dell’Ascendente.
C’è poi da considerare l’eventualità di un astro non angolare che non abbia alcuna priorità e che si limiti a svolgere un ruolo di co-dominante, cosa che si verifica quando un pianeta arriva a totalizzare, per governo e per aspetti, un insieme di fattori determinanti che lo rendono più potente del pianeta angolare: avendo i valori la stessa natura o essendo analogicamente vicini o paralleli, bisogna procedere per gruppi di notazioni e, successivamente, stabilire una contabilità e paragonare i totali ottenuti, in quanto la dominante non angolare assume il carattere di un sistema costellato composto di notazioni sparse, e, fra le molteplici notazioni presenti, si delineano vari sistemi costellati grazie al sistema dei raggruppamenti, ricercando i complessi di valori associati, il più importante è l’associazione formata da un segno zodiacale, da uno o dai suoi due governanti e dalla casa corrispondente al segno, ciò costituisce un’unità indissolubile o, perlomeno, una segnatura globale, e, in caso di segnature quasi gemellari, si deve fissare un rapporto fra dominante e sotto-dominante o fra componente e sotto-componente, calcolando la loro importanza in base al numero dei fattori che li compongono, la dominante risulta allora rappresentata dalla più ampia costellazione di punti convergenti.
Concludendo il discorso sull’individuazione della dominante Barbault precisava che non è necessario che essa venga formulata in termini planetari, il “centro di gravità” del tema che esprime la dominante può essere infatti ottenuto partendo da altri piani di riferimento, se questi possono raggruppare il maggior numero di elementi convergenti: gli elementi del quaternario (il tema ruota intorno ad un elemento, ad una qualità elementare), del ternario (Cardinale, Fisso, Mutabile), della polarità binaria (maschile o femminile) o anche dei valori direttamente psicologici, inibizione o impulsività, primarietà o secondarietà, attività o secondarietà, attività o passività, la cosa essenziale, in ricerche del genere, è scoprire quale sia il piano di riferimento che “rende” di più, che esprime al massimo la dominante ed il maggior numero possibile delle sue componenti, e la chiave del problema consiste appunto nel tentare di ottenere la più alta concentrazione di fattori analoghi; infine, dopo aver illustrato il metodo per individuare la dominante di un tema natale, l’autore procedeva ad applicarlo ai componenti la serie storica dei re di Francia presa in esame per esemplificare i criteri astrologici esposti nel suo trattato.
Barbault spiegava poi la determinazione dei settori, richiamando espressamente le regole interpretative codificate da Morin de Villefranche, autore della poderosa Astrologia Gallica, il quale introdusse nella ricerca astrologica una tecnica di interpretazione che consente di “localizzare” l’effetto dei significatori universali e di determinarli verso certe categorie di effetti, piuttosto che verso altri; procedendo dall’aspetto generale al particolare, Morin segnala innanzi tutto la determinazione che scaturisce dalla posizione di un astro in un determinato punto, che tinge della propria natura il settore nel quale si trova ed è relativa alla qualità dell’oggetto che la subisce, in quanto l’astro non viene considerato come un’entità isolata dal resto dell’universo, ma esiste una solidarietà, o interazione, fra i fattori costituenti le varie configurazioni, che può riassumersi in tal modo: a) ogni pianeta agisce sempre congiuntamente con il segno zodiacale in cui si trova; b) ciascun segno zodiacale opera sempre in dipendenza del pianeta che lo governa, sia attraverso la natura, sia per gli aspetti e la posizione del pianeta nel segno; c) ogni pianeta agisce sempre in dipendenza della natura e della posizione (relativa al segno, agli aspetti e talvolta alla casa: presenza e governo) del proprio governatore, cioè dell’astro che governa il segno occupato dal pianeta, perciò si parla di disposizione del primo da parte del secondo pianeta.
Nell’analisi di ciascuna configurazione astrologica bisogna distinguere lo stato celeste e lo stato terrestre dei pianeti: il primo concerne il simbolismo proprio dell’astro, quello del segno che esso occupa, la natura e la configurazione tipica del governatore e gli aspetti, e decide della qualità dei singoli effetti, mentre la loro categoria è assegnata dal secondo, che concerne la posizione dell’astro in rapporto all’orizzonte del luogo di nascita, cioè la sua presenza in un settore ed il governo esercitato in uno o in due altri settori, e decide sull’orientamento, ossia sulla categoria degli effetti della configurazione in tale o tal’altro campo della vita; questa considerazione dei due aspetti delle configurazioni astrologiche discende dalla regola fondamentale enunciata da Morin, ovvero che la prima cosa da osservare è quello che ciascun pianeta può significare in ragione della propria natura, quindi in ragione del proprio stato celeste, in altri termini, del segno zodiacale nel quale si trova, del governatore cui è sottoposto e dei rapporti, per congiunzione o aspetto, con altri pianeti, e, infine, ciò che esso significa in ragione del proprio stato terrestre, in altri termini, della posizione o del governo che esso esercita su tale o tal’altra casa natale.
Barbault riportava poi le regole elaborate da Morin riguardo i rapporti fra pianeti e settori, fondate su criteri determinati dal fatto che ogni settore rappresenta un “campo” della vita suscettibile di realizzarsi, ad esempio il matrimonio nella VII casa natale e la riuscita professionale nella X casa natale, per interpretare i quali è necessario considerare i quattro punti seguenti: 1) che gli “influssi” celesti possano realizzare l’oggetto della loro determinazione; 2) che possano impedirlo; 3) che possano, una volta che tale oggetto sia realizzato, distruggerlo nuovamente e 4) fare in modo che la realizzazione dell’oggetto interessi in maniera diversa l’individuo considerato, così che possa rappresentare per lui una fonte di felicità o anche di infelicità; è importante sottolineare che l’azione dell’astro su un settore si svolge in tre maniere diverse che dipendono: 1) dalla presenza dell’astro nel settore; 2) dal suo governo sul settore; 3) dall’aspetto con un astro situato nel settore o con il governatore del settore stesso, e, dei tre, la determinazione in rapporto alla presenza è la più potente, in quanto un astro presente in un punto è più efficace, per la sua azione diretta, di un astro che governa in quel punto (per il suo dominio sul segno) ma che ne è assente o che si limita a formare un aspetto con quel punto.
Sempre nell’ambito della determinazione del significato dei settori astrologici, Barbault introduceva la questione del governo, specificando che ciò che è stato detto a proposito di un pianeta nel settore si applica ugualmente al governatore del settore, così, se nessun pianeta occupa un dato settore, questo viene ad essere determinato dal pianeta che governa il segno occupato dal settore, in quanto un pianeta, per il semplice fatto di essere il governatore di un settore, anche se non vi si trova, stabilisce un’associazione o una fusione fra i significati del settore che occupa e di quello che governa, sicché si assiste ad una specie di trasferimento della tendenza planetaria del governo alla presenza, e, in questo transfert, i campi di azione dei due settori tendono a cooperare e la tendenza del pianeta è di cementare questa interazione; occorre tuttavia che i rispettivi effetti della presenza e del governo relativi ad un medesimo pianeta siano necessariamente e reciprocamente subordinati in modo tale che l’uno comporti l’altro, essi possono inoltre riguardare incidenti di vario genere ed essere estranei l’uno all’altro, e, in genere, nel rapporto presenza-governo, la combinazione tende nettamente verso i significati del settore occupato dal pianeta e ciò a causa della superiorità della presenza sul governo.
Infine, considerato che i pianeti agiscono attraverso i loro aspetti, la determinazione di ogni settore astrologico non è solo questione di presenza e di governo, ma anche di aspetti, sia quelli formati dal pianeta presente nel settore sia quelli del pianeta che governa il settore, e, se la presenza determina un’azione diretta, l’azione del governo avviene invece “per delega”, l’aspetto rappresenta dunque un apporto che si aggiunge alle due precedenti determinazioni ponendo l’avvenimento del settore in rapporto, in connessione ed in relazione con gli altri campi dell’esistenza, presentando l’evento nel suo contesto completo; ciascun pianeta agisce attraverso i propri aspetti: 1) secondo la propria natura simbolica; 2) secondo lo stato celeste, che qualifica tali aspetti; 3) secondo lo stato terrestre, posizione e dominazione; inoltre due pianeti in aspetto si caratterizzano reciprocamente nei significati dei settori di appartenenza, e quando uno stesso pianeta riceve due aspetti contraddittori non vi è alcuna neutralizzazione reciproca degli effetti, bensì due possibilità libere ed integre, mentre quando lo stesso pianeta riceve vari aspetti, quello più efficace, nella concorrenza che si stabilisce, è l’aspetto più esatto.
