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LA SEQUENZA LOGICA DEI POST

1) Il percorso tortuoso verso il ricongiungimento con la mia vocazione [18 novembre 2011 – 17 maggio 2012]. La serie di post che si apre con quello inaugurale e termina con il post Il dodicesimo anniversario, pubblicato in occasione della ricorrenza dei dodici anni trascorsi dalla scampata morte in un incidente automobilistico che fece di me un sopravvissuto, rendendomi così responsabile della mia “nuova” esistenza, illustra il sentiero tortuoso preso inconsapevolmente nel 1993, quando, accogliendo il richiamo della mia voce interiore, acquistai un libro di chiromanzia, colpito dall’idea di un destino personale conoscibile ancor prima di realizzarsi, ed i tarocchi, che in questa sede descrivono alcuni tratti del mio carattere e del mio percorso iniziatico, ma furono i testi tradizionali cinesi I Ching e Tao Tê Ching a schiudermi le porte della conoscenza della qualità del tempo e dell’azione pura svolta in accordo con il fluire della Via.
Nel frattempo ho attraversato una profonda crisi esistenziale che mi ha portato a ritirarmi nella foresta del Ribelle, e, attraverso la scrittura, riflettendo sulle mie illusioni associative, ricomponendo gli elementi del puzzle di una vita distrutta, ho trovato la strada che avrei percorso fin dall’infanzia, se non fossi stato deformato dagli obblighi e dai divieti del paradigma corrente, che impone la convivenza con persone dalle capacità medie e mediocri dovendole considerare ipocritamente eguali a me per non farle risentire, come pretendono i predicatori dell’eguaglianza, che, mediante la scuola di massa ed il lavoro, riducono tutti al livello dell’ultimo uomo di nietzschiana memoria, un sistema avverso alla qualità che nega legittimità al mio modo d’essere qualitativamente differenziato e rende ancor più pressante ricongiungermi con le salde compagnie smarrite nell’istante fatale della caduta nel tempo.

2) Il nesso oggettivo tra l’uomo e l’universo [26 maggio 2012 – 13 ottobre 2012]. La seconda serie di post, da I Ching e qualità del tempo a Lo Ierofante, sviluppa, approfondendoli diffusamente, i temi esposti nella conferenza sulla sostanza del tempo, illustrando una concezione della realtà che, dall’assenza di senso in cui vivevo molti anni fa, da perfetto nichilista al quale riusciva bene tutto ma non trovava nulla che meritasse di essere fatto, mi ha portato a legittimare il mio modo d’essere qualitativamente differenziato operando un ricollegamento metafisico tra carattere, racchiuso simbolicamente nel modello archetipico rappresentato dal grafico astrologico della genitura, ed essere, e tra destino, inteso come lo sviluppo preordinato delle tappe fondamentali dell’esistenza evidenziato dallo studio dei transiti planetari, e divenire, che sono in grado di interpretare per qualsiasi persona di cui conosca i dati di nascita, liberandola in tal modo dai lacci della morale eteronoma che pretende di uniformarne il comportamento ad un modello astratto e livellante ed educandola a divenire ciò per cui è nata.
E proprio il tempo costituisce la chiave fondamentale per interpretare la realtà, come mostra l’I Ching, che, funzionando in base al principio di sincronicità, nel lancio delle tre monete o dei quarantanove steli di millefoglio, cogliendone la qualità, fornisce risposte coerenti con il quesito posto dal consultante, coniugando così necessità cosmica e decisione umana; esiste infatti un rapporto di stretta dipendenza tra tempo ed eternità, al quale si richiama la dottrina indù dei cicli cosmici, che sfata la concezione lineare che ne ha il giudeo-cristianesimo, ma, tra tutte le conoscenze che attestano un nesso tra l’esistenza dell’uomo concreto e l’universo, soltanto l’astrologia, che dispone dello zodiaco tropico, un sistema convenzionale di misurazione del tempo che, a differenza degli orologi ordinari, che ne hanno una concezione astratta e lineare, ne coglie la qualità e scandisce il tempo del destino, dimostra oggettivamente la corrispondenza effettiva tra Macrocosmo e Microcosmo e la fondamentale unità del Tutto.
Inquadrata l’esistenza dell’uomo concreto in un quadro di carattere generale che unisce ordine e senso, la nozione taoista del wu wei illustra come vivere in armonia con il fluire della Via, agendo senza trattenere nulla e ritirando il proprio corpo quando l’azione è compiuta, mentre la nozione indù del dharma insegna che ognuno ha un proprio carattere che non si è dato da solo, perciò non può far altro che agire secondo la propria natura, adempiendo il compito che gli sta fitto nel cuore; tutto ciò libera l’azione dall’ossessione degli esiti, quel che la morale eteronoma cristiana, con la favola del libero arbitrio, ha instillato nella mentalità occidentale, in quanto, non esistendo alcun ordinamento morale del mondo, bene e male, colpa e peccato, si presentano come errori logici: l’azione, infatti, non affranca dall’errore, come invece fa la conoscenza, frutto dell’intuizione intellettuale, che, contrapponendosi all’ignoranza, libera l’essere; conclude la seconda serie il post rivelatore dei miei progetti.