Barbault, dopo aver introdotto i tre elementi semplici dell’interpretazione astrologica, lo zodiaco tropico, le case natali ed i pianeti, ed i tre elementi composti, i pianeti nei segni zodiacali, i pianeti nelle case natali e gli aspetti angolari tra i pianeti, illustrate le regole formali per individuare la dominante di un tema natale ed effettuare la determinazione del significato dei settori astrologici, passava a spiegare la sintesi dell’interpretazione, specificando che la tecnica interpretativa di Morin de Villefranche è un metodo di analisi che ha per oggetto quel frammento della carta celeste chiamato settore, tuttavia non bisogna limitarsi a ritagliare il tema in dodici porzioni da interpretare isolatamente una ad una, in quanto tale frazionamento mutilerebbe una verità che risiede invece nella sintesi; il procedimento che porta ad una sana interpretazione prevede il confronto del tutto con la parte, dell’insieme con il dettaglio, dell’idea generale con il caso particolare, quel che conta è non dimenticare mai la dominante del soggetto, “segnatura” alla quale bisogna fare riferimento in ogni circostanza, che appare più o meno in tutti i settori dell’esistenza, essendo un’etichetta che indica un orientamento generale o una linea direttrice di cui si deve tenere conto in qualsiasi momento, rappresentando la costellazione principale del tema e, di conseguenza, un quadro di insieme rispetto all’elemento particolare che ci si propone di valutare.
Soltanto dopo aver preso in considerazione questa caratteristica generale del soggetto si può affrontare lo studio degli aspetti particolari dell’esistenza, che si basa su una duplice identificazione, quella che si riferisce al settore propriamente detto e quella che deriva dal significato simbolico dei pianeti, ma bisogna aver cura di confrontare gli elementi più soggettivi, e quindi più essenziali, rappresentati dalle tendenze dei pianeti, con gli orientamenti dei settori, che, in rapporto alle precedenti, hanno una qualità più oggettiva pur considerati da un punto di vista soggettivo: l’intero tema natale esprime infatti esclusivamente il soggetto, ed il mondo esteriore che viene evocato è anch’esso una sua funzione, quindi Barbault concludeva citando Morin: “Dobbiamo esaminare con la maggiore cura possibile se i pianeti che occupano una casa o che la governano sono in configurazione favorevole o sfavorevole con il pianeta analogo, per significato, a tale casa; poi, esaminare qual è lo stato celeste di quest’ultimo pianeta e la sua determinazione particolare nella figura tematica”, e, infine, illustrava come effettuare l’analisi dei differenti piani dell’esistenza, salute, ricchezza, riuscita, amore.
Barbault passava poi a considerare la dimensione dinamica del tempo precisando che è necessario impostare sempre il pronostico astrologico sul piano interiore, riferendolo a ciò che l’essere sente e prova, cioè ai fatti psichici, rinunciando così a spiegare gli accadimenti indipendenti dalla volontà coscia o inconscia del soggetto, eventi estranei alle determinazioni individuali che si connotano come eminentemente destinici, ed evitando di menzionare che in ogni tecnica previsiva le posizioni dei pianeti dipendono rigorosamente da quelle del tema radix, essendo stabilite una volta per tutte nell’atto d’esser nato, legame oggettivo tra carattere e destino, passando velocemente in rassegna le direzioni primarie, le direzioni simboliche, le direzioni secondarie ed i transiti planetari, la cui regola fissa è che l’importanza di una configurazione di transito dipende dalla sua durata, quanto più lento è il passaggio dell’astro sul punto sensibile tanto più notevole è l’effetto che può avere, e difatti i transiti più importanti sono quelli di Urano, Nettuno e Plutone, ai quali seguono quelli di Giove e Saturno, innescati dai transiti dei pianeti personali, che assumono valore autonomo solo quando Mercurio, Venere e Marte formano anelli di sosta su determinati gradi zodiacali, mentre quando due o più pianeti passano simultaneamente sullo stesso punto sensibile della nascita, o in aspetto con questo, si danno manforte.
Barbault enunciava quindi la regola fondamentale che i grandi eventi dell’esistenza avvengono di solito in coincidenza con transiti di congiunzione dei pianeti lenti, Urano, Nettuno, Plutone o Giove e Saturno in comune, sui punti vitali del cielo natale, Ascendente, Mediocielo, Discendente, Fondocielo, dominante, Sole, Luna e così via, specialmente se questi transiti maggiori sono scortati da direzioni importanti, e, nel caso la struttura del tema natale non consente che si verifichino, se non raramente, in rapporto ai punti vitali della nascita nel corso dell’esistenza, bisogna riferirsi ai transiti di aspetto, in particolare quelli di trigono ed opposizione, fermo restando che ciascun transito di congiunzione porta o stabilisce una situazione nuova, cioè segna l’inizio di un nuovo corso che successivamente si evolve, in quanto un avvenimento, creatosi sotto il transito di congiunzione, tende a dare risultati tangibili con il transito di sestile, porta problemi o conflitti interiori con il transito di quadratura, si sviluppa e raccoglie i frutti più generosi con il transito di trigono per giungere poi ad un’antitesi, al conflitto aperto ed alla distruzione, una volta arrivato al transito di opposizione, dopodiché l’autore concludeva il capitolo sulla diagnosi del tempo degli eventi con alcuni brevi cenni alle rivoluzioni solari e lunari.
Barbault esponeva per ultime alcune brevi considerazioni riguardo le affinità elettive, basandosi sull’osservazione che se il tema natale corrisponde al carattere dell’individuo, il confronto tra due carte del cielo dice qualcosa sulla qualità della relazione interpersonale, che si desume in riferimento a quattro tipi di fattori: 1) gli incontri dei pianeti, o congiunzione da un tema all’altro, di notevole importanza quella tra il Sole dell’uomo e la Luna della donna, per la sfera affettiva, o di Marte e Venere, per la sfera sessuale; 2) gli aspetti angolari fra le rispettive posizioni, che però non hanno la stessa importanza dell’incontro di due astri; 3) la ripetizione di configurazioni simili o analoghe, in quanto tali similitudini parziali spiegano taluni accostamenti; 4) la sovrapposizione degli aspetti da un tema rispetto all’altro, senza dubbio il più importante fra tutti gli elementi di comparazione, dopodiché, riportati alcuni esempi tratti dalla serie storica dei re di Francia, l’autore concludeva il suo trattato enumerando alcuni problemi di interpretazione lasciati in sospeso, concentrandosi dapprima su quelli derivanti da una mentalità magica che non ha nulla a che fare con l’astrologia, quindi su quelli, più sostanziosi, della difficoltà, che nulla toglie alla validità della disciplina, di cogliere talune volte il significato più appropriato di un simbolo astrologico, stante la varietà di sfumature che questo è suscettibile di assumere.
Rileggendo il trattato astrologico di André Barbault, ad un decennio di distanza dalla prima volta che lo feci, quand’ero ancora alla ricerca di una chiave di lettura del tema natale, e, soprattutto, mi premeva trovare il fondamento dell’astrologia, cosa che ho individuato nella sostanza del tempo e nella natura dello zodiaco tropico quale orologio cosmico che scandisce il tempo del destino, realizzo che si tratta di una lettura imprescindibile per chiunque voglia intraprenderne seriamente lo studio, e, rivedendo le interpretazioni che riguardano il grafico astrologico della mia genitura, comprendo che più vado avanti negli anni, più aderisco fedelmente a me stesso ed al compito che mi sta fitto nel cuore, più la mia vita vi somiglia, segno che ormai sono davvero me stesso, a dispetto di tutto e di tutti; rimane in sospeso, però, la questione della mancanza degli alleati indicati da Plutone, e, a partire da loro, del luogo dal quale emanare la mia influenza, indicato dal Sole nella III casa natale, e, infine, del raggruppamento omogeneo e coeso di persone indicato dalla congiunzione tra Giove ed Urano nella VI casa natale, del quale disporre per realizzare i miei progetti volti ad estinguere il paradigma corrente fondato su valori materialistici ed egalitari per sostituirlo con uno in cui prevalgano valori di spiritualità e gerarchia.