3) Il quadro generale oggettivo dell’esistenza applicato alla mia vita [27 ottobre 2012 – 21 dicembre 2013]. La terza serie di post, da Magic shop a La chiave principale dell’astrologia, partendo dall’intenzione, dichiarata nel post Lo Ierofante, di operare un raddrizzamento della mentalità collettiva mediante l’elaborazione di un paradigma fondato su valori di spiritualità e gerarchia e la formazione di un’élite che l’incarni e lo realizzi, denuncia l’assenza nella mia vita degli alleati rappresentati nel grafico astrologico della mia genitura da Plutone, che, nel disegno complessivo della mia carta del cielo, hanno il compito di favorire la realizzazione dei miei progetti, cosa che mi impedisce di uscire dall’isolamento e di trovare uno sbocco concreto alle mie conoscenze astrologiche, consentendomi di praticare consulti astrologici ad offerta libera, di tenere corsi e conferenze e di preparare il materiale per un futuro trattato di astrologia destinato a fare scuola; espressione di tale mancanza sono i post Se fossi un farmaco e Transito di Saturno nella VII casa natale, che denunciano una privazione fondamentale nella mia esistenza.
Dopo aver esposto, nella seconda serie di post, gli elementi costitutivi del quadro generale oggettivo dell’esistenza dell’uomo concreto, il discorso ritorna al 2000, punto di svolta della mia biografia, quando cominciai a studiare l’astrologia, e, ripercorrendo l’esperienza che mi ha portato ad eleggerla linguaggio della vita, correggo dapprima un errore tipico della mentalità comune concernente la natura dello zodiaco tropico, sistema convenzionale di misurazione del tempo e quadrante di un orologio cosmico che scandisce il tempo del destino, quindi attribuisco alla scienza del tempo par excellence il ruolo di punto d’appoggio archimedeo a partire dal quale si potrebbe scardinare lo sterile razionalismo impadronitosi degli uomini della modernità che Jung attribuiva all’I Ching, in quanto essa coniuga oggettivamente necessità cosmica e decisione umana, dimostra il fondamento ontologico di carattere e destino ed attesta la corrispondenza effettiva tra Macrocosmo e Microcosmo e la fondamentale unità del Tutto.
L’astrologia fornisce infatti la chiave del destino dell’uomo concreto, mediante il grafico astrologico della genitura, mandala personale modellato dall’essere, mappa oggettiva del carattere che non si è dato da solo in quanto nessuno è causa sufficiente di se stesso, e l’invita ad innalzare il livello della coscienza per liberarsi degli impedimenti psichici operando un’azione alchemica di solve et coagula volta a dissolvere gli automatismi di ripetizione che gli impediscono di divenire ciò che è, la meditazione sul mio tema natale ha dissolto le mie illusioni associative e mi ha fatto comprendere che non c’era niente di sbagliato in me, riguardo il mio desiderio di elevazione sociale operato mediante l’espressione delle mie capacità intellettive, e, dopo aver ricostruito la mia biografia sulla base dei ricordi e della documentazione burocratica che mi qualifica agli occhi dello Stato, ho compreso che tutto ciò che ho patito dipende dall’odio democratico nei confronti della qualità espresso dal paradigma corrente materialistico ed egalitario, laicizzazione di quello giudaico-cristiano, che mi propongo ora di ribaltare.
E’ stato grazie alla meditazione sul grafico astrologico della mia genitura, mappa oggettiva del mio carattere che include, nello sviluppo preordinato dei transiti planetari, lo svolgimento delle tappe fondamentali del mio destino, se ho potuto individuare quegli elementi della realtà esteriore necessari a riedificare la mia esistenza secondo il disegno ivi contenuto, per adempiere il compito per cui sono nato vivendo in accordo con la qualità del tempo svelata dall’interpretazione del moto prestabilito dei pianeti lungo lo zodiaco tropico, agendo in base alla nozione taoista del wu wei e svolgendo l’azione normale derivante dalla mia natura, come spiega la nozione indù del dharma, finalmente libero dalla morale eteronoma evangelizzata dai predicatori dell’eguaglianza, ma il percorso che mi ci ha portato, che include la lettura di svariate centinaia di saggi sugli argomenti più disparati, dall’astrologia alle religioni, dall’economia alla politica, dalla filosofia al diritto, è cominciato, nel lontano 2001, leggendo il Trattato di astrologia di Nicola Sementovsky-Kurilo ed un libro sulla serie dei simboli sabiani.
L’incontro con l’astrologia ebbe su di me l’effetto sconvolgente che avrebbe dovuto avere la messinscena dell’iniziazione libero muratoria: scoprii infatti di essere un figlio di Saturno, caratteristica che grava su di me alla stregua di un macigno karmico, e di avere la tendenza a razionalizzare l’esistenza, come indica la posizione della testa del drago nel grafico astrologico della mia genitura, allora, per comprendere come uscirne, approfondii l’interpretazione della carta natale, interessandomi soprattutto degli aspetti legati alla crescita della consapevolezza, quindi mi dedicai ad individuare le tracce del futuro nella mia biografia, e, in relazione alla mancanza di alleati che supportino la mia realizzazione, le relazioni indicate da sinastria ed ereditarietà astrale, fino a scoprire la chiave principale dell’astrologia, che, nella complessità della struttura del tema natale, permette di individuare gli elementi dell’élite, recuperando così tutto ciò di cui avevo bisogno per realizzare i miei progetti.

[continua…]