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Un uomo su un tappeto magico

“Un uomo su un tappeto magico sorvola una larga area di terra”, simbolo sabiano associato al grado di longitudine zodiacale occupato da Mercurio nel grafico astrologico della mia genitura

“Un uomo su un tappeto magico sorvola una larga area di terra”, simbolo sabiano associato al grado di longitudine zodiacale occupato da Mercurio nel grafico astrologico della mia genitura

Il secondo libro di astrologia che acquistai, qualche giorno dopo il trattato teorico-pratico di Nicola Sementovsky-Kurilo, nella libreria spirituale che si trovava tra il Pantheon ed il Senato, accanto ad una vineria, contiguità rivelatrice dell’elevato tasso alcolemico dei miei carissimi fratelli liberi muratori, notoriamente uomini usi a ben mangiare ed ancor meglio bere avvezzi a ravvivare il fuoco interiore della loro ricerca iniziatica innaffiandolo con abbondanti libagioni, i quali la frequentavano abitualmente il venerdì pomeriggio, prima di recarsi nella vicina piazza del Gesù per partecipare ai lavori del Rito Scozzese Antico ed Accettato, fu Il Ciclo delle Trasformazioni, una reinterpretazione astrologica dei simboli sabiani, di Dane Rudhyar, edito da Astrolabio-Ubaldini, che, nel periodo di sperimentazione in cui ne discutevo in chat con gli astrologi massoni che, a causa delle mie illusioni associative, credevo fossero davvero miei fratelli, mentre in seguito si rivelarono anche loro dei maestri nell’arte dell’inganno, come peraltro la generalità dei liberi muratori, facevo pratica con i temi natali di parenti e conoscenti e sfogliavo i libri di astrologia nelle librerie del centro storico di Roma, mi aveva colpito per il significato attribuito ai gradi di longitudine dello zodiaco tropico occupati dai pianeti nel grafico astrologico della mia genitura.
Quella libreria spirituale mi era stata vivamente consigliata dai fratelli del servizio biblioteca di Villa il Vascello, sede della libera muratoria universale del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, così, forte di quella referenza prestigiosa, domandai al libraio se praticava un trattamento di favore agli acquisti effettuati da massoni, ma questi replicò che i costi di gestione erano alti ed i margini di guadagno risicati, perciò non faceva sconti a nessuno, così, qualche mese dopo, scemato l’entusiasmo, constatato che, pur essendomi stati presentati come esperti di astrologia, ne sapevo più io di loro, smisi di frequentarla, ma quel pomeriggio agostano, ancora fresco di illusioni, dopo esserne uscito con il libro che avevo appena acquistato mi recai da un fratello che aveva una bottega artigiana nei pressi di piazza Fontana di Trevi, il quale mi era stato raccomandato dal carissimo fratello segretario di loggia, e, forte delle disponibilità monetarie straordinarie incassate di recente, comprai un ciondolo in metallo sheffield raffigurante in rilievo, sul recto, il Tetragrammaton di Eliphas Levi, riprodotto in negativo sul verso, che riconobbi all’istante come l’unico oggetto di valore esoterico tra la paccottiglia esposta in vetrina, sorprendendolo per la mia scelta, trattandosi del talismano più potente che vi sia, che lui stesso aveva collocato sul soffitto, sopra l’entrata, che invece il maestro venerabile che mi iniziò alla libera muratoria universale, essendo un grande iniziato del Rito Scozzese Antico ed Accettato, guardò con le labbra atteggiate ad una smorfia di scetticismo, non avendo la più pallida idea di cosa fosse, lui seguiva ciecamente il suo maestro, un agente di commercio in pensione con un occhio guasto che magnificava il proprio ego ricalcando le orme di Gurdjieff, mentre l’astrologo massone che incontravo regolarmente in chat, senza neppure vederlo, lo descrisse nei minimi dettagli e mi spiegò la tecnica adoperata per la lavorazione, che conferisce agli oggetti un carattere antico conforme al gusto massonico.
Il fratello artigiano, presomi in simpatia, mi mostrò la fotografia del suo maestro sudamericano, che credevo avesse a che fare con la comune iniziazione libero muratoria, ed invece, ma non ne afferrai appieno il collegamento, concerneva gli ufo, tanto che mi invitò ad un raduno che si sarebbe svolto di lì a poco, al quale però non partecipai, sorprendendomi per la continua e sempre rinnovantesi conferma del fatto che la moderna massoneria speculativa è un ritrovo di squilibrati, poi, quando gli mostrai il libro che avevo appena acquistato, stavamo infatti parlando di astrologia, rimase folgorato dal significato del simbolo sabiano attribuito al grado di longitudine zodiacale che, nel grafico astrologico della sua genitura, credeva erroneamente fosse occupato dal Sole, un uomo molto vecchio che guarda verso un grande spazio scuro a nord-est, cosa che lui faceva regolarmente la sera, in cerca di dischi volanti, peccato però che, non avendone inteso il funzionamento, avesse letto quello del grado precedente, mentre il simbolo che gli competeva, decisamente più aderente alle inclinazioni massoniche, era quello relativo al 15° del segno zodiacale del Cancro, in una sontuosa sala da pranzo gli ospiti si intrattengono dopo aver preso parte a un grande banchetto, così, entusiasta per la scoperta, telefonò al libraio con il quale aveva avuto grande consuetudine in passato, dal quale mi ero appena congedato, e se ne fece mettere da parte una copia, cosa che mi infastidì, perché Rudhyar si era raccomandato espressamente di non confondere i gradi zodiacali nell’attribuzione dei significati dei simboli sabiani: ognuno dei dodici segni zodiacali comincia infatti al 0° 0’ 01” e termina al 30° 0’ 0”, stesso discorso per il singolo grado, ad esempio il decimo grado di ogni segno zodiacale inizia al 9° 0’ 01” e finisce al 10° 0’ 0”.
Il fratello artigiano ne prenotò dunque una copia da utilizzare poi per coloro che gli avrebbero commissionato il disegno del tema natale, al quale avrebbe allegato i simboli sabiani dei gradi zodiacali occupati dai pianeti, sbagliandoli sistematicamente tutti, ma su questo aspetto della questione non potei farci nulla, se non riconoscere che gli astrologi massoni che frequentavo regolarmente in chat avevano almeno il merito di praticare operativamente la loro disciplina, soprattutto il loro boss ne capiva, e difatti, una delle prime volte in cui ci parlammo, commentò la mia dominante saturnina pronosticando: “Tu non ti fermerai presso alcun maestro”, cosa che si è verificata puntualmente, in quanto non mi è mai accaduto di incontrare qualcuno che stimassi incondizionatamente per vastità di conoscenza, elevata intelligenza, amore spassionato del vero e correttezza personale, e del quale, pertanto, potessi fidarmi ciecamente, come dovrebbe essere in una relazione tra maestro e discepolo, così, da sempre, mi trovo bene soltanto quando leggo libri di autori che hanno considerato la realtà in maniera oggettiva, perciò, valutata la pochezza dell’uomo, che, al di là dell’abilità di artigiano, aveva ben poco da dire sull’esoterismo, lo frequentai un altro paio di volte, l’ultima fu un mese dopo l’attentato al World Trade Center di New York dell’11 settembre 2001, a mezzogiorno avremmo dovuto osservare un minuto di silenzio, poi non ci andai più, proseguendo nella mia ricerca solitaria che si rivelò proficua soprattutto dal momento in cui abbandonai la massoneria, che mi rubava tempo, denaro, energie fisiche e mentali.
L’autore del libro sui simboli sabiani, Dane Rudhyar, un francese registrato all’anagrafe come Daniel Chennevière trasferitosi da giovane in America dove assunse un nuovo nome mutuandolo dal termine sanscrito rudra, il rosso, che significa letteralmente “il terribile, colui che urla”, divinità maschile vedica che regna sulle tempeste e viene identificata a volte con il dio del fuoco o con l’aspetto distruttivo di Śiva, simbolo di un’azione dinamica paragonabile all’energia elettrica liberata attraverso il fulmine, fu, oltre che astrologo, musicista, pittore, poeta, filosofo e massone, e, come tale, infarciva i suoi scritti con abbondanti divagazioni di carattere libero muratorio che allora, fresco di iniziazione ed ancora incerto nel giudizio, facevano sì che gli attribuissi una considerazione maggiore di quel che meritava; atteggiamento comprensibile il suo, dato che scriveva per un pubblico, quello americano, dalla psicologia semplice, facile alle suggestioni ed agli entusiasmi, che credeva fermamente nell’avvento di una Nuova Era di pace, prosperità e fratellanza universale, secondo il disegno del Grande Architetto Dell’Universo tracciato fedelmente sulla tavola di loggia dai devoti figli della vedova, anche se, devo dargliene atto, colse l’essenza di alcuni aspetti pratici dell’astrologia e definì una filosofia che ne orientasse l’uso, per quanto ignorasse, anche lui, la sostanza del tempo, che ne fa una conoscenza tradizionale che ricollega Macrocosmo e Microcosmo in un unico respiro e restituisce senso, significato e scopo all’uomo smarrito nell’angoscia del nichilismo della modernità.
Rudhyar, nel libro Il Ciclo delle Trasformazioni, intitolato originariamente An Astrological Mandala, riesaminò i simboli sabiani e li reinterpretò mettendone in luce le caratteristiche di serie ciclica e strutturata che formalizza e rivela il significato archetipico di 360 fasi basilari dell’esperienza umana, spiegando che essi nacquero ad opera dell’astrologo Marc Edmund Jones, che nel 1925 preparò 360 cartoncini su ciascuno dei quali aveva scritto, sul retro, il grado del segno zodiacale al quale si riferiva, dai quali, mischiandoli in continuazione, estraeva a caso una carta annotandovi poi sopra l’immagine visualizzata dalla chiaroveggente Elsie Wheeler, una donna storpiata dall’artrite che viveva su una sedia a rotelle: i due parcheggiarono l’automobile in un punto solitario del Balboa Park, a San Diego, in California, ad un tiro di sasso da un affollatissimo incrocio cittadino, ed elaborarono, nell’arco di una sola giornata, dividendola in quattro parti dedicate ciascuna ai simboli relativi ad un quarto dello zodiaco tropico e trascorrendo gli intervalli girando in auto nel parco e facendo colazione fuori città, una serie di simboli per i 360 gradi zodiacali aderente ai costumi ed alla mentalità della società americana contemporanea che superava quelle antiche riferentisi a dimensioni di esperienza ormai estranee alle consuetudini moderne, e, considerato che essa si dimostrò in seguito ricca di senso interno, ritenendo fosse intervenuta un’intelligenza invisibile, Jones le assegnò il nome Sabiano, credendo derivasse dagli antichi sumeri di Mesopotamia, che per primi svilupparono l’astrologia.
Affascinato dall’origine della serie dei simboli sabiani riferiti ai 360 gradi di longitudine dello zodiaco tropico, lessi il significato di quelli relativi ai gradi occupati dai pianeti nel grafico astrologico della mia genitura, intuendone l’affinità con la mia natura più profonda:
SOLE: 17° del Cancro. “La manifestazione di potenzialità molteplici emananti da un germe originale”. Nota chiave: Il desiderio della vita di attivare il potenziale della nascita di ciascuno.
LUNA: 15° del Toro. “La testa coperta da un alto cappello di seta, imbacuccato contro il freddo, un uomo sfida la tempesta”. Nota chiave: Il coraggio necessario per affrontare crisi provocate da ambizioni sociali.
MERCURIO: 2° del Cancro. “Un uomo su un tappeto magico sorvola una larga area di terra”. Nota chiave: La capacità di espandere la propria coscienza stabilizzando il proprio punto di vista a un livello più elevato.
VENERE: 3° dei Gemelli. “I giardini delle Tuileries a Parigi”. Nota chiave: La formalizzazione di ideali collettivi attraverso l’applicazione di ragione e ordine ad aspetti della natura scoperti di recente.
MARTE: 2° del Sagittario. “Grandi onde bianche di schiuma rivelano la forza del vento sul mare”. Nota chiave: La mobilitazione di energie inconsce sotto la pressione di motivi soprannaturali.
GIOVE: 30° della Vergine. “Totalmente teso a completare un compito immediato, un uomo è sordo a ogni allettamento”. Nota chiave: La totale concentrazione richiesta per raggiungere qualsiasi meta spirituale.
SATURNO: 8° del Toro. “Una slitta su una terra non ancora ricoperta di neve”. Nota chiave: Il valore di anticipare condizioni prevedibili.
URANO: 1° della Bilancia. “In una collezione di perfetti esemplari di numerose forme biologiche, una farfalla mostra la bellezza delle sue ali, il corpo trafitto da un dardo sottile”. Nota chiave: La realtà archetipica immortale rivelata da una vita perfetta e consacrata.
NETTUNO (retrogrado): 27° dello Scorpione. “Una banda musicale marcia rumorosamente attraverso le strade della città”. Nota chiave: La glorificazione aggressiva di valori culturali.
PLUTONE: 23° della Vergine. “Un domatore di leoni mostra la sua abilità e il suo carattere”. Nota chiave: Il bisogno di domare le proprie energie vitali per soddisfare il proprio destino.
NODO LUNARE NORD (retrogrado): 25° dei Pesci. “Una organizzazione religiosa riesce a vincere l’influenza corruttrice di pratiche perverse e di ideali materiali”. Nota chiave: Il potere dell’Anima di intervenire nella vita personale e di indurre le necessarie catarsi.
Dodici anni fa, però, mentre sprofondavo nell’angoscia esistenziale che mi avrebbe portato infine ad abbandonare tutto per seguire soltanto me stesso, non potevo immaginare quanto ciascuno di questi simboli concordasse con le tendenze più profonde del mio carattere, e difatti allora, con la biografia devastata dalla razionalizzazione dell’esistenza operata dalla modernità, che omologa gli uomini per mezzo dell’istruzione di massa e del lavoro retribuito, per uniformarli al livello medio e mediocre dell’ultimo uomo di nietzschiana memoria al fine di eguagliarne le sorti per non far risentire gli ultimi, negando così carattere, vocazione e destino individuali che rendono unica ogni esistenza reale, mi parve particolarmente calzante il significato del grado zodiacale occupato da Mercurio, che misi in relazione con la complessità della mia mente, essendo tale divinità legata al pensiero, collegando la capacità di espandere la coscienza stabilizzando il proprio punto di vista ad un livello più elevato allo studio dell’astrologia, alla quale avrei affidato in seguito il compito di ricollegare l’uomo concreto ad un principio di ordine universale, la corrispondenza effettiva tra Macrocosmo e Microcosmo e la fondamentale unità del Tutto, sfatando così il nichilismo del mondo moderno ed introducendo i germi di un paradigma fondato su valori di spiritualità e gerarchia, mentre ora, che procedo da tredici anni lungo la strada che avrei percorso naturalmente se fossi stato libero di svilupparmi secondo la mia legge interiore, riconosco ad ognuno dei simboli sabiani relativi ai gradi zodiacali occupati dai pianeti nel grafico astrologico della mia genitura una peculiare corrispondenza con la mia essenza.
Il simbolo sabiano relativo al grado zodiacale occupato dal Sole, il mio centro vitale, richiama il desiderio di attivare il potenziale di nascita di ciascuno, cosa che farei molto volentieri per mezzo dell’astrologia, se riuscissi a trovare un luogo ove effettuare consulti ad offerta libera a persone interessate alla propria crescita interiore; quello relativo alla Luna, che, governando il Fondocielo nel segno zodiacale del Cancro, rappresenta le origini che vorrei superare, descrive il coraggio necessario ad affrontare crisi provocate da ambizioni sociali, e difatti è tutta la vita che attraverso tempeste intabarrato nel mio cappotto nero carico di inverni anelando la mia affermazione; quello relativo a Venere, che, governando l’Ascendente nel segno zodiacale del Toro, rappresenta me stesso, indica lo sforzo di formalizzare ideali collettivi esponendo in maniera cristallina il quadro generale oggettivo dell’esistenza elaborato nel corso dell’ultimo decennio; quello relativo a Marte, che co-governa la XII casa natale, le prove e la fine delle cose, esprime appieno il fatto che non ho deciso io di fare ciò che faccio seguendo la mia vocazione, ma tutto si è formato spontaneamente secondo un disegno preordinato che diviene sempre più chiaro via via che proseguo nella mia ricerca; quello relativo a Giove, che governa le case VIII e IX, i valori condivisi e le dottrine superiori, indica la totale concentrazione che mi assorbe quotidianamente nel compito di definirne una visione limpida ed operativa capace di modificare istantaneamente la visione generale del mondo di chi mi legge, ingenerando in lui una metanoia; quello relativo a Saturno, pianeta governatore del Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno, l’immagine della mia realizzazione, riguarda sia l’intuizione delle memorie del futuro, alle quali anelo ricongiungermi, sia l’attuale situazione di crisi politica ed economica presagita fin dalla prima metà degli anni Novanta, che trovano entrambe soluzione nella formazione di un’élite; quello relativo ad Urano, che, governando l’XI casa natale, indica i miei progetti, è rappresentato concretamente dalla mia autobiografia in chiave astrologica, che, coagulando il mio pensiero e fondendolo con la mia storia personale, fa della mia esistenza un modello di vita consacrato ed archetipico; quello relativo a Nettuno retrogrado, che governa la XII casa natale, rimanda alla glorificazione aggressiva di valori culturali, cosa che traspare chiaramente dal mio stile di scrittura, che è qualcosa che mi porto dietro dal passato karmico; quello relativo a Plutone, che, governando il Discendente nel segno zodiacale dello Scorpione, i miei alleati, rimanda al bisogno di dominare me stesso, forse con il loro aiuto, considerato l’aspetto angolare di trigono che il Signore di Ade forma con il Mediocielo, indica una rettificazione che si rende necessaria al fine di raggiungere la mia meta e soddisfare il mio destino; quello relativo al Nodo Lunare Nord, infine, richiama la capacità di intervenire nelle situazioni di crisi vincendo l’influenza corruttrice di pratiche perverse e di ideali materiali mediante un’organizzazione spirituale da creare ex novo.
Rispolverare questo libro, dopo oltre un decennio di oblio, e sorprendermi per come ogni simbolo sabiano associato ai gradi di longitudine zodiacale occupati dai pianeti nel grafico astrologico della mia genitura concordi con ciò che sono ora, mi fa comprendere quanta strada abbia percorso in vista del ricongiungimento di me stesso con il dovere per cui sono nato, e se l’utilizzo dei simboli sabiani può rivelarsi utile a chi fatica a riconoscersi nella traduzione verbale del proprio tema natale, mandala personale modellato dall’essere che descrive ciò che si deve diventare, in quanto mostrano con l’immediatezza delle immagini sprazzi vividi di se stessi, è da rigettare il suggerimento di Rudhyar di utilizzare la serie dei simboli sabiani alla stregua dell’oracolo cinese dell’I Ching, rappresentando quest’ultimo la successione ordinata di 64 fasi archetipiche di trasformazione della totalità cosmica, considerato che in esso è contenuta una saggezza antica di tre millenni, e lui, proponendo una cosa del genere, dimostrò di non avere il senso della misura, come peraltro la generalità dei massoni.

L’astrologia come scienza ed arte

Personificazione dell’Astrologia, olio su tela del Guercino (1650-1655 circa)

Personificazione dell’Astrologia, olio su tela del Guercino (1650-1655 circa)

Acquistai il mio primo libro di astrologia, dopo aver setacciato la rete in cerca di materiale astrologico a partire dal dicembre 2000, punto di svolta della mia esistenza, averlo letto diligentemente ed aver compreso, nel successivo mese di marzo, come interpretare i pianeti nel ruolo di governatori delle case natali, fondendo così il loro significato per posizione nel segno zodiacale, per casa occupata, per casa governata e, nel caso di aspetti angolari coinvolgenti due o più pianeti, per l’insieme di questi significati, al fine di ottenere una lettura complessiva del tema natale, cogliendo così la totalità dell’uomo concreto al quale si riferisce, nell’agosto 2001, quando Giove transitava da poco nella III casa del grafico astrologico della mia genitura, dopo che, inaspettatamente, in quanto non feci nulla per sollecitare gli eventi, durante il suo transito nella II casa natale incassai delle entrate monetarie straordinarie: due conoscenti mi chiesero infatti di insegnare loro ad utilizzare il computer, in ragione della chiarezza espositiva e dell’esperienza dimostrate, fatto che rappresentò una conferma del mio valore in ambito comunicativo, dato che la cuspide della seconda casa natale cade nel segno zodiacale dei Gemelli, e che Giove, transitandovi, aveva dilatato l’influenza di quel settore.
Ma fu sul finire di luglio 2001, quando il transito di Nettuno con moto retrogrado ruppe l’orbita di quadratura con Saturno radix, pianeta governatore del Mediocielo nel segno zodiacale del Capricorno, l’immagine della mia realizzazione, che un collega della società di intermediazione mobiliare presso la quale lavoravo mi commissionò un compito che nessuno, nella direzione commerciale, era in grado di svolgere, quello di sintetizzare in un quadro sinottico chiaro e comprensibile le decine di tabelle prodotto per ogni famiglia di sicav e fondi comuni di investimento e di snellirne il contenuto riportandolo in linguaggio HTML, cosa che realizzai in cinque giorni di rovente calura agostana e mi fruttò un compenso netto di quattro milioni e mezzo di lire, che mi aiutò ad andare avanti per un po’, considerato che a metà giugno Saturno era entrato nella II casa natale ed io cominciai a perdere tutto ciò avevo, ricavandone però la preziosa lezione della differenza tra possesso ed uso delle cose, che vanno abbandonate quando non servono più, in quanto, nel momento del trapasso, non si porta con sé altro che la conoscenza, che, sosteneva Guénon, se effettiva, costituisce un’acquisizione permanente dell’essere.
Acquistai dunque il poderoso volume di Nicola Sementovsky-Kurilo intitolato Astrologia, trattato completo teorico-pratico, edito da HOEPLI, nell’ottava edizione aggiornata, quella che si trova tuttora nelle librerie, con 62 illustrazioni e cosmogrammi in nero ed a colori e 7 tabelle con le effemeridi 1890-2000, recante in copertina lo zodiaco di Matteo Palmieri custodito nella biblioteca Laurenziana di Firenze, nel quale l’autore, un esule russo della Rivoluzione d’ottobre, rimarcava nella prefazione l’attenzione sul recente rifiorire degli studi astrologici, cui si dedicavano ormai esponenti del pensiero e della scienza fino ad allora oltremodo ostili ad una qualsiasi ricerca del genere, oltre che psicologi e medici, tanto che, a fine 1968, nella Repubblica Federale Tedesca circa sei milioni di persone se ne occupavano come professionisti o amatori, e, per l’importanza che veniva attribuita all’astrologia quale strumento prezioso di indagine psicologica, il maggiore quotidiano tedesco, la Frankfurter Allgemeine Zeitung di Francoforte, il 30 dicembre 1968 pubblicò, nella sezione economica (Wirtschaftsblatt), un ampio rapporto sulla pratica di consultazione astrologica cui ricorrevano regolarmente le grandi aziende industriali e commerciali, sia in quanto ausilio per la ricerca e l’impiego di personale, sia in quanto fonte di suggerimenti per l’impostazione della produzione o dell’attività commerciale.
L’autore lamentava però che, delle centinaia di pubblicazioni dedicate alla ricerca astrologica, soltanto poche poggiavano su risultati di indagini veramente approfondite, mentre il volgare materialismo, ispirato ad uno sfrenato desiderio di facili guadagni e rapidi arricchimenti, aveva favorito il sorgere di una folla numerosa di ciarlatani che, con il minimo di elementari cognizioni astrologiche, raccolte per di più in pubblicazioni di dubbia consistenza, con massima spregiudicatezza si servivano dell’astrologia per esercitare l’equivoco mestiere di indovini o alimentare campagne pubblicitarie destinate a favorire lo smercio di prodotti industriali, criticando poi gli oscuri collaboratori di certi periodici illustrati di basso livello letterario che si compiacevano nel compilare i cosiddetti oroscopi settimanali, ponendo infine in evidenza il limite dell’uso dei calcolatori elettronici nelle elaborazioni delle interpretazioni astrologiche, che, pur facilitando il lavoro di calcolo, non possono sostituire la viva ed immediata penetrazione dei fenomeni e dei problemi dell’esistenza umana che può averne un astrologo ricco di esperienze di studio e di vita, e, per stroncare l’attività degli usurpatori dell’astrologia, giungeva perfino ad auspicare l’intervento delle autorità di ordine pubblico per frenare la propagazione della ciarlataneria.
Con la pubblicazione del suo trattato Sementovsky-Kurilo si proponeva dunque di illustrare, sia pure a grandi linee ma in modo univoco, il volto dell’astrologia in tutti i suoi tratti essenziali, fermo restando che una trattazione che volesse esaurire nella loro totalità i problemi dell’astrologia teorica e pratica assumerebbe, data la loro ampiezza e multiformità, una mole tale da rendere irrealizzabile la pubblicazione, ed a tale scopo cominciava l’esposizione della disciplina con un’ampia sezione storica, che ne ripercorreva le vicende partendo dai babilonesi, passando per i filosofi greci, il medioevo cristiano, il Rinascimento e la recente applicazione della statistica alla ricerca comparativa astrologica, soprattutto da parte di Paul Choisnard, che si era proposto di provare il fatto astrologico, ossia di stabilire una corrispondenza tra l’uomo ed il suo cielo di natività atta a spiegare la disuguaglianza naturale dei singoli individui, dimostrando così il valore distintivo del cielo di nascita, e di Herbert von Klöckler, un medico che teneva ad affermare il carattere sperimentale dell’astrologia, alla quale collegava la psicologia del profondo di Carl Gustav Jung, che aveva posto l’intero problema dell’astrologia su un piano di discussione che era valso a debellare sensibilmente le argomentazioni dei suoi tradizionali avversari privandoli dell’arma delle loro maggiori ed efficaci obiezioni, seguita da una sezione dedicata al rapporto tra astrologia e religione che, complessivamente, occupano le 84 pagine iniziali del libro.
Soltanto con il capitolo intitolato Direttive e fini della ricerca astrologica l’autore entra nel vivo della disciplina, introducendo la forma mentis dell’astrologia, ossia il criterio dell’analogia e del pensare per immagini (Bildenken), per acquisire il quale occorre liberarsi dalla zavorra di sterili concetti e sostituirvi rappresentazioni vive profondamente ancorate nel fondo dell’essere umano, ma la capacità di collegare idee e di comprendere la sinonimità astrologica di certi fatti, termini o definizioni, da sola non basta: occorre una particolare formazione mentale che non è raggiungibile se non attraverso un’adeguata educazione morale e spirituale e presuppone inoltre un clima di cultura e di scienza ben diverso da quello propenso alla fabbricazione del robot e della bomba atomica, in cui l’umanità è stata spinta dagli eccessi insensati della specializzazione; questa forma mentis, proseguiva Sementovsky-Kurilo, è concepibile soltanto nell’uomo integrale, di cui Leonardo, Paracelso, Goethe furono modelli sublimi, senza con questo voler confondere integrità con genialità: essa, semmai, va identificata con l’universalità, oltre che con l’aspirazione a comprendere i propri simili, e difatti il pensare per immagini ed analogie non può non lasciare un’impronta decisiva sull’impostazione dell’intero lavoro astrologico, ed è questa la ragione per cui l’astrologia, nella sua applicazione pratica alla vita, diventa un’arte.
Se infatti l’esame astrologico di un tema di natività nella sua prima fase, quella cioè della compilazione dello schema oroscopico, della classificazione e del vaglio dei suoi vari elementi, ha il carattere dell’indagine di precisione che rende necessaria una lunga preparazione tecnica, aspetto ormai superato dai software astrologici dei moderni personal computer, che calcolano il grafico astrologico della genitura un istante dopo aver inserito i dati natali del soggetto da analizzare, la seconda e più importante fase, quella dell’interpretazione degli elementi raccolti e del loro coordinamento in un quadro coerente, è un procedimento puramente creativo che richiede particolari doti di intuizione psicologica, capacità di osservazione e di associazione immaginativa, fantasia e sensibilità, nonché il massimo senso di responsabilità accanto ad una facoltà di giudizio spassionato, ed affinché tutto ciò che è stato intuito, osservato o associato, sino a costituire un insieme di immagini e di analogie persuasive, possa formare un ritratto vivo del soggetto esaminato, occorre infine la forza plasmatrice dell’artista, e questo vale sia per un referto steso su carta sia per una consultazione cosmopsicologica fatta a voce.
Sementovsky-Kurilo precisava però che il responso astrologico in forma scritta stava cadendo in disuso, in quanto l’esperienza aveva dimostrato la maggiore efficacia dei risultati dell’esame astropsicologico eseguito con il soggetto disposto a collaborare con l’indagatore, per fornirgli chiarimenti atti a convalidarne o a correggerne le conclusioni, affine in questo alla diagnosi clinica effettuata da medici, e che a casi di malattie gravi e dubbie corrispondono nel campo dell’indagine astrologica casi di soggetti problematici, tormentati da ogni genere di impedimenti, con una vita logorata da numerosi conflitti, mentre a casi di malattie comuni facilmente individuabili, data la semplice indole dei sintomi che le accompagnano, corrispondono nell’astrologia temi di natività che, essendo poco complessi nella loro struttura, permettono una rapida disamina ed altrettanto facili conclusioni, ma se i chiarimenti del consultante facilitano il lavoro dell’astrologo, accrescendo l’esattezza delle sue constatazioni, ciò che di più prezioso rivela il tema di natività è quello che il paziente stesso ignora e vorrebbe conoscere, intuendovi la causa dei propri conflitti e tormenti e degli ostacoli che rendono difficile la sua esistenza.
Nell’identificazione e nel giusto apprezzamento di questi fattori, che per lo più si celano nei profondi recessi dell’anima umana, l’interpretazione di un tema di natività si avvicina ai metodi della psicoanalisi, che sotto molti aspetti ha alimentato con i propri suggerimenti la moderna pratica di consultazione astrologica, ma, per essere utile al soggetto esaminato, l’astrologo deve possedere non solo una particolare sensibilità ed uno spiccato fiuto psicologico, ma anche quella delicatezza del sentimento e quel sottile senso della minuta sfumatura che fanno somigliare i suoi giudizi ed i suoi consigli ai tocchi finissimi di un maestro del pennello suscettibili di dare vita ad uomini e cose in un suo dipinto, e se nel medico sicuro della propria diagnosi, o nell’artista creatore di opere di valore, si deve presumere un talento che li rende ugualmente fecondi nell’uno o nell’altro senso, l’interpretazione astrologica conforme alla realtà ed efficace nelle sue conclusioni è una prova di talento, essendo il referto astrologico un complesso di constatazioni, chiarimenti ed indicazioni che prende forma e consistenza in seguito ad una valutazione minuziosa di ogni singolo elemento per rapporto ed in confronto ad ogni altro, ed è proprio questa concentrazione dei riassunti e dei giudizi derivati dall’esame del tema di natività, a conferirgli il carattere di un ritratto psicologico fedele ai fatti esistenziali di una persona.
Benché in tal modo la perizia astrologica appaia come frutto di una creazione artistica, i suoi contenuti effettivi rimangono invariabilmente radicati in una realtà scientifica, il fatto astrologico, il quale poggia essenzialmente su risultati ottenuti con il metodo di comparazione statistica che, data la sua stessa indole, è soggetta alla legge di probabilità: per effetto di questa legge un determinato elemento oroscopico, con un significato preciso che in linea di massima deve corrispondere ai dati reali, può di quando in quando non corrispondervi, talvolta neppure in senso approssimativo, e si deve supporre trattarsi di una lacuna nell’attuale metodo interpretativo che in simili casi ancora non è in grado di trovare una definizione plausibile dell’elemento in questione, e ciò probabilmente perché quest’ultimo appartiene ad un gruppo analogico molto distante da quello a cui si riferiscono le interpretazioni tipo tradizionali o convalidate recentemente dalla statistica, che teoricamente dovrebbero corrispondere all’elemento stesso; nella maggioranza dei casi però l’intuizione psicologica dell’astrologo riesce ad adeguare l’interpretazione tipo ad un simile indizio oroscopico valutandolo alla luce di particolari sfumature inerenti al carattere ed al destino del soggetto esaminato, e saper scegliere nell’insieme delle ipotetiche sfumature la più aderente al caso è quel lato dell’esame astrologico che più di ogni altro ne fa una sottile arte di interpretazione psicologica: per riuscirvi l’astrologo deve infatti essere in grado di associare rapidamente idee ed immagini, ciò che a sua volta presuppone una non comune elasticità mentale.
Da ciò discende la definizione dell’astrologia come scienza ed arte proposta da Sementovsky-Kurilo nella prima sezione del capitolo intitolato Scienza e astrologia nel mondo moderno, che, ispirandosi alle considerazioni illustrate nella precedente analisi dell’evoluzione dell’astrologia nel quadro della storia della civiltà umana, l’intende come una disciplina suscettibile di aprire la via al superamento dell’intonazione prevalentemente razionalistica e positivistica della scienza moderna, irrigiditasi su una posizione antimetafisica e di disprezzo delle fonti alimentatrici dei sensi e dell’immaginazione, che ha comportato l’allontanamento radicale dalla fede, l’autore era cattolico, ed il definitivo abbandono delle analogie e delle rappresentazioni vive che scaturiscono dal fondo stesso dell’essere umano, linguaggio sopraffatto dall’astrattismo di concetti e formule che ha tolto alle cognizioni scientifiche la forza persuasiva dell’immediatezza, costituendo così quel punto d’appoggio archimedeo auspicato da Jung per scardinare lo sterile razionalismo impadronitosi della mentalità degli uomini occidentali, essendo la chiave della comprensione del proprio destino, che lo stregone svizzero attribuiva invece al libro oracolare cinese dell’I Ching, rispetto al quale però essa è oggettiva nel fondamento astronomico e ripetibile nel tempo, in quanto fonda i propri giudizi sullo zodiaco tropico, quadrante di un orologio cosmico che scandisce il tempo del destino, coniugando altresì efficacemente necessità cosmica e decisione umana.
Nella seconda sezione di quello stesso capitolo, intitolata Princìpi e presupposti scientifici dell’astrologia, al punto a) l’autore introduce il concetto di fatto astrologico, frutto dell’applicazione della statistica all’astrologia, enunciato per la prima volta come persuasiva prova scientifica dell’astrologia dall’astrologo francese Paul Choisnard, dimostrabile in base a numerosi casi esaminati con criteri di interpretazione oroscopica, che si esprime nella concordanza fra il cielo di natività e l’individuo a cui appartiene, e ciò sia dal punto di vista puramente caratteriologico sia per quanto riguarda le particolarità del suo curriculum vitae, costituendo una conferma oltremodo convincente dell’esistenza di un preciso rapporto fra cosmo ed uomo, dopodiché prosegue indicando i contributi dell’astronomia e della trigonometria sferica all’astrologia, che forniscono il materiale necessario ad erigere il grafico astrologico della genitura, fondamento dell’interpretazione astrologica, e poi, continuando con le analogie, nei punti successivi si occupa dei rapporti tra fisica ed astrologia, tra astrologia ed antropologia, tra astrologia e chimica, tra cicli planetari e fenomeni fisiologici, riferendosi in quest’ultimo caso al ciclo mestruale femminile, la cui durata è pari all’incirca a quella del periodo di rivoluzione sinodica della Luna, ed ai ritmi della pulsazione cardiaca e della respirazione.
Al punto g) della sezione intitolata Princìpi e presupposti scientifici dell’astrologia l’autore si sofferma sul fenomeno dell’ereditarietà astrale, che, quando ne venni a conoscenza, e raffrontai i grafici astrologici dei miei familiari, pur non disponendo delle ore di nascita dei genitori, trovai somiglianze talmente sorprendenti che confermarono la provenienza del mio carattere, in termini di pezzi del mio tema natale, da mio padre e da mia madre, ogni nascita avviene difatti entro finestre temporali che riproducono le configurazioni astrologiche dei genitori, perciò non si nasce a caso e neppure come tabula rasa, ma eredi di un destino che non ci siamo dato da soli, riscontrate poi nell’analisi di qualsiasi altro nucleo familiare mi sia capitato di esaminare, aspetto che attesta oggettivamente, se ancora ve ne fosse bisogno, e forse più della corrispondenza tra interpretazione del tema natale e studio dei transiti planetari e carattere e destino della persona a cui si riferiscono, la realtà effettiva della corrispondenza tra Macrocosmo e Microcosmo, cosa che si riscontra inoltre nella sinastria, sovrapposizione dei temi natali di due persone ottenuta facendo coincidere il 0° del segno zodiacale dell’Ariete, che evidenzia l’attrazione reciproca, essendo la simpatia tra due persone il riconoscimento di se stesso nell’altro anche nella similitudine degli aspetti planetari, ma di questo argomento Sementovsky-Kurilo non parla.
I punti successivi riguardano la diagnosi astrologica delle malattie, che l’autore ritiene utile in termini di prevenzione di alcuni mali, soprattutto tumori, potendosi emettere un giudizio in tal senso fin dall’istante della nascita, in quanto ogni tema natale permane identico a se stesso per l’intero arco della vita, servendo così ad allertare il soggetto interessato del rischio potenziale, ed il fenomeno dei gemelli, ritenuto a torto una delle obiezioni esiziali contro l’astrologia, come se non bastassero quelle di bassa lega perpetrare in malafede dai fedeli della scienza, come la confusione intenzionale tra zodiaco tropico e costellazioni, al quale si ricollega il problema della scelta tra erigere il grafico astrologico di una genitura per il momento del concepimento o della nascita, cosa che, però Sementovsky-Kurilo non ne fa menzione, evidenzia la capziosità dell’argomento nell’assurdo logico del tema del concepimento di un aborto, che, con tutta evidenza, non è un essere vivente, quindi il rapporto tra astrologia e psicologia junghiana, la cui trattazione risulta però sommaria e non particolarmente esaltante, e, come ultimo aspetto della sezione Princìpi e presupposti scientifici dell’astrologia, i suoi rapporti con la grafologia.
Di questa conoscenza del carattere e delle differenze umane l’autore ritiene particolarmente interessante il nesso intimo fra gli elementi del tema di natività, in quanto indizi del carattere e del destino individuale, ed i particolari segni di scritture appartenenti a persone diverse, che permette di individuare nell’insieme dell’immagine grafica il tipo astrologico al quale appartiene il suo autore, ed è significativo che la scrittura riveli sempre quelle caratteristiche che sono particolarmente accentuate nel tema di natività, considerato che, in linea di massima, i due fondamentali indizi che normalmente rivelano il tipo astrologico sono il segno in cui si trova l’Ascendente e, più ancora, quello in cui si trova il Sole, anche se, in caso di accumulazione di pianeti o addirittura di presenza di uno stellium in un segno che non è né quello dell’Ascendente né quello del Sole, il segno stesso è decisivo per la determinazione del tipo astrologico, e la scrittura lo conferma pienamente poiché in simili casi è sempre ricca di forme grafiche che corrispondono alle caratteristiche del tipo astrologico determinato non già dall’Ascendente o dalla posizione del Sole, ma appunto dall’accumulazione di pianeti o da uno stellium in un segno diverso.
Un’altra constatazione della massima portata, evidenziata dal confronto astro-grafologico, si riferisce a quello che in grafologia si chiama livello formale di scrittura, al quale nell’astrologia corrisponde la minore o maggiore complessità del grafico oroscopico, ossia della riproduzione schematica della situazione cosmica rispetto al luogo ed al momento della nascita di un individuo: nella scrittura il livello della forma costituisce la misura della più o meno grande cultura, della più o meno pronunciata raffinatezza dei gusti e delle abitudini di vita, della più o meno acuta intelligenza, della più o meno sviluppata sensibilità, ed il tema di natività rispecchia a sua volta le medesime qualità psico-spirituali ed intellettuali di un individuo, con uguale differenziazione di caso in caso in quanto la rispettiva rappresentazione del cielo rivela una più o meno grande abbondanza di pianeti in sede o in esaltazione, un numero più o meno grande di aspetti interplanetari, di elementi secondari, di sfumature di vario genere, ossia offre un grafico oroscopico più o meno complesso, che denota la caduta nel tempo in un istante gravido di carattere e destino, differenziando così l’uomo siffatto dal resto dei suoi simili.
Alla scrittura di un primitivo, invece, caratterizzata da un basso livello formale, per lo più maldestra, stentata, con evidenti residui calligrafici dell’insegnamento scolastico elementare, corrisponde un tema di natività povero di aspetti, quasi sempre con pianeti sparsi un po’ dappertutto per l’intero zodiaco, o troppo concentrati in un segno ed in un campo solo di poca importanza, senza reciproci legami né particolari rapporti con i punti cardinali, suscitando un’impressione di vuoto e rendendo difficile una qualsiasi interpretazione organica dell’insieme oroscopico; in casi simili è quasi impossibile tracciare un ritratto dell’individuo in questione, che in tal modo rimane imprecisato, alquanto nebuloso, in una parola insignificante come lo è in realtà, e la medesima impressione suscita la sua scrittura, ed il grafologo, nell’interpretarla, incontra le stesse difficoltà dell’astrologo in presenza di uno schema oroscopico senza rilievo, sicché, ma questo Sementovsky-Kurilo non lo dice, associando all’analisi astrologica l’indice QI, che misura la dimensione potenziale delle realizzazioni di un individuo, si possono selezionare a priori gli elementi migliori della collettività, al fine di creare un’élite di uomini dotati di un solido carattere ed un chiara intellettualità, omogenei per qualità e visione del mondo, coesi e determinati nel volerla realizzare, al fine di ribaltare il paradigma corrente improntato su valori materialistici ed egalitari per sostituirlo con uno ispirato da valori di spiritualità e gerarchia.
Dopo la lunga parte introduttiva, a pagina 150, con il capitolo intitolato Introduzione alla pratica astrologica, ha finalmente inizio la parte operativa del trattato di Sementovsky-Kurilo, che si apre con una precisazione riguardo il fatto che l’astrologia contemporanea si presenta in primo luogo come cosmopsicologia individuale, riguardando unicamente l’uomo concreto in rapporto con l’universo, e premette all’indagine astrologica la compilazione del tema di natività, ossia dello schema che riproduce graficamente una determinata situazione celeste relativa alla precisa ora di un determinato giorno e riferita al luogo di nascita di un individuo, che si ottiene rappresentando schematicamente su carta, aspetto ormai superato dai software astrologici dei computer moderni, che eseguono velocemente e con grande precisione il lavoro di calcolo necessario a tracciare il grafico astrologico, l’eclittica e gli altri fattori della situazione cosmica, fra questi soprattutto i pianeti nelle loro rispettive posizioni longitudinali, quindi introduce sinteticamente le caratteristiche dei dodici segni zodiacali, dei quattro punti cardinali, dei dodici settori astrologici, dei dieci pianeti, degli aspetti angolari che li legano tra loro, dei punti sensibili e, infine, illustra con un esempio pratico come erigere un tema natale.
Nella seconda sezione del capitolo, intitolata I primi elementi d’interpretazione, l’autore entra nel vivo dell’esposizione dei significati dei singoli componenti del tema di natività, partendo dalla lettura della maggior parte o di tutti i pianeti addensati in uno dei quattro quadranti, proseguendo con le caratteristiche dei dodici settori astrologici, dei dodici segni zodiacali, dei dieci pianeti e, infine, dell’interpretazione generica dei fattori planetari secondo il criterio dell’intensità, poi, nel capitolo successivo, introduce i tipi astrologici, precisando che nella realtà, piuttosto che tipi puri, si riscontra una prevalenza delle caratteristiche di un tipo accompagnata o completata da varie caratteristiche dell’altro tipo molto meno pronunciate; Sementovsky-Kurilo illustra quindi i tre modi per determinare il tipo astrologico fondamentale al quale appartiene il soggetto basandosi sul suo tema di natività: in primo luogo si prende in considerazione la posizione del Sole in un segno zodiacale, in subordine si attribuisce maggiore importanza al segno zodiacale in cui si trova l’Ascendente, e, infine, si tiene conto dei pianeti collocati in gran numero in un medesimo segno, cioè della presenza di uno stellium.
Nel primo caso il tipo indicato dalla posizione del Sole sarà tanto più pronunciato se nel segno dell’Ascendente non si trova alcun pianeta, nel secondo caso si darà maggiore importanza al segno collocato all’Ascendente quando il Sole è isolato, ossia non riceve alcun aspetto angolare da nessun pianeta, oppure quando vicino all’Ascendente si trovano uno o più pianeti o, infine, quando il pianeta governatore dell’Ascendente occupa una posizione oroscopica importante per la formazione della personalità del soggetto, mentre nei casi in cui la posizione del Sole e la condizione oroscopica dell’Ascendente sono equivalenti, si tratta generalmente di un individuo con caratteristiche fisiche conformi al segno dell’Ascendente e qualità morali e spirituali che corrispondono alla natura del segno in cui si trova il Sole; a ciò si devono aggiungere le sfumature dovute agli altri elementi oroscopici, specialmente ai singoli pianeti che a loro volta modificano le caratteristiche del tipo fondamentale, perciò i tratti secondari così deducibili sono numerosi e multiformi, e, in quanto completano quelli principali conformi alla posizione dell’Ascendente e del Sole, si riferiscono soprattutto al rapporto reciproco fra la costituzione fisica e il complesso psicospirituale dell’individuo.
Il trattato prosegue dunque con la descrizione delle caratteristiche dei dodici tipi puri, partendo dal tipo Ariete e terminando con il tipo Pesci, quindi descrive i centotrentadue tipi secondari, ottenuti considerando le combinazioni tra segno all’Ascendente e segno solare, dopodiché segue l’estesissima sezione dedicata alle interpretazioni sintetiche dei pianeti nei segni e nei campi astrologici, partendo dall’Ascendente nel segno zodiacale dell’Ariete senza pianeti e proseguendo con i significati dei pianeti nella I casa, e così via fino alla XII casa, schema riprodotto per i rimanenti undici segni zodiacali, alla quale seguono le sezioni sull’interpretazione degli aspetti planetari, del Nodo Lunare, dei pianeti dispositori delle case astrologiche, dell’oroscopo progressivo, ossia dei transiti planetari, e, infine, un esempio di interpretazione di un tema natale ottenuto combinando le 2202 classificazioni relative ai singoli elementi del grafico astrologico della genitura registrate in base alla ricerca sperimentale, che, stante l’analiticità determinata dal carattere dell’autore, il quale aveva Sole e Mercurio, quest’ultimo nel luogo della sua esaltazione, nel segno zodiacale della Vergine, e l’Ascendente nel segno zodiacale dei Gemelli, costituisce una conferma della coerenza tra il suo tema natale e la sua opera.
Mi riesce difficile dare un giudizio definitivo sul trattato di Nicola Sementovsky-Kurilo, nel senso di una totale accettazione o di un rigetto altrettanto deciso, e ciò in ragione del fatto che, seppure risultano valide le parti introduttive, l’autore, che voleva rendere presentabile l’astrologia al mondo scientifico, rifacendosi alla nota profezia di Jung secondo la quale la scienza di Urania era prossima a far ritorno nelle università dalle quali era stata scacciata tre secoli prima, non fa altro che enumerare in maniera metodica una lunghissima sfilza di interpretazioni apodittiche sui singoli elementi astrologici, rinunciando a spiegare come integrarli, per mezzo dell’intuizione, in un disegno organico che restituisca il senso dell’esistenza di cui si tratta, superando così le inevitabili contraddizioni che si riscontrano ogni qual volta si sezioni un ente menomandolo della sua unità originaria; se però si desidera intraprendere seriamente lo studio dell’astrologia, dedicandovi tempo e passione, allora è opportuno leggerlo e poi collocarlo in uno scaffale della libreria, accanto ai testi di consultazione, di modo che, quando si verrà presi da un dubbio riguardo qualche aspetto del tema natale che si sta analizzando, si potrà andarne a ricercare il significato, cogliendo spunti di riflessione utili per proseguirne la lettura.